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4 3 2 1 - Paul Auster - copertina

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Paul Auster

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Traduttore: Cristiana Mennella
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 10 ottobre 2017
Pagine: 944 p., Rilegato
  • EAN: 9788806235017
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Gaia la libraia

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Paul Auster ha scritto una sinfonia maestosa suonando i tasti del destino e del caso: un libro che mette d'accordo Borges e Dickens, un'avventura vertiginosa e scatenata, unica e molteplice come la vita di ognuno.

«Ricorda Le avventure di Augie March e Pastorale americana » - San Francisco Chronicle

« 4 3 2 1 è il risultato di un'ambizione vertiginosa e di una maestria artigianale unica. Una costruzione grandiosa di storie alternative e complementari» - The New York Times Book Review

A volte per raccontare una vita non basta una sola storia. Il 3 marzo 1947, a Newark, nasce il primo e unico figlio di Rose e Stanley: Archie Ferguson. Da questo punto si dipanano quattro sentieri, le quattro vite possibili, eppure reali, di Archie. Campione dello sport o inquieto giornalista, attivista o scrittore vagabondo, le sue traiettorie sono diverse ma tutte, misteriosamente, incrociano lei, Amy. Paul Auster ha scritto una sinfonia maestosa suonando i tasti del destino e del caso: un libro che mette d'accordo Borges e Dickens, un'avventura vertiginosa e scatenata, unica e molteplice come la vita di ognuno. Come direbbe Walt Whitman: 4 3 2 1 è un romanzo che contiene moltitudini. «La scrittura di Auster è piena di gioia, anche nei passaggi piú drammatici». NPR «Un romanzo in cui perdersi». «The New York Review of Books» Cosa sarebbe stato della nostra vita se invece di quella scelta ne avessimo fatta un'altra? Che persone saremmo oggi se quel giorno non avessimo perso il treno, se avessimo risposto al saluto di quella ragazza, se ci fossimo iscritti a quell'altra scuola, se… Ogni vita nasconde, e protegge, dentro di sé tutte le altre che non si sono realizzate, che sono rimaste solo potenziali. E cosí ogni individuo conserva al suo interno, come clandestini su una nave di notte, le ombre di tutte le altre persone che sarebbe potuto diventare. La letteratura, e il romanzo in particolare, ha da sempre esplorato la «vita virtuale»: non la vita dei computer, ma i destini alternativi a quelli che il caso o la storia hanno deciso, quasi che attraverso la lettura si riesca a fare esperienza di esistenze alternative. Paul Auster ha deciso di prendere alla lettera questo compito che la letteratura si è data: e ha scritto il suo capolavoro. 4 3 2 1 è il romanzo di tutte le vite di Archie Ferguson, quella che ha avuto e quelle che avrebbe potuto avere. Fin dalla nascita Archie imbocca quattro sentieri diversi che porteranno a vite diverse e singolarmente simili, con elementi che ritornano ogni volta in una veste diversa: tutti gli Archie, ad esempio, subiranno l'incantesimo della splendida Amy. Auster racconta le quattro vite possibili di Archie in parallelo, come fossero quattro libri in uno, costruendo un'opera monumentale, dal fascino vertiginoso e dal passo dickensiano, per il brulicare di vita e di personaggi. Ma c'è molto altro in 4 3 2 1 : c'è la scoperta del sesso e della poesia, ci sono le proteste per i diritti civili e l'assassinio di Kennedy, c'è lo sport e il Sessantotto, c'è Parigi e c'è New York, c'è tutta l'opera di Auster, come un grande bilancio della maturità, e ci sono tutti i maestri che l'hanno ispirato, c'è il fato e la fatalità, c'è la morte e il desiderio.
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  • User Icon

    Michelle

    10/08/2020 11:20:08

    L’ho apprezzato specialmente nella prima parte poi a tratti ho fatto fatica ad andare avanti. L’idea generale è molto buona e interessante però nel complesso questo libro non mi ha particolarmente emozionata e coinvolta.

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    Agosto

    06/06/2020 22:05:30

    Non vedevo l'ora di leggere questo libro e devo dire che resta interessante l'idea centrale dei percorsi paralleli, che a seconda delle scelte, possono delinearsi per ciascuno. Nel complesso, a mio avviso, nonostante emerga l'intento di inserire i percorsi esistenziali nel contesto socio-politico degli anni 60-70, la lettura risulta lenta ed ho faticato ad arrivare alla fine. Il contenuto sembra tradire la promessa implicita di descrivere le scelte legate anche ad un periodo storico, perché mi è apparso eccessivamente concentrato sul piano personale del protagonista.

