Traduttore: R. Desti
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 25/02/2013
Pagine: 288 p.
  • EAN: 9788807881572

33° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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    CRISTIANO RIBICHESU

    05/05/2018 00:58:14

    Devo innanzitutto confessare che questo romanzo è l’unico che io abbia letto, a oggi, scritto dal famoso autore portoghese, premio Nobel 1998. Si tratta di un racconto che colpisce come una pugnalata in pieno petto. Una sciagura inverosimile si abbatte sull’intera popolazione di una città ignota. Ciò che colpisce il lettore è il fatto che tutto ciò che accade sia plausibile. Scorrendo le pagine del libro non ho mai perso la speranza in una redenzione del genere umano. Le vicende narrate non fanno che rilevare la caducità dei princìpi morali e la naturale tendenza all’abiezione dei protagonisti. L’egoismo è il sentimento imperante tra una folla di uomini e donne disperati. Solo rimane la speranza in un lieto fine che ridesti l’amore per il prossimo tra le disgraziate e miserabili genti vittime di una inattesa fatalità. Lo stile di scrittura di Saramago può essere mal interpretato. Come fece Marquez in “L’autunno del patriarca”, non vi è traccia di virgolette che definiscano un dialogo. Il verbo scorre con punteggiatura che parrebbe inappropriata. Spesso i tempi verbali si confondono. Eppure non vi è intoppo alla scorrevolezza del racconto. La confusione che sembrerebbe dover scaturire si nasconde dietro un’incalzante serie di rivelazioni e riflessioni. Spesso l’autore rimanda a detti popolari più o meno conosciuti, altre volte riflette come se dialogasse con il proprio lettore in merito alle debolezze ed al naturale sconforto dei suoi personaggi. Non consiglio a chi è debole di stomaco la lettura di questo romanzo, salvo che non vi si avvicini dopo che sia trascorsa almeno qualche ora dall’ultimo pasto. La fantasia e la conoscenza di occulte e impensabili vergogne che caratterizzano l’umanità intera, da parte di colui che ha saputo concepire questo originale racconto, non possono far altro che spingermi a supporre che l’opera di Saramago sia degna di maggior interesse da parte mia e di ogni sensibile amante della narrativa contemporanea.

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    angelo

    22/03/2018 07:56:39

    Ingredienti: un’umanità intera annegata in una cecità bianco latte, una donna sola in grado di vedere il mondo, la disumanità guadagnata in cambio di un senso perduto, la sopravvivenza ottenuta con gli occhi del cuore e della ragione. Consigliato: a chi è curioso di “vedere” cosa c’è dentro gli uomini, a chi vive nella luce pensando nel buio (e viceversa).

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    Lorenza

    13/03/2018 11:06:17

    Agghiacciante fotografia della società moderna!!! Da leggere assolutamente!! Oserei dire già nelle scuole superiori!!!!

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    Michela

    24/02/2018 09:08:51

    Lo stile letterario merita senz'altro, come pure la capacità descrittiva che entra nei dettagli e coglie anche le piccole sfumature. Il racconto meramente crudo ed apocalittico non incontra però la mia anima da lettrice.

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    MassimoC79

    12/02/2018 16:27:01

    Originale! Apre la mente!

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    Manuele

    23/01/2018 19:22:55

    capolavoro di Saramago, un libro duro e che lascia senza respiro. immancabile

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    Giuliana

    14/12/2017 16:47:58

    Libro che fa riflettere molto sull'emotività delle persone e cosa siamo, o meglio, diventiamo davanti ad una malattia. Brutalità o saggezza?!

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    Massimo

    28/11/2017 20:50:30

    Da leggere!

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    Alberta

    09/11/2017 09:11:02

    Avete fatto bene a scegliere questo titolo per la Libreria ideale di un lettore. E' decisamente uno dei grandi capolavori del Novecento letterario internazionale. Non a caso all'autore è stato attribuito un Premio Nobel...

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    Capolavoro!

