Furore

John Steinbeck

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Editore: Bompiani
Collana: Tascabili
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 6 novembre 2013
Pagine: 633 p., Brossura
  • EAN: 9788845274053

nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

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Pietra miliare della letteratura americana, "Furore" è un romanzo pubblicato negli Stati Uniti nel 1939 e coraggiosamente proposto in Italia da Valentino Bompiani l'anno seguente. Il libro fu perseguitato dalla censura fascista e solo ora, dopo più di 70 anni, vede la luce la prima edizione integrale, nella nuova traduzione di Sergio Claudio Perroni. Una versione basata sul testo inglese della Centennial Edition dell'opera di Steinbeck, che restituisce finalmente ai lettori la forza e la modernità della scrittura del Premio Nobel per la Letteratura 1962. Nell'odissea della famiglia Joad sfrattata dalla sua casa e dalla sua terra, in penosa marcia verso la California, lungo la Route 66 come migliaia e migliaia di americani, rivive la trasformazione di un'intera nazione. L'impatto amaro con la terra promessa dove la manodopera è sfruttata e mal pagata, dove ciascuno porta con sé la propria miseria "come un marchio d'infamia". Al tempo stesso romanzo di viaggio e ritratto epico della lotta dell'uomo contro l'ingiustizia, "Furore" è forse il più americano dei classici americani, da leggere oggi in tutta la sua bellezza.
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    Kate

    22/08/2019 21:30:12

    «Ho scritto per l’uomo. Per l’umanità dell’uomo.» Questo è ciò che Steinbeck ha voluto fare con la realizzazione di questo romanzo; raccontare l’Uomo come Specie. Quello che lui ci offre è un viaggio attraverso la misera condizione umana che caratterizza i contadini, la parte meno abbiente della società; ecco, per una volta il lettore è partecipe di quella sofferenza, di quel dolor che traspare negli occhi di chi sa che sta per perdere tutto ma che allo stesso tempo non demorde, non crolla ma resta saldo. Furore è l’esempio della certezza della Speranza... una famiglia, che nonostante tutte le avversità che spazzano via ogni consapevolezza, salda nella fede decide di proseguire nella speranza di una nuova casa, di una nuova vita; la cosa più bella che viene sottolineata è proprio l’unione, come l’esser uniti generi vita (come si evince alla fine del romanzo). Ringrazio Steinbeck, perché ha raccontato quella semplicità ma soprattutto le difficoltà della vita contadina, la morte , il dolore, il riscatto, la ricerca del paradiso perduto e lo ha fatto in modo​ limpido, con uno stile naturale, di facile comprensione; ha descritto la natura in modo quasi idilliaco,​ con degli accostamenti molto belli ( “natura dormiente che aspetta d’esser diffusa” cap.3). Ha in qualche modo reso giustizia ad un mondo che quasi sempre viene messo in disparte, in cui io ad esempio con i miei nonni e con i miei genitori​ ho vissuto i più bei momenti della mia infanzia a raccogliere ortaggi e saltellare da un solco all'altro; il mondo contadino, che purtroppo ha dovuto e deve tuttora sottostare sempre alla legge del denaro, che governa il mondo.

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    Charlie57

    12/08/2019 11:23:49

    Bellissimo libro ambientato in America durante gli anni neri (1929 – 1931) quando tutto il Paese era in piena crisi. L’avvento dei trattori costringe i contadini dell’est ad emigrare verso l’ovest, in California, abbagliati da una prospettiva di vita migliore, ove non esiste fame e disoccupazione. Purtroppo è solo un miraggio perché, una volta giunti in California, la realtà è molto diversa; lavoro non c’è né e la fame è sempre in agguato. Quello che non manca è lo sfruttamento, l’odio, la paura ma, anche, la solidarietà che si manifesta tra la gente dell’est. Un libro che si legge speditamente e che fa riflettere sui principi fondamentali della vita e che ci mostra una America che non abbiamo conosciuto e che è ben diversa da quella attuale o no?

