Traduttore: C. Mennella
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 10/10/2017
Pagine: 944 p., Rilegato
  • EAN: 9788806235017

73° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    AlessandroDL

    14/05/2018 16:25:56

    Si si si. Comprate un leggete. Scorrevolissimo

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    enrico.s

    28/03/2018 09:31:36

    Avete presente il salto con gli sci? Quello sport nel quale intrepidi atleti si slanciano veloci verso il cielo staccandosi dal trampolino come tanti Icaro per poi inesorabilmente scendere verso terra, ritornando banali esseri umani? ...ecco, questa alata metafora rende bene il mio sentimento verso l' ultima opera di Auster. In realtà io non sono mai stato un suo appassionato seguace (ho letto giusto due o tre suoi altri romanzi, e rileggerei solo "Le follie di Brooklyn"), però la veloce "annusata" che avevo dato all'imponente tomo in libreria (specie al meraviglioso incipit) mi aveva indotto all'acquisto ed alla lettura. Man mano che le pagine scorrevano, però, la freschezza e l'incanto della prima parte si perdono dando origine ad un senso, come dire, ...di sazietà. Lo sviluppo delle vicende dei vari A.I. Ferguson diventano progressivamente difficoltose da seguire e sempre meno appassionati, perché un po' troppo simili l'una all'atra (fatto inevitabile dato che i quattro e poi tre e poi due Ferguson vivono un'esistenza non così tanto dissimile l'una dall'altra). Anche l'inserimento man mano più massiccio di parti narrative dedicate al contesto socio-politico contribuisce non poco alla perdita di brillantezza, vuoi per la banalità di alcuni passaggi, vuoi per la troppo evidente intenzione di Auster di parlare del passato riferendosi in realtà al presente americano. E temo che la fatica di leggere derivi dalla fatica che deve aver preso l'autore nel portare avanti la storia, come si ricava dal finale piuttosto frettoloso, in stile "Certosa di Parma", ...si parva licet componere magnis. Infine un suggerimento a chi si avventura nel romanzo: seguite le vicende dei diversi Ferguson utilizzando la numerazione dei capitoli (quindi seguendo separatamente le diverse "vite" ); forse un poco di fatica la eviterete perché leggendo tutto di seguito a volte è davvero difficile raccapezzarsi. Insomma: trattasi di nobile tentativo, non pienamente riuscito.

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    n.d.

    27/03/2018 17:31:37

    Molto lungo ma leggibile. Il difetto maggiore è nella dimensione del volume che non rende facile la vita a chi, come me, legge a letto prima di dormire

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    massimo r.

    09/03/2018 09:05:21

    Faticoso, richiede uno sforzo di memoria notevole e un’applicazione costante che permetta di terminarlo in pochi giorni. Ne vale la pena? Direi di sì, ma non mi scandalizza che molti abbandonino lungo il tragitto...

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    Nika

    09/02/2018 09:16:19

    Ho adorato questo romanzo...é un'immersione, un tuffo profondo nella vita di Archie Ferguson (o per meglio dire, "degli" Archie Ferguson), da cui si riemerge a bocca aperta e colmi di ammirazione per Paul Auster, che ci fa rimbalzare da una storia all'altra come un esperto giocoliere. Lo scorrere della storia politica degli USA negli anni '60 e '70 é un regalo in piú, e anche qui si rivela una grande maestria nell'alternarsi di racconti e vita privata, senza allentare l'attenzione del lettore. Unica pecca, il finale un po' frettoloso: dopo piú di 900 pagine, se ne poteva aggiungere qualcuna in piú ;)

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    Alessandro

    08/02/2018 09:08:59

    Difficile recensione un’opera monumentale come questa. Di fatto Auster ci propone quattro storie parallele dello stesso personaggio. Quattro vite differenti che la stessa persona avrebbe potuto vivere a seconda di fatti o decisioni prese. Una sorta di “Sliding Doors” raddoppiato e molto più sofisticato. Nonostante la prosa sia come sempre magnifica, la lettura non risulta delle più semplici visto che le quattro vite del protagonista introducono parecchi personaggi che a seconda del contesto fanno (e non fanno) dicono (e non dicono) cose differenti, il che rende necessaria una discreta concentrazione al fine di portarsi appresso tutti i pezzi del puzzle. Auster alterna in ogni capitolo le varie storie di Archie Fergusson un ragazzo americano, che a voler essere sinceri è un po’ se stesso, visto che come lui nasce e vive nel New Jersey, poi si trasferisce a New York e Parigi dove tenta di fare lo scrittore. E’ un romanzo autobiografico scritto in maniera impeccabile con un aspetto davvero originale, cioè come detto, quello di intrecciare quattro storie possibili per lo stesso protagonista. La mole del romanzo è notevole: più di 900 pagine, tuttavia è un po’ come leggere quattro romanzi da circa 230 pagine l’uno. Lo consiglio agli amanti di questo straordinario autore che spero di incontrare il prossimo Aprile (non vi dico di più…) ma anche agli amanti della buona scrittura. Un libro da prendere di petto per evitare che la mole imponente possa rendere la lettura troppo frammentaria e poco comprensibile. Io l’ho letto in un mese, ma diciamo che “il grosso” me lo sono concesso durante le vacanze di Natale, quindi se siete degli “hard reader” (e non avete nulla da fare!) credo che in una decina di giorni lo potete finire tranquillamente.

