Traduttore: S. C. Perroni
Editore: Bompiani
Collana: Tascabili
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 633 p., Brossura
  • EAN: 9788845274053

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

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Descrizione
Pietra miliare della letteratura americana, "Furore" è un romanzo pubblicato negli Stati Uniti nel 1939 e coraggiosamente proposto in Italia da Valentino Bompiani l'anno seguente. Il libro fu perseguitato dalla censura fascista e solo ora, dopo più di 70 anni, vede la luce la prima edizione integrale, nella nuova traduzione di Sergio Claudio Perroni. Una versione basata sul testo inglese della Centennial Edition dell'opera di Steinbeck, che restituisce finalmente ai lettori la forza e la modernità della scrittura del Premio Nobel per la Letteratura 1962. Nell'odissea della famiglia Joad sfrattata dalla sua casa e dalla sua terra, in penosa marcia verso la California, lungo la Route 66 come migliaia e migliaia di americani, rivive la trasformazione di un'intera nazione. L'impatto amaro con la terra promessa dove la manodopera è sfruttata e mal pagata, dove ciascuno porta con sé la propria miseria "come un marchio d'infamia". Al tempo stesso romanzo di viaggio e ritratto epico della lotta dell'uomo contro l'ingiustizia, "Furore" è forse il più americano dei classici americani, da leggere oggi in tutta la sua bellezza.

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Recensioni dei clienti

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    Dani Desdemon

    02/11/2018 17:12:48

    Non conosco Alessandro Baricco come scrittore ma come imbonitore (nel senso migliore del termine) lo trovo fantastico. E’ grazie a lui che ho scoperto e amato Philip Roth e devo sempre ringraziare lui se ho riscoperto questo libro pubblicato per la prima volta da Steinbeck nel 1939. E’ uno di quei romanzi che ti rimane dentro, ti emoziona e ti fa pensare. Tratta di temi universali come la famiglia, il lavoro, la fame, la solidarietà e purtroppo, l’egoismo dell’uomo sull’uomo. Il bisogno primario di emigrare, per non morire e per dare un futuro ai propri figli, nonostante il passare del tempo è un’esigenza e un dato di fatto nella storia dell’umanità. Sono tanti i momenti toccanti di questa storia ma una in particolare racchiude in sé tutta l’essenza della vicenda: quando “Mà” Joad, figura centrale e stoica, collante e punto di riferimento per tutta la famiglia si vede regalare dal commesso dell’emporio lo zucchero per il caffè da dare ai propri cari di ritorno dal lavoro massacrante nei campi e dopo aver speso fino all’ultimo centesimo la misera paga del giorno prima, prima di uscire si gira verso di lui dicendo “Sto imparando una cosa importante. La sto imparando ogni momento, tutt’i giorni. Quando stai male o magari hai bisogno o sei nei guai… và dalla povera gente. Soltanto loro ti danno una mano… soltanto loro”. Da leggere assolutamente. Soprattutto in questo nostro particolare momento storico, con uno sguardo sulle pagine e l’altro a quello che sta succedendo ai confini di ogni Paese ricco.

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    Gabriele Della Torre

    20/10/2018 12:44:46

    Il romanzo è perfetto per comprendere il periodo della grande depressione americana. I concetti sono di piena attualità vista la crisi migratoria che stiamo vivendo in questi anni.

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    Susanna

    15/10/2018 10:04:03

    Cosa dire di Furore se non che è di un'attualita disarmante? Un testo che dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole, per gli studenti ma anche per gli insegnanti. La prosa di Steinbeck è scarna, essenziale. Ma al tempo stessi cola a di significato. Le sue parole colpiscono come una stilettata perché cariche di un realismo che ci fa paura, ma ci rende più umani. Siamo noi i Joad, noi il predicatore Casey, la fragile Rosatea, i piccoli entusiasti ed inconsapevoli. E se non siamo noi certo siamo quello che avremmo il terrore di diventare, volenti o nolenti.

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    enrico

    27/09/2018 05:00:57

    Mi associo al giudizio entusiasta degli altri lettori. Furore è un capolavoro, uno dei libri più belli del XX secolo. Pur descrivendo un periodo storico sociale specifico (l'America degli anni '30 del secolo scorso), propone delle tematiche attualissime ancora oggi. Leggetelo!

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    Antonella

    23/09/2018 21:08:56

    Nell'America della Grande Depressione la famiglia Joad affronta un vero e proprio viaggio della speranza dall’Oklahoma verso la California nell'illusione di un futuro migliore. Man mano che il viaggio procede la famiglia perde ad uno ad uno diversi componenti. Questo romanzo pagina dopo pagina trascina il lettore in un'angoscia che sembra senza via d'uscita. Ma sul finale un gesto di profonda umanità, quando tutto sembra ormai perduto, ci fa ancora sperare nella salvezza. Un eccezionale capolavoro, un classico che non si può non leggere in un momento come quello di oggi in cui lo si troverà di grande attualità.

