Traduttore: R. Desti
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 25 febbraio 2013
Pagine: 288 p.
  • EAN: 9788807881572

42° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    rosa

    18/09/2018 13:38:03

    Cecità è un romanzo estremamente crudo, a tratti anche violento, che va ad esplorare la natura umana durante uno dei suoi momenti di debolezza e impotenza. La cecità che colpisce l'intera popolazione di questo mondo fittizio di cui non sappiamo praticamente nulla, è lo spunto per parlare della crudeltà, dell'egoismo ma allo stesso tempo anche dell'amore e della solidarietà che l'essere umano è capace di mostrare. Lo stile di Saramago è molto particolare, è secco, asciutto, fatto di lunghi periodi interrotti solo da poche virgole e da un utilizzo poco convenzionale della punteggiatura. Si tratta di uno stile quasi impersonale ma che inaspettatamente riesce a bucare le pagine e ad arrivare dritto al lettore costringendolo a continuare a leggere senza sosta.

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    Mari

    18/09/2018 09:58:26

    Un libro che è un pugno allo stomaco. Saramago è un maestro nella descrizione di questa metafora apocalittica. "Cecità" è un libro che parla direttamente al lettore, che toglie ogni velo, che fa riflettere, che scuote, che ci mette faccia a faccia con la cruda verità. Più che un libro è una sfida. Ma é fortemente necessario per i messaggi di cui è portatore. Un capolavoro.

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    Sasà

    18/09/2018 09:12:37

    Oltre il teatro dell'assurdo, oltre la prosa dell'assurdo. Saramago va al di là di ogni immaginazione possibile, di ogni possibile e pensa l'impensabile. Cecità rimane certamente un'esperienza letteraria finissima, democraticamente per tutti, perchè tutti - in fondo - sono ciechi.

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    Martina

    17/09/2018 19:42:40

    Questa distopia in cui Saramago ci immerge è spunto di riflessione sulla vera natura dell’essere umano. Un’improvvisa epidemia che rende tutti ciechi investe un luogo non precisato, rendendo piano piano gli uomini incapaci di compiere i più banali gesti quotidiani; l’unica a non restare colpita da questa epidemia è una donna, che dunque si ritroverà investita di grandi responsabilità nei confronti del resto degli uomini che appunto non può più vivere com’era abituato a fare. Il romanzo ci fa porre continue domande sulla brutalità che si potrebbe scatenare quando l’uomo si ritrova nel primordiale stato di natura, è molto forte dunque lo consiglio se non siete deboli di cuore, ma comunque è un grande classico moderno che vi lascerà esterrefatti e che consiglio a tutti di leggere.

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    Giorgio Maugeri

    17/09/2018 18:06:43

    Un libro che fa riflettere molto, consigliato a chi vuole affrontare tematiche come lo smarrimento, la solitudine, la follia. Non adatto a chi legge romanzetti d'amore, il testo è forte e anche impegnativo.

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    Crudo

    17/09/2018 17:42:24

    Crudo forte con delle immagini che rimango impresse nella mente

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    Paola

    08/09/2018 22:23:38

    Forte, duro, durissimo, assolutamente da leggere!

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    Luisa

    03/09/2018 21:09:24

    Un romanzo che arriva fino alle radici più profonde dell'animo umano. Dipinto metaforico di una società cieca che "pur vedendo non vede" . Da annoverare tra i classici contemporanei dallo stile semplice e ricco di spunti di riflessione.

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    pina sutera

    07/08/2018 16:17:14

    Un sogno, meglio un incubo. E' il primo termine che viene in mente alla fine della lettura di Cecità di Saramago. Un incubo atroce, di quelli che sembrano durare un'eternità. La cecità, il mal bianco che invade l'umanità e, assieme a quella fisica, fa perdere la vista dell'anima. Le regole saltano e la dura legge del più forte prevale sull'essere umano e sulla sua dignità, fino al punto che anche l'unica (non a caso donna) vedente, si trova a desiderare di essere cieca fra i ciechi: "Voi non sapete, non potete saperlo, cosa significa avere occhi in un mondo di ciechi....non sono regina, sono soltanto colei che è nata per vedere l'orrore..." Ovvero, la metafora che Saramago usa per sottolineare la consapevolezza dell'orrore di quanto accade intorno, di una o di pochi, a fronte della cecità di molti. Ed ecco il secondo termine con il quale sintetizzare il romanzo: metafora. La metafora di una civiltà a cui basta un evento straordinario, per far saltare ogni tipo di regola e piombare nell'inferno assoluto. Un'umanità cieca che vaga, quando non è confinata in un qualsiasi lagher da altri ciechi vedenti, lottando come meglio può per la sopravvivenza, per difendere "la fragilità della vita giorno per giorno come se fosse anche lei cieca..." vita "...abbandonata nelle nostre mani dopo averci reso intelligenti" O, forse, "siamo già morti, dei morti viventi che vagano ciechi...". La fine del romanzo che vede il ritorno della vista fisica, vedrà anche il ritorno della vista metaforica nei suoi personaggi? Samarago, lascia che sia la vita stessa a dare la risposta. Se mai ce ne sarà una.

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    Filippo Giordano

    26/07/2018 15:20:12

    Questa “cecità” descritta da Saramago, della quale improvvisamente soffre tutta la popolazione di una imprecisata città, evidentemente è una parabola che investe l’intera umanità, la quale, intenta a correre per le strade del mondo inseguendo il soddisfacimento di obiettivi individuali, di gruppi, di caste, è divenuta sorda ai richiami delle molteplici sofferenze della terra. Non a caso, ovviamente, qua e là, lungo il percorso della narrazione degli eventi negativi che si sviluppano, emergono riflessioni dei personaggi come questa: “Siamo regrediti all’orda primitiva, disse il vecchio della banda nera, con la differenza che non siamo più qualche migliaio di uomini e donne in una natura immensa e intatta, ma migliaia di milioni in un mondo spolpato ed esaurito”. Trama narrativa incalzante che da subito accoglie il lettore dentro una storia traumatizzante.

