Alla ricerca del tempo perduto - Marcel Proust - copertina

Alla ricerca del tempo perduto

Marcel Proust

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Traduttore: Giovanni Raboni
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 6 maggio 2014
Pagine: XVII-2058 p., Brossura
  • EAN: 9788804637462
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Gaia la libraia

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"La qualità di Proust" scriveva Virginia Woolf "è l'unione dell'estrema sensibilità con l'estrema tenacia. E resistente come il filo per suture ed evanescente come la polvere d'oro di una farfalla." Su questa sensibilità e su questa tenacia, e su molto altro ancora, è costruito il fascino della "Recherche", colossale romanzo-mondo - l'unico che l'autore abbia dato alle stampe - frutto di quindici anni di tormentata gestazione. Usciti a partire dal 1913, i sette libri che compongono, in un tutto unitario, la "Recherche" esplorano una moltitudine di temi: il senso del tempo, la memoria, il sogno, l'abitudine, il desiderio. E poi ancora la gelosia, il rapporto tra arte e realtà, l'interagire di rituali ed emozioni. Memorabili i personaggi che il lettore incontra tra queste pagine, dal Narratore, figura dai fortissimi tratti autobiografici, alle donne da lui amate, Gilberte e Albertine, fino a Odette e Swann, Bloch, Françoise, il barone di Charlus e la duchessa di Guermantes. Attorno al tema della memoria involontaria, le cosiddette "intermittenze del cuore" della celeberrima scena della madeleine, vive tutta la società francese dei decenni a cavallo del Novecento, quelli della vita di Proust, dalla sconfitta di Sedan agli anni delle avanguardie, passando per l'affaire Dreyfus e la Grande Guerra.
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    Marcello Gombos

    15/05/2020 19:57:19

    Fondamentale per la crescita della mia autostima è stata, a 18 anni, la lettura della "Recherche" Proustiana, operazione che completai in 29 giorni lordi (23 netti, dopo i primi 15 crollai malato per 5 giorni per la stanchezza: tenni persino una sorta di diario di lettura, su un foglietto che credo sia tuttora a nutrire i pesciolini d'argento in un cassetto), in una sorta di Blitzkrieg letteraria dai risultati controversi: si tira dritto e non si rilegge (quasi) mai, senza saltare neanche una virgola, e il lungo e sinuoso periodo Proustiano, in quel caso, diviene spesso come sfrecciare sulle sulle montagne russe su di un vagoncino impazzito. Ovviamente la lettura integrale della Recherche lascia alla fine frastornati, ma dopo un po’ ci si rende conto che, non solo la madeleine, ma anche il bacio della buonanotte della mamma (povero piccolo Marcel), Odette ricoperta di petali di Cattleya (una varietà di Orchidea, ma uno come me, che in terza elementare per scrivere un pensierino su un fiore sceglieva la Mirabilis Jalapa, non può che condividere la scelta di un nome più esotico) dal buon Swann, la piccola frase di Vinteuil, il Bergotte controfigura (forse) di Anatole France, la Duchessa e la Principessa di Guermantes (che però continuavo e continuo a confondere e quindi percepisco come un unico personaggio bifronte ;-) ), il salotto della signora Verdurin, le avventure omo di Charlus,… molto è rimasto e si è depositato. E se le estati a Balbec sono durate un po’ troppo poco, se Albertine è arrivata, è stata imprigionata ed è fuggita verso la morte in un fiat, le figure torreggianti del finale, sommatoria delle varie incarnazioni di ogni personaggio/individuo, e le intermittenze del cuore rimangono incise indelebilmente e condizionano il nostro modo di vedere la vita, tempo perduto per definizione, che sfugge lasciando dietro di se tracce e ricordi come una bava di lumaca, che scintillano e risplendono, eclissandosi poi e riapparendo in maniera diversa in ogni momento.

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    damiano

    31/03/2020 07:00:01

    Da leggere assolutamente, almeno una volta, la scrittura è agevole e lineare.