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    Andr0s

    01/08/2019 11:07:02

    Un romanzo che aiuta a capire i fenomeni migratori ed apre le menti ed i cuori. Duro, sofferto, racconta la storia della famiglia JOAD che cerca una vita migliore nel WEST e che incontrerà, durante il cammino, lutti, sofferenze e prevaricazioni. Quasi 500 pagine e per nulla stancante, in questa edizione il romanzo è completo, nella precedente la censura lo aveva privato di alcune parti (ma parliamo di edizioni pre 2013).

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    Stef

    11/06/2019 12:29:37

    Capolavoro

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    Cristina

    09/06/2019 16:00:22

    Difficile, difficilissimo riassumere in poche righe quello che questo romanzo ha rappresentato, rappresenta tuttora e rappresenterà per sempre. All’odissea della famiglia Joad, raccontata con maestria e con dialoghi ad hoc che fanno ben capire le umili estrazioni sociali dei protagonisti, l’autore intervalla dei capitoli dove porta il lettore nel pieno della vita durante la Grande Depressione. Capitoli intensi, drammatici, a volte quasi angoscianti tra i quali spicca, per me, il capitolo 25, un vero pugno nello stomaco e una sorta di riassunto feroce di quella che era in realtà la vita per gli “Okie” emigrati nella terra promessa californiana. Il finale, molto forte, dona un messaggio di speranza a non arrendersi mai, a guardare sempre avanti, a provare a trovare una soluzione nonostante tutto, qualità incarnate alla perfezione nel personaggio di Ma’, in assoluto per me il più indimenticabile di tutto il romanzo.

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    Alewoolf

    01/06/2019 10:50:05

    Le disavventure della famiglia Joad durante la Grande Depressione. Libro intenso e provocatorio, umano e disumano al tempo stesso, scritto benissimo. Capolavoro.

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    Arianna Z.

    27/05/2019 17:41:01

    Sebbene sia una pietra miliare della letteratura americana in alcune parti l'ho trovato prolisso. Ritengo comunque che sia un libro che prima o poi tutti debbano leggere dato che esprime perfettamente la Grande Depressione americana e che in alcuni punti si collega strettamente all'attualità.

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    Daniele

    06/05/2019 22:13:28

    Ho apprezzato moltissimo questo romanzo per la capacità dell'autore di coinvolgere il lettore su due piani differenti: a livello emotivo nei confronti delle vicende dei protagonisti e a livello intellettuale rispetto alle tematiche "politiche". Questa dicotomia si riflette anche nella narrazione, intervallata da (interessantissimi) capitoli che aiutano a inquadrare la vicenda dei protagonisti all'interno del contesto storico. Preciso tuttavia che non è un'opera "politicizzata", nonostante sia chiara la visione progressista dell'autore. E' stupefacente constatare quanto un libro scritto alla fine degli anni '30 possa affrontare tematiche tanto attuali e in maniera così profonda

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    Fabio Stante

    01/05/2019 16:34:38

    Un capolavoro,c'è poco altro da dire. Il rovescio della medaglia del sogno americano raccontato attraverso l'odissea della famiglia Joad e la loro migrazione dall'Oklahoma verso la California alla ricerca di una vita decente,dopo aver subito l'espropriazione della propria terra da parte delle banche. Molto attuale,nonostante sia stato scritto nel 1939. Straconsigliato .