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    giorgia

    16/05/2020 16:06:30

    Sliding Doors. La stessa persona, 4 vite diverse (con alcuni inquietantemente stabili punti) che si dividono fin dall'infanzia soprattutto (è il caso di sottolineare) per scelte altrui. Il romanzo è scorrevole, veloce e coinvolgente. Si arriva a fare il tifo per il nostro protagonista in ogni sua realtà e a sentirsi parte delle sue scelte, che comunque saranno condizionate in parte dai primi cambiamenti. Fino a che i 4 sentieri si assottigliano e scompaiono, e torna un'unica strada maestra. Al di là della storia in sé (sorprendente nonostante parli di vite normali) un esercizio stilistico entusiasmante

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    Daniela

    15/05/2020 09:37:52

    Per la prima metà mi è piaciuto moltissimo, poi devo ammettere che ho fatto fatica a finirlo.

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    vittorio

    14/05/2020 07:36:16

    quasi mille pagine che scorrono rapidamente, molto originale la struttura. Bello.

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    Ale

    13/05/2020 10:55:09

    Molto interessante il tema delle scelte e delle "possibili vite". Risulta però un po' lento nella lettura e a volte troppo lungo nelle descrizioni.

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    Beatrice

    12/05/2020 16:36:08

    Tornerei indietro per rileggerlo senza passare per la quarta di copertina, perché Auster ci regala un'esperienza talmente totale che andrebbe assunta a scatola chiusa, per godersi ancor più il viaggio del bianconiglio. Se ha ancora senso parlare del "grande romanzo americano", la ricerca per me finisce qui. Ogni singola atmosfera, architettura interiore e costellazione umana delineata magistralmente in 4321 vi risucchierà senza possibilità di resistenza in queste pagine, che finiranno per accompagnarvi a lungo durante e dopo la lettura. Consigliatissimo.

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    Daniel

    11/05/2020 19:55:33

    Geniale! Genere metaletterario di singolare fattura. Consiglio per chi ha tempo e amore per la lettura.

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    Alessia

    11/05/2020 13:09:11

    Una storia bellissima. Mostra come le scelte che facciamo e le cose che diciamo possano cambiare completamente le sorti della nostra vita. Auster ha colpito nel segno anche stavolta.

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    Rascal

    18/03/2020 14:22:21

    Bellissima metafora su come le scelte, nostre o altrui, e i fatti, spesso imprevisti, possano cambiare il decorso della vita. Interessante il punto di vista, probabilmente autobiografico, legato ai fatti di cronaca che si snodano lungo il racconto. Talvolta si sofferma troppo su descrizioni di contorno che alla lunga appesantiscono un po' la lettura e rischiano di fuorviare, specialmente per come si sviluppa il racconto.

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    Mila

    28/12/2019 09:25:27

    Tremendamente lento e prolisso,ho voluto finirlo perché lette tutte le recensioni super positive, speravo in una ripresa in positivo,invece al suo termine avrei voluto lanciarlo dalla finestra!Per me un mattone snervante

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    newman

    25/09/2019 08:47:04

    Ci sono libri che riempiono di silenzio. Cubi di Rubik colorati e complessi che si prendono tutta la concentrazione e l’attenzione che si ha a disposizione per il tempo in cui li hai tra le mani. Non è il silenzio attonito di fronte alla tragedia, e nemmeno quello annoiato di quando ci si ritrova il pensiero azzerato davanti al nulla o a un’estrema superficialità. Sono personaggi, quelli di Auster, che mi rifiuto di credere esistenti solo sulla carta e tra i pensieri di qualcuno. Da quando li ho incontrati me li sento scivolare accanto, quotidianamente. In fila alla cassa del supermercato, mentre carico la lavatrice o sul sedile posteriore della macchina, mentre cerco parcheggio in centro. Si muovono con me nel mondo e, talvolta, mi sorridono lievi. E questo rende il mio mondo migliore. Lo consiglio assolutamente.

