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L' isola di Arturo - Elsa Morante - copertina

L' isola di Arturo

Elsa Morante

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Editore: Einaudi
Edizione: 2
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806175047
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Premio Strega 1957. Il romanzo è un'esplorazione attenta della prima realtà verso le sorgenti non inquinate della vita. L'isola nativa rappresenta una felice reclusione originaria e, insieme, la tentazione delle terre ignote. L'isola, dunque, è il punto di una scelta e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui, nella sua isola, l'eroe ragazzo-Arturo. E' una scelta rischiosa perché non si dà uscita dall'isola senza la traversata del mare materno; come dire il passaggio dalla preistoria infantile verso la storia e la coscienza.
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    Giusepina

    24/09/2019 07:57:46

    Romanzo in cui si può trovare profondità umana raccontata in modo leggero e preciso, che fanno continuare la lettura senza aver voglia di smettere, e di rileggerlo per risentire quella specifica umanità raccontata. Consigliatissimo

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    Ilaria

    20/09/2019 07:34:10

    L’isola di Arturo è la pittoresca Procida, con le sue scogliere, con il mare che si frange sulla riva, con quell’odore salmastro che tutto impregna, con i suoi pescatori che attraccano le piccole barchette al molo, con le sue stradine irte, le poche case illuminate da una debole lucina la sera. Lui è il piccolo Arturo, voce narrante e guida del lettore, orfano di madre e figlio di un padre assente eppure mitizzato come uno dei grandi eroi raffigurati nei vecchi libri di condottieri con cui egli spezza la sua solitudine tra una passeggiata sulla scogliera e una nuotata alla ricerca di gustosi ricci di mare. Un romanzo scritto con una maestria narrativa impeccabile, denso di contenuto, di immagini, di pensieri, perchè ciò che si impone la Morante è di creare un dualismo tra la visione del mondo da parte di un bambino prima ed adolescente poi e la rappresentazione del mondo reale e quotidiano del tempo in cui la storia è ambientata, ossia intorno al finire degli anni Trenta del secolo scorso. L’incontro-scontro tra i due mondi rappresentati sfocia in riflessioni dense, in centratissime raffigurazioni psicologiche che fotografano gli angoli più complessi dell’animo di un bambino. Arturo osserva e interpreta tutto ciò che ruota intorno a sé, valendosi di tutta la sua esperienza di bimbo maturata da solo, eppure una figura forte e decisa, pronto a reagire senza cedere all’ autocommiserazione. Una storia amarissima come fiele, a tratti lacerante, divisa tra i silenzi della solitudine, le condizioni di una vita aspra ed i colori di numerosi sentimenti, come l’amore, il bisogno disperato d’affetto, la bontà d’animo. Una narrazione rigogliosa che non patisce cedimenti e cali emozionali, che anzi cresce ed esplode nel canto di liberazione di uomo.

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    Cassandra

    19/09/2019 16:25:53

    Ho appena voltato l'ultima pagina del romanzo "l'isola di Arturo" di Elsa Morante, premio Strega 1957 e mio primo approccio con l'autrice. Ho detto addio a Procida, non senza rammarico, assieme al protagonista che decide di lasciarsela alle spalle per sempre, assieme alla sua vecchia vita. Perchè Aturo parte, alla fine, verso nuovi luoghi, verso una nuova esistenza. Un viaggio dentro al viaggio, questo romanzo: tra le stanze della Casa dei guaglioni all'Osteria del Porto, seguiamo Arturo, nell'avvicendarsi delle stagioni, tra i suoi tormenti interiori, tra nuove consapevolezze maturate attraverso il tempo che culminano nell'atto recisivo della partenza, che suona come un taglio al cordone ombelicale che lo lega alla materna isola. Lasciare Procida, infatti, significa essere ormai cresciuti. E Arturo ci insegna una cosa importante: la vita stessa è un viaggio e ad un certo punto, si sa, partire è necessario, se non inevitabile. Mi mancherá Procida, l'isola di Arturo, in cui mi son immersa e ho camminato nei pomeriggi di questa calda estate, trovando refrigerio tra le pagine, non potendo recarmi al mare fisicamente e come ogni buon romanzo che si ripone, ma, anche, come al termine di un qualsiasi bel viaggio, mi lascia ora un vuoto nel cuore, anelando a ritornarci nuovamente.

