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Traduttore: S. C. Perroni
Editore: Bompiani
Collana: Tascabili
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 633 p., Brossura
  • EAN: 9788845274053

38° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

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Recensioni dei clienti

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    Manus78

    26/06/2017 16.13.22

    Capolavoro che DEVE essere letto! Fondamentale per i temi trattati : dolore, aspettative disilluse, miseria, difficoltà ... che hanno fatto sì che questo romanzo rientrasse a pieno titolo tra i capisaldi della letteratura mondiale. Lo stile è realistico, crudo e diretto, i dialoghi ,spesso sgrammaticati, fanno penetrare il lettore nella quotidianità dei protagonisti come fosse uno spettatore invisibile della scena. Anche l'introduzione risulta meritevole per sintesi e completezza (cosa rarissima, visto che solitamente chi le scrive pensa ad autocelebrarsi...).

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    Federico

    20/05/2017 17.11.27

    Capolavoro assoluto. Uno dei libri che più mi ha segnato. Da leggere assolutamente!

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    Ross

    13/04/2017 15.56.18

    Steinbeck ci descrive un periodo storico, senza mai essere didascalico e didattico, ma attraverso le vicende di una famiglia: il modo di pensare, il modo di parlare, le traversie di cui sono vittime, ci trasportano in un'America degli anni '30 ferocissima con i suoi stessi "figli". Si avanza con la curiosità di vedere come va a finire, di scoprire cosa ancora potrà accadere e se mai ci sarà una speranza. Secondo me sì! Assolutamente da leggere.

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    Tinama

    29/03/2017 16.28.18

    Si vive, si solidarizza, ci si affeziona(e la mole del testo ne offre la possibilità con le sue 633 pagine) ai protagonisti come facessimo parte anche noi della loro famiglia. Tutto questo perché Steinbeck riesce a far emergere il meglio dell’umanità, nonostante tutto…, attraverso persone semplici( dico persone non personaggi) che animano la storia, che non è storia di una famiglia ma Storia con la maiuscola, sempre attuale, sempre maestra ma purtroppo non sempre metabolizzata per imparare il meglio dalla vita. E’ un bel libro di formazione umana. Risuona di eternità, come eterna è la sofferenza dell’uomo alla ricerca affannosa senza fine di un lavoro e di un tetto per poter vivere con dignità.

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    barbara

    06/03/2017 13.23.09

    Aiuto che angoscia! Questo è lo stato d'animo che mi ha lasciato questo libro. Dalle prime pagine senti immediatamente la tragedia della famiglia Joad e di un'intera popolazione. Siamo in America, anni '30, Grande Depressione. Quindi all'incirca 100 anni fa. Eppure alcune situazioni descritte sono attualissime e questo è forse il motivo della grande tristezza che questo libro mi ha lasciato. Le Banche sono il MOSTRO, lo sfruttamento dei più deboli, l'emigrazione, la migrazione in questo caso, alla ricerca del Paradiso che non esiste, o meglio esiste solo per i più forti. La violenza generata dall'ingiustizia e dalla consapevolezza di essere un perdente. Sono pagine forti, che si leggono lentamente. Inevitabilmente ho pensato a Bruce Springsteen e al suo Ghost of Tom Joad.

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    Thinner5

    31/05/2016 00.35.46

    Un eccellente affresco della situazione economica di quel periodo, molto ben descritto il sistema di sfruttamento dei grandi proprietari oltre all'odio e il disprezzo della "brava gente"; per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, devo ammettere che ho gradito quasi esclusivamente Tom Joad e Jim Casy, ho trovato gli altri piuttosto irritanti per varie caratteristiche di superficialità e grettezza, ma probabilmente la gente delle campagne di allora era quasi tutta cosi e quindi non è certo un difetto dell'opera che mira a ricostruire il più verosimile possibile la realtà di quei tempi e luoghi. Consigliato!

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    roberta valeria

    24/05/2016 21.34.26

    Furore è un libro che ha un alto valore storico-sociale, in quanto narra il malessere vissuto negli Stati Uniti d'America durante la Grande Depressione. Tutto il testo è molto fluente, lineare, per niente complesso, ma molto interessante per gli aspetti tematici: la crisi economica, la fame, la lotta per la giustizia sociale, la disperazione umana. I personaggi salienti sono Tom e Ma'. Emerge molto la figura di quest'ultima della quale si può decantare la forza e il coraggio, la dolcezza e la fermezza. Tuttavia Tom resta il protagonista, per alcuni versi indiscusso, in quanto egli giunge ad una maturazione concettuale riguardo alla condizione del ceto sociale al quale egli e la sua famiglia appartengono. Il libro narra la migrazione di "genti" da est ad ovest degli States, attraverso la Route 66: viaggio della speranza verso la terra promessa, la California. Ciò che mi ha colpito particolarmente, a parte le figure appena menzionate, è il realismo delle vicissitudini umane. La famiglia rappresenta un microcosmo: la nascita, l'infanzia, la gioventù, la vecchiaia, la morte e ancora la speranza e lo scoramento, le aspettative e l'attesa, l'indifferenza e la crudeltà, i contrasti e la rassegnazione, le opportunità e le inattendibilità, la sofferenza e la spiritualità di taluni personaggi. Il centro di tutto è l'uomo con le sue capacità e con i suoi limiti relativi sia all'aspetto individuale che collettivo. Ne consiglio vivamente la lettura.