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    angelo

    22/01/2018 13:42:35

    Ingredienti: 20 anni di storia americana (anni ’50-’60) visti attraverso gli occhi del protagonista, vari bivi del destino a determinare sviluppi diversi di una sola vita, 4 possibili esistenze con un unico amore comune, sogni-passioni-interessi tipici di uno studente newyorkese (sport, cinema, letteratura, giornalismo, impegno sociale e politico). Consigliato: a chi ama perdersi in binari paralleli del tempo e dello spazio, a chi vuol leggere in serie o in parallelo gli eventi più sofferti e delicati degli Stati Uniti (delitti JKF e MLK, guerre in Corea e Vietnam, rivolte studentesche, lotte per i diritti civili).

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    Lomax

    03/01/2018 08:01:45

    PAUL AUSTER AL CUBO. Mancava, in forma romanzo, da tempo e con questo libro ponderoso sembra quasi voler colmare l'assenza. Eppure ad esser TANTE non sono solo le pagine, ma anche le idee, i lampi di classe, le poetiche....il tutto declinato in quattro vite che potrebbero essere la stessa ma diventano mondi completamente diversi per l'incredibile alternanza di coincidenze fortuite e scelte consapevoli che tracciano i confini di ogni singola esistenza. Siamo a un passo dal "classico".

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    Alberto

    03/12/2017 08:43:45

    Stupendo, irripetibile, prosa incredibilmente ricca, ma allo stesso tempo scorrevole, mille pagine che si leggono in un fiato, infiniti personaggi ciascuno tratteggiato nei particolari e poi il ritrovarne di nuovi aggiunti a quelli già introdotti ma nelle quattro versioni complementari che si mutano e trasformano in un caleidoscopio che solo la mente di un grande può creare. Un romanzo circolare si apre e si chiude su se stesso magicamente. Solo un grande scrittore avrebbe saputo inventarsi Ferguson. Leggetelo, meglio in edizione e.book perchè più agevole da maneggiare, ma se volete leggere le quattro storie in continuità meglio l'edizione cartacea. Nel contempo una lezione di ripasso della storia USA degli anni '60 e '70 che per noi europei potrebbe dire poco, ma utile per capire meglio i tormenti di questo popolo, così contradditorio ma vivo, mai statico, capace di riprendersi e di rimediare (o cercare di farlo) gli errori che nessuno non potrà mai non fare. Leggetelo.

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    alb

    26/11/2017 14:35:24

    non è un bel perdersi? è un MAGNIFICO perdersi nell'intreccio delle vite di Archie. provo un senso di vuoto solo quando finisco i grandi libri.

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    Dario A.

    05/11/2017 21:13:00

    Un viaggio dentro le possibilità di una vita e di tutte le vite. Una prosa ricca, brillante, molteplice. Geniale.

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    chris

    04/11/2017 19:05:05

    La definizione del N.Y.R.B. calza a pennello "Un romanzo in cui perdersi". Ma non è un bel perdersi, Auster a 70 anni sembra aver perso un po' di quella forza e brillantezza che lo contraddistingue. E' un romanzo questo eccessivamente prolisso, dove l'intersecazione degli episodi crea una certa confusione che sinceramente infastidisce (e non poco). Tanto è vero che nelle ultime quattro pagine si prodiga in una spiegazione didascalica della trama, col dubbio sul fatto che i lettori abbiano compreso o meno. Manca di "mordente" questa storia, lontana dagli intensi e raffinati incastri di romanzi quali - per es. - "Invisible". La sensazione è quella di aver fatto il passo più lungo della gamba.

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    Corrado De Paoli

    02/11/2017 11:19:53

    Mi permetto un umile consiglio a Giorgio G. Riprenda la lettura, troverà piacevoli sorprese !

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    Corrado De Paoli

    29/10/2017 07:58:00

    Il libro di Auster si può leggere in due modi: dopo il primo capitolo, possiamo saltare da una storia all’altra leggendo prima la storia di Ferguson 1, poi quella di 2, quindi la 3 ed infine la 4. Oppure possiamo leggere tutto di seguito saltando a piè pari da una vita all’altra così come, ho il sospetto, l’autore l’abbia scritto. Io preferisco il secondo metodo che, sarà pure più arduo, ma certamente è il più coinvolgente ed imprevedibile. Un metodo simile era stato adottato in “La bellezza e l’orrore” da Peter Englund che narra la storia di ben diciannove personaggi; non ho mai letto nulla, invece, che si riferisca a vicende diverse dello stesso protagonista che vive più esistenze. Il fascino di Auster è tutto qui, narra la “banalità” della vita precipitando il lettore in un vortice affascinante dal quale è difficile uscire. Già dalle prime pagine mi sono sorpreso a pensare al rammarico che mi sommergerà quando ne avrò concluso la lettura.

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    giorgio g

    25/10/2017 07:16:22

    Avevo comperato il libro perché ne avevo letto le prime pagine su un quotidiano a diffusione nazionale e mi era piaciuto per il suo tono scanzonato. E' stata grande la mia delusione quando, superate quelle prime pagine, mi sono ritrovato a leggere la storia di Archie Ferguson, un giovane americano con tutte le sue problematiche e le sue usanze, da ancor prima della sua nascita attraverso i primi amori giovanili fino alla sua prematura morte. Poi, a circa un terzo del libro e contravvenendo alle mie abitudini di finire un libro cominciato, mi sono stancato e l'ho posato per non più riprenderlo esclamando "et de hoc satis".

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