Traduttore: C. Mennella
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2017
Pagine: 944 p., Rilegato
  • EAN: 9788806235017

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    Alberto

    03/12/2017 08:43:45

    Stupendo, irripetibile, prosa incredibilmente ricca, ma allo stesso tempo scorrevole, mille pagine che si leggono in un fiato, infiniti personaggi ciascuno tratteggiato nei particolari e poi il ritrovarne di nuovi aggiunti a quelli già introdotti ma nelle quattro versioni complementari che si mutano e trasformano in un caleidoscopio che solo la mente di un grande può creare. Un romanzo circolare si apre e si chiude su se stesso magicamente. Solo un grande scrittore avrebbe saputo inventarsi Ferguson. Leggetelo, meglio in edizione e.book perchè più agevole da maneggiare, ma se volete leggere le quattro storie in continuità meglio l'edizione cartacea. Nel contempo una lezione di ripasso della storia USA degli anni '60 e '70 che per noi europei potrebbe dire poco, ma utile per capire meglio i tormenti di questo popolo, così contradditorio ma vivo, mai statico, capace di riprendersi e di rimediare (o cercare di farlo) gli errori che nessuno non potrà mai non fare. Leggetelo.

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    alb

    26/11/2017 14:35:24

    non è un bel perdersi? è un MAGNIFICO perdersi nell'intreccio delle vite di Archie. provo un senso di vuoto solo quando finisco i grandi libri.

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    Dario A.

    05/11/2017 21:13:00

    Un viaggio dentro le possibilità di una vita e di tutte le vite. Una prosa ricca, brillante, molteplice. Geniale.

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    chris

    04/11/2017 19:05:05

    La definizione del N.Y.R.B. calza a pennello "Un romanzo in cui perdersi". Ma non è un bel perdersi, Auster a 70 anni sembra aver perso un po' di quella forza e brillantezza che lo contraddistingue. E' un romanzo questo eccessivamente prolisso, dove l'intersecazione degli episodi crea una certa confusione che sinceramente infastidisce (e non poco). Tanto è vero che nelle ultime quattro pagine si prodiga in una spiegazione didascalica della trama, col dubbio sul fatto che i lettori abbiano compreso o meno. Manca di "mordente" questa storia, lontana dagli intensi e raffinati incastri di romanzi quali - per es. - "Invisible". La sensazione è quella di aver fatto il passo più lungo della gamba.

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    Corrado De Paoli

    02/11/2017 11:19:53

    Mi permetto un umile consiglio a Giorgio G. Riprenda la lettura, troverà piacevoli sorprese !

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    Corrado De Paoli

    29/10/2017 07:58:00

    Il libro di Auster si può leggere in due modi: dopo il primo capitolo, possiamo saltare da una storia all’altra leggendo prima la storia di Ferguson 1, poi quella di 2, quindi la 3 ed infine la 4. Oppure possiamo leggere tutto di seguito saltando a piè pari da una vita all’altra così come, ho il sospetto, l’autore l’abbia scritto. Io preferisco il secondo metodo che, sarà pure più arduo, ma certamente è il più coinvolgente ed imprevedibile. Un metodo simile era stato adottato in “La bellezza e l’orrore” da Peter Englund che narra la storia di ben diciannove personaggi; non ho mai letto nulla, invece, che si riferisca a vicende diverse dello stesso protagonista che vive più esistenze. Il fascino di Auster è tutto qui, narra la “banalità” della vita precipitando il lettore in un vortice affascinante dal quale è difficile uscire. Già dalle prime pagine mi sono sorpreso a pensare al rammarico che mi sommergerà quando ne avrò concluso la lettura.

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    giorgio g

    25/10/2017 07:16:22

    Avevo comperato il libro perché ne avevo letto le prime pagine su un quotidiano a diffusione nazionale e mi era piaciuto per il suo tono scanzonato. E' stata grande la mia delusione quando, superate quelle prime pagine, mi sono ritrovato a leggere la storia di Archie Ferguson, un giovane americano con tutte le sue problematiche e le sue usanze, da ancor prima della sua nascita attraverso i primi amori giovanili fino alla sua prematura morte. Poi, a circa un terzo del libro e contravvenendo alle mie abitudini di finire un libro cominciato, mi sono stancato e l'ho posato per non più riprenderlo esclamando "et de hoc satis".

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