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    Wayne

    17/04/2019 12:56:29

    Alternando capitoli generici (da cronista) a capitoli incentrati sulla famiglia Joad dell’Oklahoma (il traduttore ha lavorato sodo per rendere con un differente registro i dialoghi fra persone non scolarizzate, per esempio vengono eliminati i congiuntivi), S. racconta l’ondata migratoria che stravolse gli USA nella seconda metà degli anni trenta, quando i contadini, caduti in miseria per gli strascichi della grande depressione e per l’uso errato di colture intensive, si spostavano dagli stati centrali verso la California, sulla carta la Terra Promessa. Tutte le fasi del viaggio della speranza sono minuziosamente descritte: cause, decisione di partire, preparativi, viaggio medesimo e arrivo. I componenti della famiglia protagonista sono tipizzati, caricaturali. La prosa è trascinante, soprattutto grazie al grande lavoro del traduttore, Sergio Claudio Perroni. Tanti i temi trattati, ma forse quelli che qui è più significativo ricordare sono: sviluppo tecnologico che comporta perdita di posti di lavoro, lotta per i diritti dei lavoratori, pochi ricchi VS tanti poveri, emigrazioni di massa per fame, razzismo, solidarietà tra poveri, vita contadina, attaccamento alla terra, legami famigliari, distinzione netta tra animali da cortile/allevamento e animali selvatici. Mi porterò sempre appresso la scena iniziale della tartaruga e quella finale (forse le più cinematografiche) e poi da qualche altra parte mi appunterò, ma forse è sufficiente farlo qui con la riga seguente, che dal capitolo XXIII, sebbene si avvertano alcuni stacchi temporali nella narrazione, S. mi sembra più ispirato.

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    marco

    08/04/2019 06:42:20

    Sicuramente uno dei più bei libri da me letti. E' il romanzo della speranza e della tenacia. Il finale magnifico rappresenta per me la vittoria della vita sulla morte.

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    Stefano

    07/04/2019 08:28:55

    Ho trovato difficile scrivere una recensione su questo libro perchè è arduo in poche righe riassumere la varietà e la profondità dei temi trattati, che sono poi sempre di strettissima attualità. La famiglia, il lavoro. Lo sfruttamento del lavoro e delle persone. Il capitalismo. La fame. La paura e l'odio; la paura del nuovo, la paura e l'odio del diverso. L'individualismo. L'umanità e la solidarietà. L'autore affronta queste tematiche attraverso la potenza delle immagini. Ogni singola pagina, ogni scena descritta, non sono semplici parole ma fotografie che rimangono impresse nella mente del lettore. La nudità e la crudeltà delle immagini che ci vengono raccontate arrivano come un pugno nello stomaco e fanno riflettere il lettore più di qualsiasi altro saggio socio-economico. Ed è qui che sta la grandezza di Steinbeck non solo come scrittore ma anche e sopratutto come narratore. Per chi si vuole avvicinare alla lettura o voglia approfondire consiglio di cercare in rete lo speciale di qualche anno fa andato in onda su Raitre di Alessandro Baricco anche se il consiglio maggiore è quello di comprarlo e di leggerlo. Capolavoro!

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    n.d.

    02/04/2019 14:17:54

    La poeticità di Steinbeck nel descrivere i miseri e i derelitti è unica.

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    Marco Elia

    24/03/2019 20:56:07

    Un classico di Steinbeck in una nuova traduzione incensurata

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    Pierfilippo Pierucci

    17/03/2019 11:42:02

    Sono rimasto folgorato. Lettura straordinaria, capacità dello scrittore sconfinate e un finale che mi è piaciuto come pochi altri tra i tanti libri che ho avuto il piacere di leggere. Furore è un libro straordinario che fa entrare prepotentemente in un'era antica, dimenticata, con una maestria fuori dal comune e un pathos degno dei migliori autori della storia. Straordinario.

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    serafini lino pasqualino

    14/03/2019 05:37:36

    questo libro di steinbeck è sicuramente un capolavoro.descrizione del periodo della grande depressione scritto in maniera fotografica.temi attualissimi.il mondo esterno cambia nel tempo, ma i sentimenti ,le preocuppazioni , il dolore e la gioia umane, rimangono sempre le stesse.

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    Loki

    11/03/2019 19:53:39

    Economia, società, politica, e umanità. Questi sono gli ingredienti, le tematiche, i macrotemi a cui puoi ricondurre lo straordinario lavoro di Steinbeck, premio Nobel del 1962. Fin dalla prima pagina di “Furore” si ha da subito la sensazione di non essere di fronte a un libro qualsiasi. È un drammatico dipinto della crisi sociale che coinvolse l’America a seguito della Grande Depressione del 1873 in cui il settore agricolo, quello più colpito perché ancora fondamentale, perse ogni punto di riferimento. La medesima cosa accadde drammaticamente alle persone che ne facevano parte. Tom Joad e la sua famiglia appartengono a questo ceto, duramente colpito. Soppiantati dai trattori, sfrattati dalla loro casa, si ritrovano depravati di ciò che loro hanno costruito con le loro stesse mani e costretti a fuggire in balìa degli eventi in una società, quella americana, ancora incapace di far fronte alla disuguaglianza e all’ingiustizia sociale che diventerà la cifra distintiva di quella realtà. E di questo libro. Perché “Furore” è uno squarcio di verità e realtà. Apre gli occhi, apre la mente, apre le coscienze.

