Categorie

Ernest Hemingway

Curatore: S. Hemingway
Traduttore: L. Lunari
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 193 p. , Brossura
  • EAN: 9788804604020

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Fabio

    13/09/2016 17.41.21

    Libro difficile,da scrivere e da leggere. "E questo libro contiene materiali delle Remises della mia memoria e del mio cuore.Anche se la prima è stata manomessa e il secondo non esiste",così si conclude il romanzo di ricordi,pubblicato postumo e sicuramente non curato da E.H come avrebbe voluto e come ricorda di aver fatto con il suo primo romanzo"The sun also rises" Mi è sempre parso un fiume di dolore e di ricordi di un passato felice che non potrà più tornare e che viene ormai rivisto attraverso gli occhi di un vecchio che vive in un "adesso" dove è rimasto il dolore e basta. Le pagine più belle sono quelle dedicate alla città,nelle sue varie stagioni.Indimenticabile il venditore del latte di capra,che gira la città con il suo gregge di capre nere e le soste alle "Closerie",per scrivere con un lapis su un quaderno i primi racconti ,parlare e bere con gli amici,osservare la città muoversi e vivere. Tutto ha il sapore della felicità perduta e dell'unico vero amore svanito con Parigi,quello per Hadley,ricordata sempre con amore e rimpianto. Poi ci sono i ricordi letterari del salotto di Gertrude Stein e dell'amicizia con Scott Fitzgerald e Pound,un po' al veleno e un po' al miele e qualche risata dolceamara. Da non perdere,per chi ha amato questo scrittore.

  • User Icon

    giorgio g

    24/11/2015 11.43.13

    Ho accolto l'invito che Danielle ha rivolto attraverso il web e ho ripreso in mano, dopo tanti anni, "Festa mobile" di Ernest Hemingway. Parigi non è più da molto tempo la città in cui si mungevano le capre per strada, ma continua ad essere parte di noi stessi, almeno di coloro che hanno avuto la fortuna di percorrere le sue strade, le sue piazze, i suoi giardini e di visitare i suoi innumerevoli musei. Coloro ai quali, quando sentono i nomi dei quartieri come Montparnasse e Montmartre, dei luoghi della città come l' Ile St-Louis, lo Square du Vert-Galant, la Gare de Lyon e il Luxembourg e delle strade come rue Cardinal Lemoine, rue Férou, Place St-Sulpice, rue de Vaugirard, affiorano lontani ricordi. Coloro che ricordano lontane letture quando leggono i nomi della Signorina Stein o di Francis Scott Fitzgerald. Quale miglior omaggio a questa straordinaria città che riportare alcune frasi del libro, iniziando da quella che lo apre e da il titolo al libro? "Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, poi dovunque tu vada questa esperienza ti accompagna fino alla fine della vita, perché Parigi è una festa mobile" ."A Parigi, allora, si poteva vivere benissimo con poco o niente e saltando un pasto ogni tanto e senza mai comperarsi un vestito nuovo riuscivi a risparmiare e a toglierti qualche capriccio". "Per Parigi non ci sarà mai fine e i ricordi di chi ci ha vissuto differiscono tutti gli uni dagli altri. Si finiva sempre per tornarci, a Parigi, chiunque fossimo, comunque essa fosse cambiata o quali che fossero le difficoltà, o la facilità con la quale si poteva raggiungerla. Parigi ne valeva sempre la pena e qualsiasi dono tu le portassi ne ricevevi qualcosa in cambio. Ma questa era la Parigi dei bei tempi andati, quando eravamo molto poveri."

  • User Icon

    alfredo

    22/11/2015 08.13.48

    E' un libro gioiello che rappresenta Parigi in un periodo nel quale era uno dei luoghi privilegiati della cultura europea, luogo in cui era obbligo recarsi per gli americani che intendevano dedicarsi all'arte nelle sue varie forme.

  • User Icon

    gianni

    23/07/2014 19.23.05

    Il mito della Parigi in cui Hem fu povero e felice. Mito molto, letteratura non moltissima.

  • User Icon

    Cristiana

    10/09/2012 22.05.02

    A me non piace sempre Hemingway, mi sembra falso e caricato tranne qualche volta che è magnifico. E qui mi sembra che lo sia, in molte pagine, anche se non in tutte. E poi sembra sincero nella sua malinconia e nel rimpianto: finalmente un "uomo vero" e non solo un "vero uomo".

  • User Icon

    Gabriele

    28/08/2012 15.03.47

    Come il titolo, e come Parigi, anche questo libro è effettivamente una "Festa Mobile". Hem attraversa la città, e dunque pure la narrazione, con leggerezza, fantasia, umiltà, piacere e sentimento: impossibile non farsi trascinare con lui per i vicoli, i locali, le discussioni. Sebbene l'autore abbia spesso rifiutato di essere considerato un intellettuale, dimostra senz'altro di appartenere alla seguente categoria, perché non rinuncia mai al confronto con le grandi personalità artistiche del suo tempo. Esemplare, in questo senso, il lungo (ed emozionante) capitolo con protagonista Fitzgerald (l'unico personaggio a prendere il posto , al centro della narrazione, di Parigi). Un racconto ricco di aneddoti e spunti illuminanti, sulla città e sul mestiere di scrittore: chi non si metterebbe a sognare, immaginando Hem seduto al banco di un bar, con il bicchiere pieno, mentre cerca ispirazione sul capitolo successivo?

  • User Icon

    REXLEX

    22/07/2011 15.50.58

    E' stato il primo libro da me letto di Hem , uno di quegli scrittori che non si leggono perchè si è visto i film tratti dai suoi racconti. Debbo dire che Parigi ne viene esaltata , e come potrebbe non essere ?! , così come la vita scavezzacollo di chi passa da una corsa ad Anghien e un fin a l'eau bevuto in un bistrò. Di struttura modesta contiene però ogni tanto qualche rigo di classe e qualche considerazione interessante. Incredibile come Hem potesse non aver letto i grandi classici europei ...come se potessero mancare nella formazione di chi vuol essere scrittore. L'incipit stranoto del libro per me manca di una E ( prima di poi ) che ci vuole per dare maggiore forza e 'consequenzialità'. Ma è una mia opinione. Utilissimo per dare l'idea dell'uomo e confermare tutto ciò che abbiamo letto circa la sgregolatezza della vita di questo 'mito'.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione