Categorie

Pier Vittorio Tondelli

Editore: Feltrinelli
Collana: Vintage
Anno edizione: 2005
Pagine: 163 p. , Rilegato
  • EAN: 9788807830198

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    gianni

    05/09/2015 03.56.12

    libro banalissimo,a dispetto del titolo e della cpertina ammiccante,storie e personaggi di un emilia molto provinciale e contadina,scritto male ,non seduce il lettore,imparagonabile con altri scrittori italiani di più alto livello,tondelli sopravvalutato.

  • User Icon

    Corra

    17/07/2012 19.28.43

    Bello, violento, supera i limiti, fa scattare gli autovelox, arriva ai polmoni come una tirata di bong. E' triste leggere la recensione di una studentessa inneggiare alla censura, può piacere, non piacere, ma la parola censura dovrebbe essere censurata dal vocabolario degli studenti :-)

  • User Icon

    Biagio Mastrangelo

    24/02/2011 00.29.00

    Da leggere, da divorare!

  • User Icon

    TuttoVito

    03/09/2009 11.37.30

    Mai scontato e banale, una scrittura fluida, senza fiato che scorre come i sogni e la grande emozione che trasmette Pier Vittorio.. Bello

  • User Icon

    simo

    27/04/2009 17.55.01

    Delicato e straziante al contempo. "Libertini" che non desiderano altro che un amore sincero e non solo impronunciabile. Bellissimo il racconto "Viaggio", visionario "Autobhan". Consigliato particolarmente a chi è la ricerca della propria intimissima dimensione.

  • User Icon

    Aurora

    08/02/2009 21.13.28

    Ho letto questo libro perché era una lettura obbligatoria assegnata dalla mia professoressa di italiano. Non mi è piaciuto per niente. Nemmeno un po'. Soprattutto per il linguaggio utilizzato. Non è la prima volta che leggo romanzi che utilizzano un linguaggio piuttosto violento e volgare, ma questo supera ogni limite. Capisco che questo linguaggio è necessario per descrivere la realtà emiliana del tempo, ma sinceramente urta troppo. è stato molto difficile continuare a leggerlo, infatti non sono nemmeno riuscita a finirlo. Sono pienamente daccordo con la critica del tempo che lo aveva ritirato dal commercio.

  • User Icon

    stefano tondelli

    13/04/2007 17.50.28

    Sono venuto a conoscienza di questo libro e dell'autore per caso,nonostante quando andavo a scuola a reggio vedevo spesso i manifesti pubblicitari di tondelli (se avessi letto il libro a quel tempo avrei potuto add. conoscerlo). Mi ha rivelato una realtà che mai avrei immaginato di queste zone,il linguaggio è crudo come le scene che si descrivono.E' una lettura interessante curiosa, non sono altro che esperinze di vita...

  • User Icon

    Claudio Gatti

    18/01/2007 16.29.17

    Una serie di racconti corali che ci parlano di una generazione di ventenni violentemente innamorati della vita. Un talento cristallino che resiste (viene facile il parallelo con Andrea Pazienza) anche al legame fortissimo che queste storie hanno con il mondo giovanile di fine anni '70. Da leggere (e rileggere).

