Editore: Rizzoli
Collana: Scala italiani
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 14/09/2017
Pagine: 527 p., Rilegato
  • EAN: 9788817092159
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    Elena

    18/05/2018 15:16:42

    Racconto impegnativo, non tanto per il numero di pagine ma per la ricchezza dei contenuti e per il passaggio da una parte all'altra della storia. Anche questo libro tratta i temi impegnativi e decisamente attuali del razzismo, l'integrazione, l'immigrazione e della paura del diverso. Appena vediamo una persona che ha il colore della pelle diversa dalla nostra iniziamo ad insospettirci e a non credere in quello che ci viene detto, proprio com'è successo alla protagonista di questo libro. Non so dare un nome alla persona che ci ha inculcato queste paure... che sia stata una strega?

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    Luisa

    16/05/2018 15:04:04

    Ancora una conferma delle grandi doti narrative dell'autrice che con delicatezza e sensibilità ci accompagna attraverso una storia coinvolgente e drammatica a cui fa da sfondo la storia del novecento del nostro paese. Una storia che affronta temi difficili come quello dell'immigrazione e dell'integrazione delle diversità culturali. Il messaggio è chiaro: non dobbiamo temere lo straniero come la STREGA cattiva delle fiabe, perchè spesso scopriamo che dietro le apparenze c'è sempre un universo da scoprire e da amare.

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    Luisa

    16/05/2018 14:27:34

    Questo romanzo nasce dalla consapevolezza che ognuno di noi porta con sè segreti che non rivelerà mai a nessuno nemmeno ai familiari più cari, nemmeno dopo l'incantesimo di una strega . Infatti la protagonista si ritrova un nipote Etiope che nemmeno lontanamente avrebbe potuto immaginare, frutto di un amore segreto del padre con una donna Etiope durante la colonizzazione. Questo è lo spunto per narrare una storia familiare inventata sullo sfondo di una storia nazionale veramente accaduta. Leggendo questo libro si può capire la relazione fra l'immigrazione odierna e le colpe e i crimini commessi dagli europei all'inizio del novecento.

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    emilia martorana

    15/05/2018 11:00:43

    Un affresco di un'epoca passata (anche se oggi attualissima) scoperto improvvissamente, un intreccio tra ciò che fu e ciò che è oggi, adesso... Chi è questo ragazzo? Cosa vuole da me? Non è facile rendersi conto di non conoscere chi hai avuto accanto dal momento della nascita, non sempre si riesce nell'immediato a metabolizzare qualcosa che ti sciocca...ma pian piano, tutto si costruisce e ricostruisce come un puzzle smontato da una folata di vento. Avvincente, ti STREGA dalle prime pagine ed hai voglia alla fine, di ricominciarne la lettura

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    Cristina

    15/05/2018 06:34:15

    La storia recente è spesso uno spauracchio per gli scrittori, una STREGA dagli artigli ancora graffianti, da aggirare e non guardare negli occhi. Invece, l'autrice, affronta un tema non solo attuale, ma sicuramente ancora poco esplorato: il colonialismo italiano in epoca fascista. Il connubio tra trama di fantasia e ricostruzione storica esatta è la chiave vincente del romanzo, riuscito per vari aspetti: è avvincente, interessante, istruttivo e tragicamente attuale. E' una perfetta sintesi di elementi spesso difficili da rapportare. La storia sa emozionare ed arricchisce il lettore. Difficilmente si può pretendere di più da un libro.

