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Il giocatore - Fëdor Dostoevskij - copertina

Il giocatore

Fëdor Dostoevskij

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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: XI-175 p.
  • EAN: 9788806175603
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Gaia la libraia

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Il romanzo è la storia di un progressivo inaridimento morale, il percorso deplorevole di un giovane uomo che lentamente, ma inesorabilmente, perde interesse verso tutto ciò che lo circonda, in nome di un'unica passione: il gioco d'azzardo.
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    Meningococco

    01/12/2011 16:52:53

    Ho letto le recensioni dei lettori prima di avventurarmi in questo romanzo del grande Dostoevskij: immaginavo uno scorrere di pagine avvincente fino alla fine.... invece quanta attenzione e rimandi prima di girare pagina....sicuramente piacevole ma non mi ha incantato come altre letture anche dello stesso autore

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    Andrea

    06/09/2006 00:02:03

    Leggere un libro di Dostoevskij e' come vedere un brasiliano toccare il pallone, stopparlo facendolo fermare sempre dove vuole lui, iniziare a danzare tra gli avversari fintando un dribbling verso il centro, per poi correre verso la fascia e mettere nel mezzo un pallone perfetto: non e' possibile non restarne affascinati. Fa quello che vuole, Dostoevskij. Come un brasiliano. Da leggere, fosse solo per capire fino a che punto si puo' scrivere. Fino a che punto e' possibile arrivare.

  • User Icon

    _roberto_

    30/06/2006 10:58:33

    bello, bello, bello. scritto come i russi sanno fare. psicologico, scanzonato, provocatorio. da leggere. r

  • Fëdor Dostoevskij Cover

    Figlio di un medico, un aristocratico decaduto stravagante e dispotico, crebbe in un ambiente devoto e autoritario. Nel 1837 gli morì la madre, da tempo malata, e D. venne iscritto alla scuola del genio militare di Pietroburgo, istituto che frequentò controvoglia, essendo i suoi interessi già risolutamente indirizzati verso la letteratura (risalgono a quegli anni le sue prime letture importanti: Schiller, Balzac, Hugo, Hoffmann). Diplomatosi nel 1843, rinunciò alla carriera che il titolo gli apriva e, lottando con l’indigenza e con i disagi di una salute cagionevole, cominciò a scrivere: il suo primo libro, il romanzo Povera gente (1846), che ebbe gli elogi di critici come Belinskij e Nekrasov, rivela già l’attenzione pietosa di D. per... Approfondisci
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