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    Eufrosine Piras

    11/07/2019 11:00:09

    Un capolavoro. Descrizioni di paesaggi,(geografici e dll'anima) di stati d'animo,di conflitti interiori, di conflitti tra persone,di sentimenti, suscitati dai luoghi(il firmamento,l'oceano,la spiaggia,le coste,il paese....) dagli animali ,(Immacolatella la cagnetta) dalle persone....,.veramente toccanti, commoventi ,scritti in una maniera magistrale. Lo consiglio vivamente

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    Gaia

    12/10/2015 21:39:28

    Troppo troppo bello, poetico, non c'è altro da dire, certi romanzi non hanno bisogno di commenti!

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    Euge

    13/09/2015 15:52:51

    Bisogna avere pazienza, perché all'inizio succede poco. Sono stato spesso tentato a mollare, leggevo una riga ogni dieci e in effetti il libro si potrebbe anche cominciare dal secondo capitolo ("un pomeriggio d'inverno"). Poi il ritmo si accende, ci sono emozioni forti e ben descritte. A tratti malinconico, però molto carino. Nella top ten dei miei romanzi preferiti.

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    Ladymariane

    18/07/2015 10:57:04

    Scritto benissimo, ma, almeno per i miei gusti, questo non basta. Troppe descrizioni, troppe lungaggini, fino a risultare spesso noioso.

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    Nicola

    08/10/2014 14:43:05

    Non mi ha emozionato, ho letto di meglio. La storia scorre via senza emozioni.

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    antonietta

    07/05/2014 03:50:55

    Ho trovato molti voti bassi per questo capolavoro che per essere assimilato andrebbe riletto più di una volta. Non è una storiella, come la stessa Morante paragonò a Robinson crusoe, sottovalutandolo persino lei: è molto di più, è l'amara disillusione dell'essere umano nel passaggio dall'infanzia all'età adulta. E'il crollo del piedistallo su cui i nostri genitori sono stati da noi fermamente e amorevolmente collocati! E' il disincanto lacerante che molti provano, ed io l'ho percepito talmente forte che lo considero uno dei migliori libri della letteratura italiana. Ho sentito una straziante malinconia alla fine del libro e ho sentito la mancanza dei personaggi e persino di Procida: lo consiglio!

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    Valentina

    25/03/2014 19:13:26

    Un toccante romanzo di formazione che, pur non essendo all'altezza dell'altro romanzo della Morante che ho letto, ovvero "La storia", lascia il segno. Arturo vive un'infanzia strana, estremamente solitaria, per di più su un'isola e in un tempo indefinito; trascorre gran parte della sua fanciullezza e adolescenza in compagnia della solitudine, gli unici contatti col mondo esterno, nei suoi primi sedici anni di vita, sono il ricordo di sua madre e del balio Silvestro della sua prima infanzia, la figura miserevole, ma idealizzata di suo padre, la sua cagnolina Immacolatella e Nunziata. Ciononostante i suoi turbamenti, descritti minuziosamente, sono universali. Necessariamente il romanzo si conclude con la sua partenza dall'isola allorché la verità viene disvelata e lì non c'è più posto per lui. La Morante, inoltre, in vari passaggi indugia sulla condizione femminile (attraverso la figura di Nunziata) stretta tra pregiudizi maschilisti e una religiosità repressiva e, specie all'inizio, non lesina particolari anche sugli animali (Immacolatella è la prima amica di Arturo) confermando un ammirevole stile onnicomprensivo e confermandosi, a mio avviso, come una delle più grandi scrittrici italiane e non solo.

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    Sergio

    28/01/2014 09:55:52

    Massimo dei voti per questo libro, l'ho finito da poco e non smetto di pensarci. Della Morante avevo letto Menzogna e sortilegio, pure quello mi era piaciuto tanto. Scritto benissimo, l'unica cosa che mi sento di segnalare è che ogni tanto si dilunga un po' troppo ma questa è una caratteristica della scrittrice. Francamente io non avevo immaginato che il padre di Arturo fosse omosessuale, pensavo che avesse dei debiti con il carcerato per altri motivi, forse mi sono distratto leggendo quelle pagine, magari provo a rileggerle. Finito il libro ho visto anche il film di Damiano Damiani, io lo consiglio, è su youtube.

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    Simone

    20/08/2013 15:53:40

    Capolavoro. Non mi sento di aggiungere altro dato lo spessore della scrittrice.

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    Gianluca

    23/04/2013 23:48:14

    Un libro bellissimo, lo consiglio a tutti. "L'isola di Arturo" è un sensazionale romanzo che ti tiene incollato il lettore fin dalla prima pagina.

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    silvia

    30/11/2012 14:11:05

    Ho letto questo libro di recente e credo che sia un bellissimo romanzo, nel quale il giovane Arturo cresce (matura) e capisce che il padre non era il grande eroe che lui credeva!