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    Chiaraterra

    14/05/2018 09:37:42

    E' sospeso il tempo di Sangue Giusto: come un ponte che collega il passato dell'epoca coloniale, con un passato recente che inizia a sfumare via, quell'estate del 2010 in cui Roma si preparava ad accogliere Gheddafi. Ma anche come un fachiro librato nell'aria, senza che si veda il supporto che lo sostiene. Il dilemma tra la presenza di un padre - che avrebbe molto da dire sul passato coloniale in cui ha dato vita a figli e famiglie diverse - e la sua esistenza evanescente, preludio di un'assenza che metterà tutto a tacere. Ed è in questo spazio vuoto, che si apre la sfida alla libertà di Ilaria, chiamata a decidere di dover fidarsi di uno sconosciuto con il suo stesso cognome, di un padre la cui storia pare avere più di un'ombra, di un Paese che non trova una riconciliazione con se stesso se non (pare) nell'oblio del suo passato. Ilaria attraverserà il ponte, scoprirà il sostegno dell'illusorio fachiro, supererà un'estate pesante, dove l'afa strega le strade e fa perdere l'equilibrio. Sarà la consistenza del sangue a ridare sostanza ai legami ed a rimettere ciascuno alla giusta distanza. La storia è bella, il passato coloniale dell'Italia è un soggetto poco frequentato, Ilaria, suo padre, il nipote ritrovato sono personaggi che restano addosso. E' l'Italia che non torna, descritta come cattiva, stupida, che non sa imparare dai suoi errori. Ma come può un Paese restare fermo, mentre i suoi cittadini evolvono?

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    Alessandra

    10/05/2018 07:51:32

    La grande Storia non è composta solo da fatti e date, ma storie di persone, segreti e misteri che a volte vengono rivelati dopo anni per gettare una nuova luce su ciò che si è conosciuto fino a quel preciso momento. E così come gli eventi della Storia possono essere visti con sguardo diverso e cambiare a seconda di nuove scoperte, il passato dei nostri genitori può celare ombre che oscurano l’affetto nutrito nei loro confronti e modificano la percezione che abbiamo di coloro che ci hanno generato. La famiglia diventa come la Grande Storia. Benché ci si sforzi di capire, indagare, affondare nelle radici di un tempo in cui noi non c’eravamo, ci sembra spesso che una STREGA dispettosa si diverta a rendere il passato come un insieme di verità e bugie, un antro buio dove nulla può essere compreso fino in fondo. Ci si chiede cosa sia giusto o sbagliato, si fanno i conti con le scelte altrui e le conseguenze che ne derivano, in balia di dubbi e incertezze. Un libro interessante che come su due binari narrativi, esplorando le vicende nazionale e coloniali italiane e la storia personale di una donna che potrebbe essere una di noi.

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    Vincenzo

    09/05/2018 21:40:10

    In questo libro la scrittrice, come una STREGA che crea pozioni, combina una storia romanzesca con la descrizione storica del grande tema attuale dell'immigrazione in rapporto agli errori fatti dall'Europa, tra cui l'Italia, a inizio Novecento. Testo interessante per comprendere eventi della storia che spesso vengono ignorati o risolti in maniera troppo superficiale.

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    Giovanna Moltoni

    08/05/2018 21:35:04

    Si ritrova in questo libro una sorta di dualismo e di scelta cosmica. Ilaria non crede alle parole della zia la trama e' molto avvincente che ti strega completamente. Lo consiglio. E' una bella lettura da fare.

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    Cecilia

    07/05/2018 05:57:01

    E' un libro che spinge ad una seria riflessione : quante volte davanti ad un dualismo che richiede una nostra scelta ci siamo posti la domanda :è giusto o no? ebbene solo una strega che ha il dono della preveggenza potrebbe dare la risposta esatta,noi invece posssiamo farlo in base a coordinate personali , variabili, con la sensibilità di cui ognuno è dotato,accettando implicitamente la possibilità di sbagliare ed imparare dai nostri .L'emigrazione che coinvolge il nostro paese ci mette di fronte ad una domanda :è giusta o sbagliata l'emigrazione oggi? .la risposta è personale e foriera di implicazioni.buona strada a tutti.

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    stefano

    06/05/2018 20:16:49

    Il padre è un mago... la sua magia è la strega Ilaria

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    Francesco

    06/05/2018 07:28:51

    Tanti gli aspetti trattati dall'autrice in modo superbo: la parte storica, con il colonialismo, la parte emozionale e quella personale. Il sangue, come titolo, rimanda alla sofferenza, sangue il quale potrebbe essere stato conservato nelle ampolle di una strega che lo ha usato per ammaliare il lettore. Divino!