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    Marco

    13/07/2018 13:47:26

    Cupo,orrido, si scende nei meandri delle paure dell'animo, ma sempre con quello spiraglio di luce, che ci da una delle protagoniste, a cui ci si aggrappa, noi lettori, cosi come gli altri interpreti del racconto. Sebbene non sia il genere che amo, la scrittura di Saramago è davvero coinvolgente, si legge davvero tutto d'un fiato, uno di quei libri che lascia il segno per un po

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    lawhite

    09/07/2018 21:46:35

    Come sempre in Saramago la punteggiatura latita e si sente, ma questo flusso di parole a piena pagina contribuisce a trascinarci nella discesa verso la natura bestiale dell’essere umano, che la disgregazione della società non riesce più ad arginare a mano a mano che l’epidemia di cecità dilaga. Ma l’umanità resiste come una debole fiammella, come un solo paio d’occhi che ancora possono vedere...

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    Gaia

    09/07/2018 10:01:13

    Non posso fare altro che confermare i commenti entusiastici di chi mi ha preceduto. Una metafora della nostra umanità come è diventata: cieca, egoista, abbruttita, incapace di distinguere i bisogni veri dai desideri, la conseguenza del nostro non aprire gli occhi sarà l'apocalisse, la distruzione di tutte le risorse del pianeta. Svegliamoci finchè ne siamo ancora capaci! Si tratta di un romanzo sociale, collettivo, che parla alle coscienze, forse per questo i personaggi sono poco definiti, non hanno nome ma, ugualmente e paradossalmente, risultano molto ben caratterizzati. Si svolge in due tempi, il primo, quello della quarantena, è atrocemente simile ai resoconti dei sopravvissuti dei lager. Nessun essere umano può ritenersi puro, moralmente superiore agli altri, tutti abbiamo una parte oscura che si manifesta quando crediamo di non essere visti, tutti in certe situazioni potremmo compiere bassezze impensabili, inconfessabili a noi stessi.

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    CRISTIANO RIBICHESU

    05/05/2018 00:58:14

    Devo innanzitutto confessare che questo romanzo è l’unico che io abbia letto, a oggi, scritto dal famoso autore portoghese, premio Nobel 1998. Si tratta di un racconto che colpisce come una pugnalata in pieno petto. Una sciagura inverosimile si abbatte sull’intera popolazione di una città ignota. Ciò che colpisce il lettore è il fatto che tutto ciò che accade sia plausibile. Scorrendo le pagine del libro non ho mai perso la speranza in una redenzione del genere umano. Le vicende narrate non fanno che rilevare la caducità dei princìpi morali e la naturale tendenza all’abiezione dei protagonisti. L’egoismo è il sentimento imperante tra una folla di uomini e donne disperati. Solo rimane la speranza in un lieto fine che ridesti l’amore per il prossimo tra le disgraziate e miserabili genti vittime di una inattesa fatalità. Lo stile di scrittura di Saramago può essere mal interpretato. Come fece Marquez in “L’autunno del patriarca”, non vi è traccia di virgolette che definiscano un dialogo. Il verbo scorre con punteggiatura che parrebbe inappropriata. Spesso i tempi verbali si confondono. Eppure non vi è intoppo alla scorrevolezza del racconto. La confusione che sembrerebbe dover scaturire si nasconde dietro un’incalzante serie di rivelazioni e riflessioni. Spesso l’autore rimanda a detti popolari più o meno conosciuti, altre volte riflette come se dialogasse con il proprio lettore in merito alle debolezze ed al naturale sconforto dei suoi personaggi. Non consiglio a chi è debole di stomaco la lettura di questo romanzo, salvo che non vi si avvicini dopo che sia trascorsa almeno qualche ora dall’ultimo pasto. La fantasia e la conoscenza di occulte e impensabili vergogne che caratterizzano l’umanità intera, da parte di colui che ha saputo concepire questo originale racconto, non possono far altro che spingermi a supporre che l’opera di Saramago sia degna di maggior interesse da parte mia e di ogni sensibile amante della narrativa contemporanea.

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    angelo

    22/03/2018 07:56:39

    Ingredienti: un’umanità intera annegata in una cecità bianco latte, una donna sola in grado di vedere il mondo, la disumanità guadagnata in cambio di un senso perduto, la sopravvivenza ottenuta con gli occhi del cuore e della ragione. Consigliato: a chi è curioso di “vedere” cosa c’è dentro gli uomini, a chi vive nella luce pensando nel buio (e viceversa).

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    Lorenza

    13/03/2018 11:06:17

    Agghiacciante fotografia della società moderna!!! Da leggere assolutamente!! Oserei dire già nelle scuole superiori!!!!

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    Michela

    24/02/2018 09:08:51

    Lo stile letterario merita senz'altro, come pure la capacità descrittiva che entra nei dettagli e coglie anche le piccole sfumature. Il racconto meramente crudo ed apocalittico non incontra però la mia anima da lettrice.

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    MassimoC79

    12/02/2018 16:27:01

    Originale! Apre la mente!

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    Manuele

    23/01/2018 19:22:55

    capolavoro di Saramago, un libro duro e che lascia senza respiro. immancabile

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    Giuliana

    14/12/2017 16:47:58

    Libro che fa riflettere molto sull'emotività delle persone e cosa siamo, o meglio, diventiamo davanti ad una malattia. Brutalità o saggezza?!

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