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    Ida

    06/11/2012 22:46:25

    Bello! E' un libro che parla di amore, di lunghe attese, di gelosia, di odio e di rancori, parla anche del sapore di cose semplici e della fatica di crescere. Non sempre scorrevole ma molto ricco di umanità e sentimento.

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    Piero Giombi

    16/06/2012 11:30:36

    Un buon romanzo di formazione. Lo stile è un po' lento, ma forse siamo noi che viviamo di fretta. Nel 1957, probabilmente, si faceva una vita meno frenetica e si apprezzava di più una buona lettura.

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    Bi.

    09/03/2012 15:30:32

    Forse all'inizio un po'noioso..descrizioni molto lunghe e dettagliate, ma tutto sommato un gran bel libro. Crudo, e al tempo stesso commovente.

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    ampa

    29/11/2011 15:13:23

    Triste, struggente e poetico.

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    sara

    24/10/2011 22:19:33

    che dire...uno splendido romanzo di formazione,appassionante e tristemente dolce!

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    Serena

    08/09/2011 15:42:21

    Letto molti anni fa su indicazione della prof di lettere. Ricordo che all'epoca non mi piacque molto, ma la storia la ricordo ancora, a distanza di molti anni. E ricordo ancora la descrizione dei luoghi e dei paesaggi, segno che qualcosa in me ha lasciato.

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    Gozer

    06/09/2011 14:06:22

    Arturo gironzola un po' troppo prima di avviarsi alla conclusione. In altri termini, il romanzo è un po' troppo diluito. Ma forse erano altri tempi e altri libri... Leggibile.

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    Nicole

    23/08/2011 13:56:13

    Indubbiamente è un grande classico,però l ho trovato noioso....e quando non è noioso è molto triste....Arturo mi suscita una grande pena:è solo,idealizza un padre che è in realtà un uomo da poco(a mio parere),si innamora dell unica donna che non può avere e il solo modo di riuscire a fare qualcosa della propria vita è l andare in guerra....

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    umberto73

    23/07/2011 16:39:35

    un vero capolavoro bellissimo e crudo!

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    simona

    13/06/2011 11:22:58

    letto molti anni fa, ma assolutamente indimenticabile.

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    Vale

    13/04/2011 09:48:03

    Le scrittrici italiane ( ma anche gli scrittori) dovrebbero andare a scuola da Elsa Morante. Scrittura nitida e emozioni autentiche nel suo capolavoro. Obbligatorio leggerla!

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    Sara Orioli

    13/03/2011 08:41:57

    Un libro che entra di diritto nella storia della narrativa italiana

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    Alessio

    20/01/2011 22:55:59

    Ho letto questo libro per caso, perchè ne avevo sentito parlare ai tempi della scuola, ero curioso, beh l'ho trovto splendido, più volte mi è sembrato di essere su quell'isola e guardare il mare insieme al protagonista,provare i suoi dolori e i suoi amori!

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    Federica75

    30/11/2010 22:40:50

    Mi sono trovata tra le mani in libreria questo libro che avevo dimenticato... E' stato bellissimo ricordare le grandi emozioni provate quando lo lessi (ero una ragazzina). Non vedo l'ora di rileggerlo. E' un libro bellissimo ed emozionante. Da leggere e rileggere.

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    ni

    30/09/2010 17:46:54

    semplicemente meraviglioso. una volta nella vita deve assolutamente essere letto

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    Giuseppe

    22/09/2010 10:19:33

    Che grande libro... La prima volta lo lessi per curiosità. Mi piacque immediatamente e trovai Arturo un personaggio straordinario. Davvero un capolavoro. Lo consiglio vivamente. Se non l'avete letto, leggetelo. Se l'avete letto, rileggetelo. Stupendo!

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  • Elsa Morante Cover

    Elsa Morante è stata una scrittrice, saggista, poetessa e traduttrice. Figlia di una maestra, Elsa Morante non frequentò la scuola elementare e imparò da sola a leggere e scrivere. Iniziò giovanissima a scrivere filastrocche, favole per bambini, poesie e racconti brevi, e a pubblicare su svariati giornaletti per ragazzi. Nel 1942 i suoi scritti per ragazzi vennero raccolti in un volume da lei stessa illustrato e pubblicati da Einaudi con il titolo Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina (poi riscritto nel 1959 con il titolo Le straordinarie avventure di Caterina). Tra il 1935 e il 1940 scrive eleganti cronache di costume per riviste culturali. Da quell’esercizio giornalistico nacque il primo volume di racconti, Il gioco segreto, che uscì... Approfondisci
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