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    Elide Apice

    06/05/2018 06:54:34

    Una storia complessa che scorre su un doppio livello narrativo, quello storico con le colonie africane durante il fascismo e quello del 2010 in un‘Italia berlusconiana che si accinge a ricevere in pompa magna quel Gheddafi che solo un anno più tardi verrà ucciso. Tra i due periodi, molte dimenticanze, orrori nascosti e l’amara consapevolezza che l’idea di fondo che mosse al colonialismo e la concezione di un’umanità che può essere relegata nella suddivisione in razze non si sia mai davvero estinta. Tra la Storia e le storie si intrecciano le vicende personali della famiglia di Attilio Profeti, classe 1915, che ha attraversato la Guerra e le colonizzazioni e ha lasciato testimonianze della sua vita in diversi figli avuti dalle due mogli, ha combattuto nella seconda guerra mondiale e poco altro. Cinquant’anni di segreti, di parole nascoste su quei genocidi che ancora oggi pochi conoscono, sull’infamia delle leggi razziali, su quella storia con una donna africana. Un quinto figlio giunge a sconvolgere i precari equilibri familiari, un figlio che non c’è più, ma che a sua volta ha dato vita ad un ragazzo che porta lo stesso nome del nonno e dello zio e che è nato proprio in quell’Africa da dimenticare. ll romanzo. perfetto nella narrazione, nelle scelte linguistiche, nella capacità di intreccio, percorso doloroso in una coscienza collettiva e ancor di più nelle coscienze dei singoli, diventa pretesto per narrare la Storia attraverso le vicende personale di Attilio che vengono a galla un po’ alla volta in una sequenza quasi illogica di azioni e diventa storia paradigmatica di un’Italia capace di macchiarsi di infami nefandezze e allo stesso tempo di nasconderle anche a se stessa e di continuare in un’opera di ghettizzazione anche con i nuovo profughi, quei ragazzi africani che scappano dai loro paesi e sono invece chiusi tra le mura dei centri di accoglienza. Un romanzo che STREGA per l’intreccio e per la capacità di ammaliare il lettore.

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    Eleonora

    05/05/2018 19:34:39

    Un bel libro che STREGA il lettore e che unisce una trama romanzesca interessante a una ricostruzione storica approfondita e rigorosa, intrecciata con l'attualità del problema dell'immigrazione . Una storia che spazia dal presente (l'immigrazione, l'inutilità delle varie leggi su impossibili rimpatri, la situazione attuale nei paesi in Africa, le sabbie mobili di centri "temporanei" allestiti in Italia, la definizione di chi possa entrare e chi no, di chi possa essere cittadino e chi no) al passato, riesumando un passato imperialista raramente analizzato, su cui spesso si sorvola e che anzi viene solitamente imparato come un breve trafiletto alla fine dei programmi scolastici di storia. Illuminante, coinvolgente, non si riesce a mettere distogliere l'attenzione dal libro stesso. "Migrare è un gesto totale ma anche molto semplice: quando un vivente in un posto non può sopravvivere, o muore o se ne va."

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    claudio

    04/05/2018 20:43:21

    Un'opera dal ritmo in accelerazione. Nonostante un avvio lento la storia, curiosa ed avvincente riesce a farsi largo nella mente del lettore. Fa riflettere e porta a galla pensieri comuni su temi sempre aperti. Si può credere di essere tolleranti e aperti, ma, se presi da vicino ci rendiamo conto di essere meno altruisti di quanto non si pensi. Si arriva a somigliare quasi ad una strega, pronta a dubitare di tutto e tutti. La storia di Ilaria la porta a contatto con i segreti del padre e preconcetti di cui non immaginava nulla. Al suo posto che cosa avremmo fatto? Non resta che leggere il romanzo e prendersi qualche minuto per riflettere.