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    Manuel Fantoni

    16/01/2020 15:35:30

    Inutile e sbagliato dare un voto, la scrittura è lenta, ricchissima di particolari e citazioni sembra non avere una trama vera e propria ma il racconto di sensazioni ed emozioni che talvolta ci fanno perdere di vista il punto di partenza della narrazione. Il tutto somiglia alla lettura di un diario che racconta episodi salienti della famiglia del protagonista in un paesello della provincia francese e dei suoi infiniti e noiosissimi abitanti, la narrazione ricorre continuamente all'uso di metafore e similitudini vegetali che rischiano di stancare anche il lettore più ostinato, se amate tutto ciò questo libro fa per voi, Questo non è un libro per tutti e non è un libro come tutti gli altri, a mio personale parere gli stessi illuminantissimi concetti (che io sicuramente nella massima parte non ho colto) potevano essere espressi in metà pagine.

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    Cristiano Cant

    03/07/2019 20:55:46

    Il grande poema dell'olfatto, la possente odissea della vanità, l'inutile eclissi della memoria se arrivano a ravvivarla epifanie involontarie così vere e violente, così intatte e presenti, da abbattere ogni stolta lancetta del fuori. Il tempo è un mai trascorso e tuttavia un inarrestabile. L'immanenza ha sotto mano l'infranto, ma i sensi ritrovano l'allora. Nel frattempo scorre la vita, l'esondata parabola di capricci e fedeltà, in un silenzioso gioco di doppie morali e grandezze di sentimenti che nello snodo dei periodi diventano storia di ognuno di noi. Ha scritto bene Walter Benjamin: " La Recherche mostra che l'opera letteraria superiore ha la sua sede nel cuore dell'impossibilità, al centro e insieme nel punto d'indifferenza di tutti i pericoli". Un corpo a corpo di inarrivabile potenza interiore, la piccolezza resa macigno, scultura, astro, se uno stivaletto d'incanto spalanca i sipari del passato come un qualcosa di identico e cambiato ad adesso. Dove ci troviamo? In un fiume pieno di rughe che sente lo stesso le sue onde giovani, un'assenza che è presa moltiplicata, tangibile e nostalgica al tempo come ogni piega di dentro stirata dalla giusta sensibilità. Cattedrale impareggiabile, indicibile, chiave di volta di un Novecento malato che entra finalmente nel suo letto di pena, sfiancato e tuttavia libero. Un infinito fogliame sociale sopra radici rigide e lontane, la fatalità del mentire, del desiderare, in un linguaggio che è ossessione e respiro, oasi e cella anche in una sola pagina. Se Proust cadde vittima di questa sontuosa sinfonia, ne fu comunque il credo e la madre, il seme e lo specchio. Siamo davanti a noi stessi come eravamo un giorno, da qualche parte, mentre una bicicletta correva o due uccelli si rincorrevano nella corsa, in qualche lontano Aprile del cuore ancora sveglio e aperto sulle corde della melodia. E siamo nelle cose più importanti della nostra vita, quell'essenza salvata dal martirio dei quadranti a sfavore. Immenso!

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    Stefano

    21/06/2019 16:58:18

    Opera stupenda, con momenti del tutto struggenti, che ti prende ogni pagina sempre di più. Interessante anche per la comprensione della società aristocratica-alto borghese dei decenni a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

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    Roberto kelt

    11/03/2019 17:31:48

    Assolutamente un capolavoro, la lettura è impegnativa ma ne è valsa la pena. L'opera è un affresco della società mondana francese a cavallo della fine ottocento fino a poco dopo la prima guerra mondiale.