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    Andrea

    01/04/2016 21.20.40

    Lo definirei un libro "a colori" per le emozioni che trasmette. Coinvolgente, profondo, carico di energia. Un libro assolutamente da leggere.

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    clarissa

    29/02/2016 16.14.22

    di un'attualità sconvolgente mi sono ritrovata alla fine del libro a cercare l'immagine di "sette opere di misericordia" del Caravaggio. Non c'è niente che possa dire se non "leggetelo". Fatevi questo straziante regalo. Non dimenticherò mai il dolore, lo strazio, la speranza, la forza e l'altruismo che questo maestoso romanzo trasmette

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    Fabrizio di Monterosi

    08/11/2015 12.36.27

    Definirei questo romanzo un autentico poema... straordinario racconto nel quale sembra rivivere il dramma delle persone che scappano da un continente che l'europa ha per anni sfruttato e che ora rifiuta di accogliere.

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    Clara

    05/10/2015 18.08.55

    Romanzo maestoso che, a ragione, valse a Steinbeck il Premio Nobel per la letteratura. Assolutamente da leggere, meglio se in questa nuova traduzione Bompiani.

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    Manu

    04/07/2015 14.44.35

    Furore è un libro intenso, duro, forte. Un capolavoro.

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    Attilio Alessandro

    10/04/2015 14.21.52

    Avevo letto questo bellissimo romanzo quando era uscito in prima edizione ed ora l'ho riletto ma l'atmosfera è cambiata (sono cambiato io). Adesso mi sembra un po' datato e un po' troppo gallerista. Comunque sempre un capolavoro.

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    LucaMilano

    11/03/2015 10.05.18

    Partiamo subito dal mio umile giudizio, che è 5/5, leggendo Furore, è possibile rendersi conto di quanto la letteratura, il cinema (la musica!), una certa idea stessa di America, siano in debito con quest'opera. I narratori di ieri e di oggi si mettano il cuore in pace, il GRANDE ROMANZO AMERICANO, esiste già, l'ha scritto John Steinbeck!. Pagine di intensità elevatissima, un libro che puzza di capolavoro fin dai dialoghi delle prime pagine, epico, tragico, biblico, straordinariamente narrato, e nostro malgrado, ancora maledettamente attuale, perchè il migrante, l'umile, è ancora oggi al contempo forza lavoro da sfruttare, ed elemento destabilizzante per coloro che del benessere dispongono già.Furore nella sua critica al cinismo capitalista americano, nel suo impareggiabile stile narrativo (una prosa non banale ma per niente complicata), è una grande opera progressista, drammatica e popolata da personaggi indimenticabili, come Mà, come Rose of Sharon, come Tom Joad, tragica icona laica americana, che di pagina in pagina, prende vita, esonda l'argine del testo, e sfocia nella leggenda. libro da leggere e rileggere con la matita pronta per le sottlineature.

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    Giacomo Bellini

    01/01/2015 22.56.42

    Veramente poco da dire: un capolavoro. Steinbeck realizza la fusione perfetta tra indagine giornalistica e romanzo, regalandoci una vera epopea degli ultimi. Sicuramente il romanzo migliore dell'autore. Bellissimo il finale.

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    maurizio

    22/11/2014 11.35.50

    Non posso fare altro che sottoscrivere l'ultimo commento. Un libro poco pubblicizzato che ho scoperto per caso ma che si è rivelato essere uno dei libri più belli che abbia mai letto. Volendo essere pignoli la traduzione di Carlo Coardi è un po' particolare, con numerose inflessioni toscanacce che "messe in bocca" a contadini del Midwest non hanno nessun senso. Suppongo che la nuova traduzione del 2013 abbia portato notevoli miglioramenti in tale direzione.

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    Brunella

    02/10/2014 15.03.48

    Libro bellissimo, un affresco degli anni duri della depressione americana. La storia di una famiglia e del suo viaggio per cercare fortuna in california. E' veramente un capolavoro!

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    Alessandro

    31/08/2014 01.17.57

    Chiamare semplicemente "libro" Furore di Steinbeck é come chiamare "quadro" la Cappella Sistina di Michelangelo. Capolavoro assoluto rende appena l'idea. Sarebbe da far leggere nelle scuole, altro che I Promessi Sposi.

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    Michela

    18/06/2014 18.49.48

    Ok lo ammetto: il libro è scritto benissimo, è una pietra miliare - e a ragione - della letteratura mondiale..i personaggi sono molto interessanti, sono vivaci, pieni di emozioni ed estremamente intensi, la descrizione poi della condizione delle famiglie trovatesi all'improvviso senza una casa, senza un lavoro e nella disperazione più totale è veramente molto toccante ed intenso.. quello che mi ha deluso però è il finale: ok che non siamo davanti ad uno di quei romanzi della serie "e vissero felici e contenti" però alla fine sono rimasta a bocca asciutta perchè dopo essermi emozionata, aver vissuto le disgrazie con i protagonisti non ho avuto risposta a tutta una serie di interrogativi: che succederà alla famiglia Joad?a Tom? Rose of Sharon ritroverà mai Connie? ce la farranno i Joad? e mi ha parecchio delusa sapere che non avrò mai una risposta a tutte queste domande...

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    Marta80

    17/06/2014 11.29.12

    E pensare che durante le prime cento pagine ho avuto anche la tentazione di abbandonarlo...Ho proseguito nella lettura spinta dalle recensioni positive e meno male, perché mi sarei persa un immenso capolavoro.

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