  • User Icon

    Andrea

    08/01/2007 21.38.16

    "Altri libertini" è per me più di un libro,è come un compagno,che da quando lo lessi la prima volta 6 o 7 anni fa, intorno ai 18 anni, mi accompagna sempre ,di anno in anno,di lettura in lettura,sempre nella stessa copia ormai un po' vissuta. E il bello è che a ogni lettura ti colpiscono frasi diverse, o racconti diversi, a seconda di quello che stai vivendo o stai sognando. E così se un tempo prediligevo la tossicità nebbiosa del "Postoristoro" della stazione di Reggio una notte d'inverno, o il senso di hippysmo e avventura di "Viaggio" ,ecco che ora a 24 anni e all'ennesima rilettura ho riscoperto l'ironia lieve e scanzonata del racconto "Altri Libertini" che da il titolo alla raccolta e il senso di fuga e di libertà condensati nella notte di "Autobahn" a bordo di una 500. Arrivano come un pugno nello stomaco questi "Altri libertini", tra tossici, gay e travestiti in una Reggio Emilia ribelle e comunista di fine anni '70. Arrivano come un pugno e restano dentro. Il primo e a mio parere migliore libro di Tondelli, un libro rock, costruito con un linguaggio crudo,estremamente slang e vagamente allucinato, dove turpiloquio spinto e citazioni alte si mescolano con una naturalezza magistrale: una prova stilistica da non sottovalutare in quanto mettere per iscritto il linguaggio delle sottoculture giovanili senza risultare artificiosi è una delle cose più difficili in letteratura. A tutti coloro che rimpiangono la ribellione dei giovani di quegli anni,che si sentono ingabbiati,che sono altri libertini solo con la mente o col cuore, a tutti quelli che hanno voglia di gridare, di mandare il mondo a quel paese e di fuggire su una vecchia utilitaria (R4,2cv,500..scegliete voi...) verso qualcosa di nuovo, dedico le ultime righe di "Autobahn",nonchè del libro. Leggetelo.

  • User Icon

    Mirko Roglia

    30/09/2006 10.42.04

    Altri libertini, l’opera migliore di Tondelli, è sicuramente la più completa, con le sue metamorfosi umane incanalate “senza soluzione di continuità” nella idolatrata voglia di viaggiare, nel mito cosciente di Bukowski e Burroughs, nella jazzistica coast to coast europea, nei compagni “cinematografari” di sventura; l’opera prima di Tondelli appare la migliore non per il poco valore delle altre (eccezionale la prova di Camere separate) ma per l’intrinseca, immediata, intuitiva empatia che da subito genera con il lettore, questi “altri libertini” (altri... ad aggiungersi a quelli passati) sembrano concludere un discorso interrotto e, in queste duecento pagine scarse scolate alla goccia, con sei episodi collegati da cortocircuiti colmi di turpiloquio e nefandezze col sorriso, gli “altri libertini” - lambrusco beat - arricchiscono la diatriba con il groviglio di carne sudata del sabato notte e le scorrazzate delle puttane in bici sulle piazze-bene di Reggio - Gran Trojajo (Le bellissime piazze di Reggio assomigliano alle vive di una Amsterdam non colorata, ne esuberante, ma vista attraverso il nero e i grigi delle prime opere di Van Gogh, intabarrata e nebbiosa e malinconica come nei cartoni di Pietro Ghizzardi e di altri eccentrici naïf). Il fattore itinerante dello scazzo quotidiano si erge, insomma, come agnello da immolare alla libertà, anche e soprattutto sofferta, ma comunque fiera della propria indipendenza. Come ebbe a sottolineare anche Massimo D’Alema in una breve recensione, Altri libertini è il manuale un po’ folle di tutti i sognatori, di certo non è il solito, banale ed abusato libr-onan da leggere con una mano sola. Veramente efficace questo mordace repertorio singhiozzante della culla post rivoluzionaria, alcova delle tramontate rivendicazione sessantottine: cuffietti peruviani, kebab&cous-cous, gommoni sui bordi della strada, Amsterdam, fumo&fernet, stazioni sudicie, sessorgasmo polimorfo, lacci emostatici e bustinedineve, takeaway&autostop, cessi, cessi rotti, cessi sporchi, Nanni mezzo assiderato,

  • User Icon

    gabriele bene

    06/09/2006 18.36.08

    Allucinato e violento, un pugno nello stomaco. Nelle storie di ragazzi della provincia emiliana fine anni '70 il dramma di una generazione, l'urlo contro la noia convenzionale, l'abisso della droga in pagine vomitate da una penna tagliente.

  • User Icon

    Peter Pan

    29/12/2005 12.21.01

    Penso che piu' che la qualita' generale del libro(Per me, scritto cosi com'è, potrebberlo scriverlo davvero in tanti Emiliani, ma davvero in tanti) sia grande la Possibilita' di Leggere Un Libro Libero, Scritto Liberamente. Quindi per me è una GRANDE CONQUSITA piu' che un gran Libro.

Vedi tutte le 12 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione