L' uomo e il suo amore - Alcide Pierantozzi - copertina

L' uomo e il suo amore

Alcide Pierantozzi

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Editore: Rizzoli
Collana: 24/7
Anno edizione: 2008
Pagine: 529 p., Brossura
  • EAN: 9788817021722

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"L'uomo e il suo amore" ti prende e ti porta lontano. Ti prende per il vigore di una vicenda che cresce su di sé con un secondo romanzo all'interno del romanzo stesso, sul tema del divenire, ammesso che qui le cose divengano davvero. Ambientato in un'Albania che può benissimo essere l'Italia, con tre donne intorno a Eugenio, ventenne che vuole decodificare il mondo con gli strumenti che la filosofia gli mette in mano, il libro si piega sulle loro vite, i loro incontri crudi ed estatici e un reticolo di personaggi che amano, sognano, agiscono e si disperano in un crescendo lacerante. C'è Mila, l'amante, che vive insieme ai misteriosi fratellini in una casa fatiscente e senza genitori. C'è Siddharta, la prostituta, che a furia di conservare in bocca i soldi dei clienti ha il volto sfigurato da un indelebile herpes. E poi c'è Maria, una spiazzante ragazza handicappata per la quale Eugenio perde la testa provando a capire quella sua abitudine di girare attorno a un rettangolo di luce. È un libro che sa ricondurre con furibonda razionalità il lettore su un immenso interrogativo: cos'è l'amore nel rapporto con il mondo?
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    Marco Speroni

    11/04/2009 23:23:13

    Un bell'incipit e poco altro. Peccato, perché la scrittura di Pierantozzi potrebbe puntare più in alto.

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    rebe

    06/04/2009 00:23:27

    Romanzo - cosmogonia - piuttosto inconsueto. la raffinatezza della scrittura di pierantozzi gioca un ruolo importante nel catturare il lettore nonostante le difficoltà di contenuto del libro. Moltissimi i temi affrontati: handicap, follia, sdoppiamento di personalità, sesso, povertà, prostituzione, natura, televisione, arte, vecchiaia, morte... Così il lbro, come è già stato detto, è più che altro una cronaca della follia del personaggio principae, voce narrante, Eugenio, dove questi temi si intecciano come per esprimere una nuova forma di letteratura. Dire di che forma si tratti non so, ma Pierantozzi sembra uscito dal cappotto di Proust.

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    riccardo

    25/01/2009 04:17:37

    è un libro che va letto più di una volta e che ti fa capire fino a che punto può arrivare la psiche umana nelle sue elucubrazioni... va letto anche con una certa maturità alla spalle. Impressionante il fatto che a scriverlo sia stato un ragazzo di 22 anni.

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    Alessandra

    14/12/2008 21:33:38

    bello. folle. l'amore umano in tutte quante le forme ... non ci sono limiti al talento di questo autore.

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    Gian Maria

    05/12/2008 20:21:28

    Filosofemi maldigeriti, esuberanza lessicale frenesia d'ormoni e poesia zero.

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    Lucia

    11/10/2008 21:41:00

    Pierantozzi ha lavorato intensamente a questo romanzo, per anni, ora molto elogiato da alcuni e scoraggiato da altri invidiosetti delle nostre lettere. a me sembra che questo libro annunci qualcosa di nuovo, anche una nuova realtà della lingua italiana. Nessuno mette in discussione il suo talento, qui dobbiamo chiederci cosa cerchiamo dalla lettura, se un tentativo di fuga o un tentativo di ricerca dal di dentro.

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    paolo

    09/10/2008 11:31:53

    Copertina furbetta e contenuto indigesto. Pierantozzi confonde la lunghezza del testo con la bellezza della resa. Ma qui di resa resta solo quella del povero lettore sfranto.

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    Christopher

    29/09/2008 03:13:54

    Bellissimo. Ho ancora le lacrime agli occhi.

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    Luca

    29/09/2008 03:08:55

    Non conoscendo ancora Pierantozzi mi sono fatto condurre per mano da Severino. Il mondo di Pierantozzi mi apparteneva da sempre, ma ne ero ignaro. Questo libro rappresenta una svolta, oltre a rappresentare il bollettino linguistico della letteratura. Prendetene esempio, scrittori!