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    Alberto Poli

    28/07/2018 16:22:18

    "non è per lettore sbadato tale lettura"… lo scrisse svevo nell'introduzione a gente di dublino di joyce… vale altrettanto e di più per quest'opera. la mia non è una recensione, ho letto la recherche quasi 30anni fa nell'edizione einaudi, ripresa per la 2ª volta alla prima uscita dell'edizioni Meridiani molto curioso della traduzione del buon raboni… ho aspettato per anni gli altri volumi poi ho lasciato perdere. non sono in grado di recensire un opera del genere. colpevolmente non mi ero accorto della pubblicazione di questo poderoso volume, avevo visto l'edizione economica ma non ne ero interessato. questo l'ho preso per avere la "versione raboni" in unico volume. l'edizione è molto bella, la carta anche, il volume pesa 2,62kg. [chi legge a letto è avvisato] ma… c'è un ma bello grosso. la versione non ha lo stesso apparato di note della versione meridiani, forse era chiedere troppo ma chi ha letto quella sa di cosa parlo. altra cosa [a me incomprensibile] molto fastidiosa è l'assoluta mancanza di alcun riferimento a cosa si sta leggendo, ci voleva molto poco ad inserirlo in ogni pagina [i guermantes, dalla parte di swann, nomi di paesi… ecc] non so se sia una scelta o una svista o, peggio, una scelta economica… chi impagina libri [come faccio io da quasi 30anni] sa che per inserire i nomi delle sezioni [forse bastava anche del volume] è una questione da poco. un gran peccato perché un'edizione del genere meritava ogni piccolo accorgimento. ma l'edizione dei meridiani in 4 volumi è decisamente troppo costosa [sono ancora in vendita?] e stampata con testo troppo piccolo per gente di una certa età. comunque 5 stelle assolute | buona lettura_alb

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    stefano

    25/05/2018 09:45:03

    Un libro piu' grande della vita.

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    Marco Urraro

    16/10/2017 10:01:34

    Ottima edizione la consiglio vivamente. Penso che quella di Marvel Proust sia un opera elegiaca in cui l’autore si tormenta tra l’amore è il processo dell’anima

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    Manuel

    08/07/2016 11:35:43

    La perfezione estetica, la contemplazione del paradiso. Un cammino di Santiago della letteratura che almeno una volta nella vita va compiuto. Immenso.

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    lorenzo

    04/02/2016 11:43:58

    Un libro gigantesco scritto da quello che secondo me resta il più bravo scrittore della storia della letteratura. Non ce n'è, lui era proprio più bravo degli altri, a prescindere dall'argomento trattato, che fossero gli asparagi, la filosofia bergsoniana o le conversazioni in ascensore.

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    Fabrizio

    10/02/2015 20:18:20

    Allibisco nel leggere la recensione di chi mi precede. Ma forse è ironica, non posso pensare che seriamente qualcuno paragoni un gigante che ha prodotto la prosa più splendida del Novecento come Proust agli illustri sconosciuti citati nel commento. Come paragonare Maradona a Sculli (chi sa di calcio mi capisce).

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    Paolo

    18/07/2014 10:26:35

    Un classico della letteratura mondiale. da non perdere anche se l'introspezione psicologica sembra diluita rispetto a capolavori come Anima e Cuore di Soseki o come i romanzi di Bunin

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  • Marcel Proust Cover

    Scrittore francese. Esordì su alcune riviste legate al movimento simbolista. Nel 1896 uscì I piaceri e i giorni (Les plaisirs et le jours), raccolta di sofisticate prose d'occasione. Fra il 1896 e il 1904 lavorò a un romanzo che costituisce il primo abbozzo della sua opera maggiore e che fu pubblicato postumo con il titolo Jean Santeuil.Nel 1906, in seguito alla morte del padre e della madre, si trasferì in un appartamento di Boulevard Haussmann, dove fece applicare alle pareti della sua stanza un rivestimento di sugaro per proteggersi da ogni rumore. Lì, isolato dal mondo, scrisse Alla ricerca del tempo perduto (A la recherche du temps perdu, 1913-1927), monumentale ciclo di sette romanzi (La strada di Swann, All'ombra delle fanciulle in fiore, I Guermantes,... Approfondisci
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