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    vittorio

    10/05/2019 17:14:08

    Mi mancherà. Ho appena terminato la lettura e già avverto l'abbandono e lo sgomento di fronte alla scelta della prossima lettura, sulla quale inevitabilmente graverà il peso del suo confronto. Raramente, infatti, mi è capitato, di dover interrompere più volte la lettura per riuscire ad assorbire per intero la bellezza di una frase, di volere rileggere un passaggio per meravigliarmi ancora della sua eleganza, di restare ammirato dalla precisione di uno snodo narrativo. Di oltre 900 pagine non me ne ricordo una che non fosse necessaria. Inutile aggiungere altro. E dire che tante volte ho ronzato intorno ad Auster, ed a questo romanzo, in particolare, rimandandone la lettura ad una successiva occasione, preferendogliene altre che ora, se potessero, sono sicuro, molte arrossirebbero. Confesso questo è il mio primo Auster e, dunque, il mio più grande peccato di lettore.

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    Serena

    10/03/2019 19:48:06

    Libro dalla trama interessante,mi ha preso sin da subito nonostante il primo smarrimento nella sua organizzazione. Lettura un po lenta ma sicuramente una delle storie più interessanti che io abbia letto recentemente. Bellissima l'edizione.

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    ely81

    07/03/2019 12:56:09

    Stupendo. Non bisogna lasciarci scoraggiare dal numero di pagine

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    Alessio

    07/03/2019 08:41:16

    Libro stupendo, intrecci favolosi!

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    Olga

    28/01/2019 17:50:23

    Il libro può essere definito uno studio del personaggio lungo oltre novecento pagine. Racconta infatti quattro storie dallo stesso protagonista, Archie Ferguson, partendo da un capitolo primo uguale per tutti gli Archie del racconto: stessi genitori, stesso amore per lo sport, stessa attrazione per una fascinosa ragazza col pallino per la politica. Anche molti personaggi si ripetono nel corso delle storie, e l’ambientazione temporale rimane sempre la stessa, consentendo a Paul Auster di regalarci uno spaccato del periodo, che siano i primi del Novecento piuttosto che la primavera del ’68, facendoci sentire nelle ossa la New York e dintorni del tempo. La tematica principale del libro viene quindi ad essere: in che modo il piccolo mondo che ci circonda riesce a cambiarci? Attraverso lo scorrevolissimo stile di Auster, Archie cambia, fino a diventare quattro persone completamente diverse, pur partendo dallo stesso capitolo iniziale, solo perché il suo piccolo mondo lo porta a fare scelte differenti, che non si ripetono (quasi) mai uguali, e la somma delle proprie esperienze lo porta ad essere sempre un uomo diverso, mai uguale al se stesso di sessanta pagine avanti. In ogni storia vengono poi affrontati, oltre a quello principale, i più disparati temi, mai trattati in modo banale: dal razzismo al sesso, dall’amore al bullismo, dalla morte alla felicità, dal dolore alla schiavitù, dalla sorte all’Olocausto ed infiniti altri, il tutto sempre corredato dall’immancabile e mai fuori moda tema del sogno americano. Paul Auster, profondissimo conoscitore dell’animo umano, è ampiamente capace di descrivere le emozioni di Archie in qualunque situazione, e lo fa in modo estremamente credibile, rendendo anche il protagonista stesso estremamente credibile e, soprattutto, amabile, tanto amabile che, anche dopo quattro vite, non ci si stanca di Archie Ferguson, chiunque egli sia diventato.

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    Alessio

    05/12/2018 09:26:46

    Libro molto bello, una pensata geniale. Forse per alcuni, a tratti, può sembrare troppo descrittivo ma personalmente l'ho amato dall'inizio alla fine.

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    Andrea

    25/10/2018 12:57:06

    Espediente letterario sicuramente interessante. Molto scorrevole.

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    aledifra

    28/09/2018 10:44:40

    Una noia mortale. Dopo averne letto la metà l'ho abbandonato.

Vedi tutte le 59 recensioni cliente

A cura di: Il Rifugio dell'Ircocervo

Un immigrato giunge alle porte dell’America il primo giorno del ventesimo secolo: è un ebreo russo con un nome lungo e difficile; sarebbe meglio un nome più americano per iniziare una vita nel Nuovo Mondo, un nome tipo Rockefeller. Purtroppo il funzionario dell’immigrazione capisce male e Isaac Reznikoff, aspirante Rockefeller, diventa il cittadino americano Ichabod Ferguson.