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    Alessandra

    11/03/2019 19:00:19

    Furore di Steinbeck è una delle pietre miliari del '900, non si può non leggerlo. È tristemente attuale e questo lo rende un testo senza tempo. Lo consiglio ovviamente a tutti.

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    Beatrice

    11/03/2019 13:10:41

    “Furore” è un romanzo di letteratura angloamericana di John Steinbeck che fu pubblicato nel 1939. Il periodo storico è quello seguente al New Deal di Roosvelt che ha sconfitto quasi del tutto La Grande Depressione di un decennio prima. Nella storia della famiglia Joad, tanti all’epoca si sono rivisti, forse da qui è nato tutto il successo del libro: le difficoltà di quegli anni che lentamente e tenacemente vengono sconfitti e torna un po’ di benessere. Questa famiglia di contadini Si vede costretta a spostarsi dalla propria casa in Oklahoma, vittima della fame e della miseria per cercare fortuna in California. Dovranno cercarsi un lavoro in un mondo fatto di profittatori che accumulano ingenti somme di denaro sulla pelle della povera gente; sfruttando fino all’osso il lavoro di chi arrivava affamato e disperato. Ogni manifestazione di sdegno contro questo potere assoluto di pochi veniva represso con la violenza e la malavita finiva per guadagnare i profitti più alti inserendosi nel tessuto istituzionale per prendere il comando. Vivo affresco della società che persino in America è uguale al resto del Mondo. Corruzione e violenza, sfruttamento, fame e miseria. Tutto questo provato a loro volta da milioni di persone in Europa che decidevano di emigrare verso le Americhe in cerca di un mondo migliore.

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    Greta

    11/03/2019 07:32:29

    Un libro duro, crudele e tragico ma pieno di senso della famiglia, della comunità, della solidarietà e delle innumerevoli difficoltà che questa vicenda narra. La tragedia di famiglie costrette dalla catastrofe causata dal "Dust Bowl" a lasciare terra, ricordi e casa e un pur minimo senso di sicurezza che affrontano un viaggio epico, dall'Oklahoma alla California, lungo la Route 66. Il protagonista Tom Joad, assieme a genitori, nonni fratelli, sorelle, zio, cognato e un amico predicatore incontrato casualmente, affrontano questo viaggio della speranza tra immensi problemi di sopravvivenza. Le descrizioni fisiche e psicologiche dei personaggi, dal protagonista, alla madre, al nonno e via dicendo, sono coinvolgenti per i sentimenti che sanno trasmettere al lettore. Un libro avvincente con un finale inaspettato, terribile e tenero contemporaneamente. Gente che ha vissuto nella miseria nel dolore, ma che ha saputo fronteggiare ogni giorno quello che la vita offriva loro, dal pane, all'acqua, all'amicizia, alla morte e alla vita! Un libro molto emozionante e vero.

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  • John Steinbeck Cover

    Autore di numerosi romanzi e racconti, è uno dei massimi esponenti della letteratura americana e della cosiddetta "Generazione perduta". Dopo aver frequentato la Stanford University senza mai laurearsi, compare sulla scena letteraria con opere minori finché non raggiunge la notorietà con Pian della Tortilla (1935) a cui seguono molti romanzi racconti e saggi tra cui Uomini e topi, La lunga vallata, Furore - opera grazie a cui Steinbeck riceve il Premio Pulitzer -, La luna è tramontata, La valle dell'Eden, Quel fantastico giovedì, Viaggio con Charley. Nel 1962 gli viene conferito il Premio Nobel per la letteratura. Approfondisci
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