    06/06/2017 16:00:57

    Un libro che ti fa riflettere su dove l'essere umano è disposto ad arrivare quando non vede più alcuna via di uscita. Grazie anche alla sua scrittura senza punteggiatura, Saramago immerge in una lettura che assomiglia ad un'apnea. Semplicemente meraviglioso e consigliatissimo!

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    silvia

    12/05/2017 18:29:14

    La folla di "Cecità" somiglia a quella di "Epepe" altro grande affresco sull'indifferenza: "non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che pur vedendo, non vedono". Nonostante la gravità dei contenuti si tratta di un'opera dall'andamento leggero, lo stile è lineare, quasi a rispecchiare la semplicità dei meccanismi che si innescano in condizioni di convivenza forzata. Nell'essenzialità della prosa emergono ricercatezze strutturali (slittamento del punto di vista della voce narrante) e lessicali (compendio di termini e frasi idiomatiche incentrate sulla cecità: vicolo cieco, mosca cieca, amore cieco, menare alla cieca). "Cecità" si spinge oltre l'aspetto tragico, leggerlo come l'ennesimo scenario apocalittico sarebbe riduttivo, la grandezza di un romanzo come questo consiste proprio nel suo valore positivo. Attraverso il miracolo della coesione tra persone dalla sensibilità affine, si verifica un'esperienza di condivisione che va oltre qualsiasi disagio. Messaggio tanto più potente se trasposto nella società attuale, in cui i mezzi di comunicazione di massa preferiscono fornire un'impostazione allarmista per separare gli individui e renderli più fragili, mettendoli gli uni contro gli altri, mandria cieca di consumatori compulsivi, di elettori impauriti, sospettosi e dunque manipolabili, quando invece è possibile unirsi per costruire insieme. Solidarietà non vuol dire supplire alle carenze delle amministrazioni preposte inviando sostegno economico, può significare sorridere a un passante sconosciuto, evitare di tagliargli la strada, cercare di semplificargli le cose, rinunciando alla sopraffazione. Il medico e la moglie, la ragazza dagli occhiali scuri, l'anziano bendato, il bambino strabico, sono anonimi protagonisti senza volto, ma ci sono familiari anche se non vengono descritti con troppi particolari, perché possiedono ciò che c'è di più nobile in ognuno di noi.

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    Gianluca

    26/09/2016 15:45:18

    Saramago è in grado di mettere insieme lo scandaglio del cuore umano - analizzando con lucidità, ironia, durezza e compassione, i rapporti umani e animali - e la vivisezione della dimensione sociale e politica. Che, del resto, non sono compartimenti stagni. E lo fa attraverso una distopia nella linea de La fattoria degli animali di Orwell o Il signore delle mosche di Golding. Grazie a una scrittura spedita e brillante, dove non mancano vertici di meditazione filosofica e poesia, come in tutta la grande arte, fa vibrare di indignazione, commuove di tenerezza e pietà. E' un libro importante, che richiede attenzione, non è letteratura di intrattenimento. E, come tutta la grande arte, pretende che il lettore/fruitore prenda una posizione, metta in discussione sé stesso, non si accontenta di un consumo o di una contemplazione passiva. Stupisce che venga criticato per lo stile, la mancanza di punteggiatura o altro. I gusti sono personali e indiscutibili, e va bene, ma non si può scambiare una preferenza individuale con un giudizio di valore sull'opera. Oltretutto Saramago utilizza tecniche narrative non certo inedite, risalenti perlomeno alle grandi esperienze di Virginia Woolf e James Joyce negli anni Venti del Novecento. (Saggio sulla) cecità vi resterà addosso per molto tempo dopo averlo letto. Se siete disposti a non cedere alla paura della fragilità.