Da questa confusione di nomi inizia il nuovo libro di Paul Auster, 4 3 2 1 (Einaudi 2017). Come sarebbe la vita di Archie Ferguson (nipote di Ichabod) se il funzionario avesse registrato un nome diverso per suo nonno? Quali potrebbero essere le non-vite di Ferguson, cioè le vite parallele in cui Archie ad ogni bivio prende una strada diversa da suoi alter ego? L’autore decide di raccontarne quattro: in questo libro c’è quattro di tutto, quattro capitoli 1, quattro capitoli 2, quattro Ferguson… di fatto quattro romanzi che compongono un iper-romanzo.

Il libro ha dunque una struttura complicata che richiede al lettore un certo sforzo per non perdere il filo di Arianna di ogni storia; tuttavia, ha poi senso distinguere nelle acque di un grande fiume quelle dei suoi immissari? ciò che conta è il fluire, e 4 3 2 1 è un flusso di parole ammaliante, ora agitato e ora sonnacchioso, in cui è facile perdersi e facile ritrovarsi.

Lungo il suo corso, alcune grandi anse di questo libro-fiume rimangono costanti, pur con diverse forme e traiettorie: Amy (fidanzata, parente, amica…), la passione della scrittura, i diritti civili delle minoranze etniche, la guerra in Vietnam, il ’68. La foce è naturalmente la stessa, un punto di confine fra New York e New Jersey (come l’Hudson River), due città e due stati in cui vivono i quattro Ferguson: un melting pot di povertà e sfarzo, cultura e criminalità, ordine e disobbedienza civile, bianchi neri ebrei italiani suprematisti e pantere, a cui Auster erige un vero e proprio monumento.

4 3 2 1 è un libro sul procedere disordinato, casuale, complicato e sorprendente della vita; lo dice con la disinvoltura di un film di Woody Allen e con la molteplicità dei punti di vista di Jorge Luis Borges: i percorsi delle quattro vite parallele sono pieni di svolte brusche e di inciampi (ma, insomma, basta che funzioni) e alla fine si risolvono in un guizzo metanarrativo, i personaggi escono dal libro e il lettore vi entra.

Dunque, le ragioni per cui 4 3 2 1 merita di esser letto (infischiandosene della mole) sono molte: una struttura singolare, uno stile che affascina, una complessità leggera, e infine un forte sentimento civile e politico. Nel porto di New York, ai piedi della Statua della Libertà, i versi* di una poetessa di origine ebraica, Emma Lazarus, recitano:

[…] Give me your tired, your poor,
Your huddled masses yearning to breathe free,
The wretched refuse of your teeming shore,
Send these, the homeless, tempest-tossed to me,
I lift my lamp beside the golden door!

L’umiliato, l’esule Isaac Reznickoff era giunto in nave ad Ellis Island il primo giorno del ventesimo secolo per la sua nuova vita; e se quel giorno il funzionario dell’immigrazione avesse invece capito bene il suo nome americano, Rockefeller? Nelson Rockefeller è una figura quasi ma non del tutto assente in 4 3 2 1: fu governatore** dello Stato di New York e vicepresidente degli Stati Uniti d’America.

*Emma Lazarus, The New Colossus, 1883.
**Nelson Rockfeller; Auster invece parla di Rockefeller: un nome fittizio per una persona reale o un nome reale per un personaggio fittizio?


Recensione di Adriano Cecconi

  • Paul Auster Cover

    Scrittore, sceneggiatore e regista statunitense. Dopo aver studiato alla Columbia University, nel 1970 si recò a Parigi dove lavorò come traduttore fino al ritorno a New York nel 1974. Esordì come scrittore con poesie, racconti e articoli pubblicati sulla “New York Review of Books” e sulla “Harper’s Saturday Review”. La sua opera più famosa, subito accolta favorevolmente dalla critica, è la Trilogia di New York (Città di vetro, 1985; Spettri, 1986; La stanza chiusa, 1987), che volge in parodia il genere della detective story. Seguirono i romanzi Il paese delle ultime cose (1988), Il palazzo della luna (1989), La musica del caso (1991, dal quale Philip Haas trasse un film nel 1993), Leviatano (1992), Mr. Vertigo (1994)... Approfondisci
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