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    Samiele

    04/05/2018 16:34:54

    Sangue giusto un pizzico... Ali di fantasia... Polvere di stelle.... Silenzio. Ed il sortilegio è fatto. Come una magnifica Strega, compie un Incantesimo al lettore più astuto, quello più preparato... Quello più incontentabile. E lo fa suo.

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    Maria Campisi

    04/05/2018 15:59:25

    La visione di un uomo di colore davanti al portone di casa sua, strega Ilaria, la protagonista di questo libro, poichè quest'uomo sconosciuto si presenta come un suo nipote. E' una storia avvincente che lega la storia italiana contemporanea al pensiero del Novecento,tra misteri svelati e nuove scoperte.

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    Loredana Acanfora

    04/05/2018 11:59:08

    Un libro avvincente, sorprendente e ricco di elementi che lo rendono un buon candidato per il premio Strega.

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    Raffaele

    04/05/2018 08:15:52

    Cosa fareste se un bel giorno sul pianerottolo di casa incontraste uno sconosciuto di colore che afferma di essere vostro nipote venuto dall'Africa? Certo, vostro padre è stato in Africa durante la guerra, ma addirittura un nipote! La vita è piena di sorprese, di svolte improvvise, che giungono forse proprio quando tutto sembra così placido o monotono. La tranquillità, del resto, può anche essere una silente strega, che ci avviluppa con i suoi sortilegi e ci impedisce di cambiare, di aprirci al nuovo. Ilaria, la protagonista, sarà costrutta, in un'epoca di migrazioni di massa e di paura dello straniero, a fare spazio al cambiamento. Primo fra tutti a quello riguardo all'idea che si era fatta di suo padre. Un libro piacevole, dolce e struggente al tempo stesso, che sicuramente lascio un segno.

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    marialuisa

    03/05/2018 15:56:30

    Un incontro tra due persone legate da un vincolo di sangue senza essersi mai conosciute, che apre il sipario sui segreti di una famiglia normale e ci trasporta in un periodo storico, non troppo lontano, che ha segnato la storia di tante persone. Una donna che, senza ricorrere agli stratagemmi di una STREGA, tenta di rispolverare il passato ormai andato, per far luce sui tanti buchi neri della vita del padre, senza pregiudizi e nella consapevolezza che, quanto scoperto, potrebbe portare con se un bel bagaglio di sofferenza e di cose mai dette. Un libro che, in un momento in cui l'Italia è, volente o nolente, protagonista del dramma dell'immigrazione, ci fa ricordare i tempi in cui ad andare in altri Paesi (non per scappare ma per conquistare) eravamo noi..

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Proposto da Gianpiero Gamaleri

«Una trama avvincente capace di catturare e mantenere l'attenzione del lettore dalla prima all'ultima pagina, una scrittura con un ritmo che si avvale della sua collaudata esperienza di sceneggiatrice per legare tra loro quadri lontani nello spazio e nel tempo in una narrazione coerente, la riscoperta di elementi urbani condannati all'insignificanza dalla nostra colpevole distrazione, una documentazione di eccezionale estensione e profondità che le permette di creare una sapiente fusione tra episodi storici ed immaginazione, una capacità di narrare con pari intensità scene di rara crudezza e rapporti personali di profonda tenerezza, tecniche di suspence non fini a se stesse, ma calate in un racconto tanto verosimile da renderle indistinguibili rispetto allo scorrere della vita quotidiana, ma soprattutto una grande sensibilità verso problemi del nostro tempo che non indulge in tediose analisi sociopolitiche ma che fa corpo con l'esperienza dei personaggi, che diventano compagni di viaggio del lettore facendogli vedere le cose dal di dentro. In questo libro espressioni che ascoltiamo e usiamo tutti i giorni, come “flussi migratori” si concretizzano in esperienze profonde, facendoci passare dagli stereotipi a conoscenze, sentimenti ed emozioni reali.»