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    Ilenia Buioni

    09/01/2016 14:43:09

    La punteggiatura è essenziale, talvolta assente, e i personaggi non hanno nomi propri. I loro dialoghi riassumono pure emozioni, immagini, pensieri. L'unica forma di libertà è proprio quella della coscienza, nel momento in cui un'epidemia di cecità si abbatte sull'intera città, obbligando i suoi abitanti a rinunciare a qualsiasi forma di organizzazione sociale. La stessa società è spazzata via dalla prevaricazione: ciò che prima esisteva era una parvenza di ordine; ciò che poi resta è un'umanità che cade vittima dei propri istinti primordiali. Il degrado psicofisico è il frutto dello stato animale dal quale la natura umana non è mai uscita. A comprendere il reale significato di una tragedia fantastica sarà un personaggio chiave, la moglie del medico. Eppure anche la solidarietà femminile non è che un'eccezione che conferma la regola: "se la vittima non avesse un diritto sul carnefice, allora non ci sarebbe giustizia". Parlando per bocca dei suoi personaggi, Saramago consegna il lettore al pessimismo più cupo. Ma ciò che più inquieta è che a parlare non è un letterato o un filosofo. È semplicemente un uomo, uno come tanti. Ecco perché il senso profondo di Cecità è tutto racchiuso in un noto detto popolare, spesso frainteso o dimenticato. Ed infatti è così difficile comprendere la fragilità umana per le creature che possono vedere, ma proprio per questo non vedranno mai abbastanza.

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    And the Oscar goes to ....

    14/12/2015 17:32:17

    Superata l'iniziale difficoltà ad apprezzare lo stile di scrittura, ci si può immergere nella storia che non è niente male e non annoia mai.

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    Luca

    09/08/2015 14:40:06

    Un libro unico che identifica , descrivendo e colpendo nel segno, la brutalità e l'egoismo umano. Fa pensare e non lascia indifferenti. indimenticabile la sensibilità dell'unico "vedente" in quel circo di cattiveria e cinismo.

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    Manu

    04/07/2015 14:41:36

    Saramago ti trasporta dentro una storia cruda, dura, e lo fa con uno stile eccezionale. Capolavoro.

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    Dario

    17/02/2015 12:34:30

    Un'epidemia di cecità colpisce la popolazione di un paese non meglio precisato. Le vittime del contagio si ritrovano all'improvviso avvolti in una nube bianca. Le autorità cercano di arginare l'epidemia rinchiudendo in quarantena i primi contagiati che si trovano così a vivere un'esperienza dai risvolti psicologici e sociali terribili. Purtroppo questa misura cautelativa non serve ad arginare il male che dilaga inesorabilmente, così come il terrore che dall'interno della quarantena sembra tracimare fino ad invadere il mondo intero. Romanzo sconvolgente ma imperdibile. La penna di Saramago pesa e riesce a scavare solchi profondi nell'immaginazione del lettore catapultandolo in una situazione estrema e terribile. Le pagine sono fitte, la mancanza di punti interrogativi, così come i dialoghi, separati dal resto del testo, con semplici virgole non sono ostacoli insormontabili. Dopo le primissime pagine ci si abitua e la lettura scorre fluida nonostante le atmosfere necessariamente opprimenti.

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    tapparella71

    11/12/2014 13:20:09

    E' il primo libro che leggo di questo autore,una lettura semplice e poco affaticante, o meglio molto particolare, uno stile molto personale che ha il suo massimo segno di distinzione, nello sviluppo della punteggiatura. Detto questo veniamo al racconto di questo testo; una storia che descrive un evento pessimistico, catastrofico, violento, terrorizzante, ma la cosa che più mi ha colpito è quell'attenzione che Saramago da ai particolari, nel descrivere gli stati d'animo dei personaggi, nella spiegazione dei fenomeni introspettivi personali legati alla psiche (intendo dire personali dei soggetti dello scritto).Tutti quei meccanismi che s'innescano appunto all'interno di un gruppo di individui costretti forzatamente a vivere un'esperienza devastante, apocalittica.

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    Paola m.

    26/10/2014 23:49:44

    Bellissimo libro fonte di riflesseione sulla natura umana

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    GP

    06/09/2014 19:26:06

    E' sicuramente un libro duro che fa riflettere. La sintassi non aiuta la lettura, non mi era mai capitato di leggere un libro con discorsi diretti continui separati solo da virgole, anche se bisogna ammettere che ci si abitua facilmente. L'idea del romanzo è molto interessante, ma poteva sicuramente essere sviluppata con più introspezione. Un bel libro, che rileggerei, ma che non regalerei.

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