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    brunitudo

    23/09/2018 19:47:25

    Un libro crudo, crudele e di impatto. Da consigliare a tutti coloro che non si riacciuffano in merito alla questione "migranti". Questo é il punto di vista di coloro che si trovano dall'altro lato della barricata: il fatto che si tratti di americani, avvicina il lettore a questi oakies, che sono disperatamente umani e disperatamente lottano per conservare un barlume di dignità. Esattamente come la gente che arriva qui da noi. Di questi tempi, Furore andrebbe fatto studiare.

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    Andrea

    23/09/2018 13:24:16

    Lettura consigliata. Fa riflettere sugli effetti della Grande Depressione del 1929 e le condizioni delle famiglie toccando temi, per certi versi, ancora attuali.

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    Elena

    21/09/2018 21:37:16

    Un eccellente affresco della situazione economica di quel periodo, molto ben descritto il sistema di sfruttamento dei grandi proprietari oltre all'odio e il disprezzo della "brava gente"; per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, devo ammettere che ho gradito quasi esclusivamente Tom Joad e Jim Casy, ho trovato gli altri piuttosto irritanti per varie caratteristiche di superficialità e grettezza, ma probabilmente la gente delle campagne di allora era quasi tutta cosi e quindi non è certo un difetto dell'opera che mira a ricostruire il più verosimile possibile la realtà di quei tempi e luoghi. Consigliato!

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    sonnyboy

    21/09/2018 14:56:25

    un libro scritto quasi ottant'anni fa, che ci fa immergere in un'america rurale e immersa nella depressione economica, un'america molto diversa da quella odierna ma che per alcuni versi si può rispecchiare nelle difficoltà che ancora oggi opprimono gli ultimi e i più poveri.

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    Micael

    21/09/2018 09:22:41

    Un grandissimo affresco della Grande Depressione e dell'America rurale. E' una storia molto attuale, che affronta tematiche come lo sfruttamento e le ingiustizie sociale. 600 pagine scorrono velocemente ed è impossibile non commuoversi di fronte ai personaggi della famiglia Toad, nel loro viaggio di speranza verso la California.

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    lisab

    21/09/2018 05:39:46

    L'attualità di quest'opera di Steinbeck è sorprendente. lo scrittore statunitense racconta l'esodo della famiglia Joad costretta ad abbandonare l'Oklahoma e la sua fattoria a causa di una grande siccità. Attirati da volantini che pubblicizzano il sogno della California, dove si dice è richiesta molta manodopera, si mettono in strada verso questa sorta di Terra Promessa. Ben presto scopriranno che non sono stati gli unici ad essere attirati da quel sogno e che la realtà che li attende non è così meravigliosa come credevano. Proveranno sulla loro pelle tutto ciò che è connesso con l'essere migranti e i pregiudizi delle persone. Un libro di grande attualità seppure ambientato durante la Grande Depressione degli anni '30.

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    Mariangela

    20/09/2018 12:05:31

    Che dire, semplicemente fantastico! Quando ho intrapreso la lettura di questo libro non pensavo assolutamente che sarebbe diventato uno dei miei preferiti. Altamente descrittivo ti catapulta direttamente nella storia che narra di questa sfortunata famiglia travolta dalle conseguenze sconvolgenti della Grande Depressione americana. Il finale..assolutamente spiazzante e degno di questo capolavoro!

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    Daniele

    20/09/2018 10:47:39

    Trovare le similitudini tra la realtà descritta da Steinbeck e quella attuale è un gioco troppo semplice. I meccanismi di sopraffazione tra esseri umani e le ingiustizie che ne conseguono sono sempre gli stessi ed hanno sempre la stessa radice: un intreccio di avidità e paura che spinge una minoranza a negare la dignità umana di molti, per difendere la propria posizione di privilegio. Il merito della Letteratura è quello di scolpire la descrizione di quella condizione affinché se ne possa conservare la memoria, ma nello stesso tempo è anche quello di trovare la scintilla che consente alla speranza di non estinguersi, soffocata dal furore.