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    Emma

    30/08/2008 15:27:03

    Io l'ho letto. Ma l'ho trovato incomprensibile. Se qualcuno tra coloro ai quali questo libro ha cambiato la vita può gentilmente farne un riassunto, una sinossi, ne sarei lieta. Secondo me questo è un esempio evidente di antiletteratura: scrivere difficile per autocompiacersi ed infastidire il lettore. Forse il tempo darà ragione a Pierantozzi ma oggi 18 euro non valgono le oltre 500 pagine di deliri grafici(non l'avevamo già digerito il futurismo?), ratatouille di rimandi ad Altri e arcaicismi lessicali. E' degradante quando un autore che si autoproclama di Talento, tanto da ambire al Nobel, vuole far passare per una creazione originale la facile allusività alla erudizione, dal momento che tutti sanno sfogliare Pasolini, Dostojevski, Shakespeare e selezionarne il meglio. indigesto e manierista.

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    Luca Roveredo

    21/07/2008 01:22:09

    Dieci e lode. Sono pagine baciate dall'arte del saper scrivere. Non aggiungo altro. Non posso. Una cosa soltanto, marginale ma importante. Una domanda rivolta all'editore. Chi ha trovato il magnifico titolo?

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    Christopher

    12/07/2008 20:06:13

    Finito. Dopo un mese di lettura ho finito questo libro immenso, sia come volume che come contenuti. Parto subito con una piccola critica: 200 pagine in meno non avrebbero affatto stonato, il libro è molto difficile e la sua lunghezza è davvero eccessiva, scoraggiante. I momenti di "stanca" maggiore li ho vissuti nelle parti relative alla saggistica e nelle prime 20 pagine. E poi, la costante sensazione che Pierantozzi si stesse prendendo gioco del lettore medio-alto, considerandolo un povero ignorante. Questo l'unico difetto. Il resto è un libro meravigliso, che probabilmente porterà Pierantozzi lontanissimo. Lo stile è originalissimo, una vera boccata d'aria nuova per la narrativa che da anni, stilisticamente parlando, riciclava il passato. E poi, le tematiche. intrattenimento e dipendenza, cosa c'è di più attuale? Soprattuto Pierantozzi sa fare una cosa: trascinarti nello stato d'animo dei personaggi e farti vivere in prima persona i sentimenti d'amore, d'ansia e paura che pervade il malcapitato (eroe negativo quasi sempre) protagonista. Insomma, un libro stellare, anche se ho preferito Uno in diviso, perchè la vera dimensione dell'autore è secondo me arcaicizzante, più violenta e simbolica. e' comunque il libro più interessante uscito negli ultimi anni.

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    Antonello

    12/07/2008 19:51:15

    Fa semplicemente paura... 5/5

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    michele

    07/07/2008 17:05:21

    Imbarazzante. Praticamente illeggibile. Peccato per il giovane Pierantozzi, che in passato aveva prodotto pagine interessanti.

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    laura

    08/06/2008 18:38:44

    in realtà non darei un voto. Ero molto incuriosita...dopo lalettura...sono perplessa. Però dò un voto intermedio perchè mis entirei di puntare per il futuro su questo giovane, che apprezzo per la spavalderia, il coraggio, e anche l'ambizione-presunzione.

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    Alessia

    15/05/2008 22:56:22

    Il romanzo più sbalorditivo, lungo, emozionante e commovente che io abbia mai letto. Questo è un libro che vi cambia la vita. Devo ancora riprendermi.......

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  • Alcide Pierantozzi Cover

    Alcide Pierantozzi è nato a San Benedetto del Tronto nel 1985 e vive a Milano. Ha pubblicato i romanzi Uno in diviso (Hacca 2006), L’uomo e il suo amore (Rizzoli 2008), Ivan il terribile (Rizzoli 2012) e L'inconveniente dell'essere amati (Bompiani 2020). Collabora con “Rolling Stone” Approfondisci
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