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    Maryl

    19/09/2018 20:01:47

    È uno di quei libri che non vuoi finire, infatti l’ho letto insieme ad altri, perché solo l’idea di arrivare alla fine mette angoscia. È stata la mia boccata di verità quotidiana. Ma poi ahimè la fine è arrivata, rabbiosa, furente come un’alluvione, e ha lasciato verità, strazio, paura, amarezza, e soprattutto furore. Un grappolo d’ira difficile da buttar giù. John Steinbeck racconta in primis la realtà e ho adorato il modo in cui lo fa: niente fronzoli, niente parole inutili, niente vicende di contorno. La trama è inutile dirvela, è abbastanza nota, dovete solo sapere che “Furore” ti scava dentro e lì rimane.

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    Riccardo

    19/09/2018 16:49:06

    Un capolavoro senza tempo.

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    Carlotta Zanitti

    19/09/2018 14:54:49

    Ho letto questo libro a 18 anni e me lo porto nel cuore come libro prediletto anche adesso che di anni ne ho 41. Probabilmente IL romanzo americano per eccellenza: il viaggio come ricerca interiore,la route 66,i grandi ideali portati avanti dal personaggio di Tom Joad,poi divenuto iconico grazie al film di Ford e allo splendido album di Bruce Springsteen THE GHOST OF TOM JOAD. Semplicemente sublime

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    Chiara

    18/09/2018 12:13:23

    Libro bello, caldo, umano, "rotondo" nonostante le avversità che la famiglia protagonista deve affrontare alla ricerca di una vita migliore dal polveroso Oklahoma alla verde California. Libro fatto di durezza e compassione in cui anche quando si tocca il gradino più basso dell'esistenza a causa della povertà, sempre si resta uomini. Questo ci dovrebbe far pensare e farci mettere nei panni di chi vive nelle stesse terribili condizioni oggi e che lascia la propria terra per un posto migliore. La povertà c'è sempre stata e così l'emigrazione. Non importa quando o dove la disperazione, la paura, gli stenti di una persona o di una famiglia sono gli stessi. Ma anche la dignità, la compassione, l'amicizia, la speranza. Un libro senza tempo.

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    Claudia

    18/09/2018 09:42:58

    Questo libro per me è stato un capolavoro. Scritto nel 1939 ma talmente attuale che fa venire i brividi. Alcune pagine le rileggevo due volte perché erano troppo belle!

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    Dalila

    17/09/2018 21:49:13

    Il primo aggettivo che mi viene in mente quando penso a Furore è “attuale”. Tremendamente attuale. La famiglia Joad, come centinaia di altre famiglie, è costretta ad abbandonare i campi e i terreni che coltivavano da mezzadri per trovare lavoro nella promettente California. In queste pagine si intrecciano vite ed esperienze di uomini, donne, bambini dapprima carichi di speranza e di aspettative per poi essere solo in cerca di un tetto asciutto e di qualcosa da mettere sotto i denti per sopravvivere. Dalla disperazione comune nasce un tumulto, un dubbio generale che come la pellagra si espande a macchia d’olio per le condizioni precarie in cui questi migranti sono costretti a vivere. Il razzismo, creatasi negli abitanti delle “nuove meravigliose terre”, sfocia in odio per gli Okie che sono costretti a rubare e che cercano con tutte le loro forze un modo per riuscire a vivere come loro, dignitosamente. Nasce la fiamma del furore, tenuta viva dalla speranza e dalla rabbia, dai soprusi e dall’odio. Un odio che non finirà mai e che è sempre stato ed è ancora presente.

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    Emanuela

    17/09/2018 21:28:03

    Furore è in sé un libro che spaventa anche per la sua mole – 633 pagine nella nuova edizione Bompiani, per essere precisi, che è anche l’unica edizione realmente integrale che potete trovare in Italia, nella traduzione di Sergio Claudio Perroni – perché si è quasi abituati a pensare che un classico per essere tale deve avere un linguaggio ostico, non chiaro e anche un po’ pesante. Ciò non accade con Steinbeck, il quale ha il dono di riuscire a raccontare una tragedia come quella della famiglia Joad, e tutte le riflessioni ad essa collegate, con un linguaggio semplice ma d’effetto. Uno stile che rende anche più semplice l’immedesimarsi del lettore – complice, ovviamente, anche la tematica piuttosto attuale – e il suo attaccamento ai personaggi principali. Nel raccontare il viaggio della speranza della famiglia Joad dall’Oklahoma verso la California, Steinbeck descrive l’animo umano nella sua peggiore veste e tuttavia riesce a cogliere anche la speranza in queste anime disperate, descrivendola alla perfezione con il personaggio di Ma’ Joad, proprio colei che comprende una verità universale: ogni qualvolta ci si trova sul baratro, sull’orlo della sconfitta, sarà sempre il povero a venirti incontro, senza chiedere nulla in cambio, e non il ricco.

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