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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806190279
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Recensioni dei clienti

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    maria

    23/05/2016 11.52.06

    Ci dice Pietro Citati che chi non ama Dickens non ama il romanzo. Di Pietro Citati mi fido, ma io amo il romanzo e non amo Dickens. non riesce in nessun modo a piacermi. quando vuole essere divertente è grottesco quando vuole essere sentimentale è sdolcinato. Forse anche datatissimo. Mi dispiace

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    Olga

    30/09/2014 17.00.29

    Sarà che adoro la scrittura di Dickens, sarà che amo alla follia la letteratura inglese....ma ho adorato "Grandi speranze" ed i suoi personaggi Pip, Estella e la fantastica Miss Havisham, da leggere e rileggere!!!!

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    valentina

    24/06/2013 12.58.57

    Geniale nell'ultima parte, troppo surreale per i miei gusti fino a quel punto.

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    gino

    07/05/2013 15.21.49

    non molto da aggiungere alle recensioni piu entusiastiche se non che questo romanzo risulta ancora in qualche modo attuale pur avendo piu di 150 anni.D'altra parte e' proprio da questa caratteristica che si distinguono i capolavori.

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    Mary

    22/04/2013 16.27.35

    Adoro i classici inglesi e questo non è un mistero. Ho letto pian piano questo libro sulla scia dell'ultima versione cinematografica.....che non ho visto. Ma, ma mi sono gustata pian piano questo gioiellino. Mirabili le pagine dell'addio (!?) fra Pip ed Estella e molto evocative le descrizioni contestuali del paesino sul mare....sembra di stare lì! Eh, che dire! Dopo averlo letto ho capito che è un libro da leggere prima di qualsiasi colloquio di lavoro.....leggetelo e capirete perchè! Io purtroppo l'ho capito troppo tardi. Ribadisco comunque che le grandi storie d'amore si possono assaporare solo nei classici! Consigliato anche per il linguaggio e la bella scrittura che (ahimè!) solo nei grandi autori inglesi io trovo aulica.

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    FabioMit

    22/01/2012 19.54.42

    "Temo di aver giudicato meschine ed umili persino le stelle, a cui allora innalzai il mio sguardo, perchè splendevano sugli oggetti rustici fra i quali avevo passato la vita" [...] "Il villaggio era silenzioso e quieto, la nebbia leggera si stava rialzando, solennemente, come per mostrarmi il mondo intero, e in quel luogo io ero stato così piccolo e innocente, e tutto, oltre quei confini, appariva così ignoto e grande, che d'un tratto con un sospiro e un singhiozzo, scoppiai in lacrime". MERAVIGLIOSO.

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    Roberta

    10/01/2012 15.45.11

    "L'amai semplicemente perché non potevo resisterle. Una volta per tutte: spesso, anche se non sempre, mi resi conto, patendone, che l'amavo contro ogni possibile ragione, promessa, pace, speranza, felicità, contro ogni possibile scoraggiamento." Da questo romanzo è stato tratto un bellissimo film che ripercorre le peripezie di Pip, in chiave moderna...si chiama "Paradiso Perduto"!! Buona lettura e buona visione!!!

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    P.G.

    16/03/2010 19.49.32

    "Egli era esattamente lo stesso di quello che era allora, tale lo vedevo con i miei occhi di allora e tale lo vedevo con i miei occhi ora; semplicemente fedele e semplicemente onesto". Così è Joe Gargery, dal principio all'epilogo della storia. Il percorso di Pip, viceversa, è più tortuoso, complesso, sofferto. E lo è soprattutto perché poggia su speranze malriposte, su sogni effimeri. Del resto non capita quasi mai di crescere senza scottarsi, senza ferirsi. Eppure Pip è fortunato: nonostante la perdita dell'innocenza "riconosce" ancora la luce di chi, seppure a fatica, passa in mezzo alla storia provando ad illuminarla. La speranza, allora, è capacità di chiedere e concedere il perdono e solo così il cerchio può chiudersi: Pip si specchia in Joe e Biddy e capisce di "dover" ricevere; poi fa altrettanto con Estella e, questa volta, è chiamato a "dare". Ancora una volta Dickens squarcia il velo delle false sicurezze e dei falsi miti, lasciando sulla scena soltanto quello per cui vale veramente la pena vivere: la "semplicità".

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    mari

    09/01/2010 10.29.31

    Non sarà forse il capolavoro di Dickens, ma il personaggio di Miss Havisham è uno dei più straordinari della storia della letteratura. Imperdibile.

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    biogius

    24/09/2009 13.49.25

    Dopo aver superato l'inziale difficoltà ad entrare in sintonia con lo stile dickensiano, questo classico risulta coinvolgente e molto piacevole da leggere soprattutto per quanto riguarda le descrizioni di alcuni luoghi e personaggi.

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    Domenico

    02/06/2009 11.17.41

    Eccoci di nuovo con il Charles Dickens,che ci narra di un mondo reale dell' ottocento. Il romanzo inizia cosi: mi chiamo Philip pirrip ma tutti mi chiamano Pip,le prime frasi ti asportano in un mondo tutto reale,rivivendo e annusando i profumi dell epoca vittoriana. Una storia intrigante ricca di sentimentalismi,il protagonista delle vicende e il bimbo Pip come al solito orfano,affidato alla tremenda sorella,moglie del magnanimo Joe un fabbro ricco di talento e umanita, doti che verranno messe in evidenza fino alla fine dell'opera. A Pip ne succederanno di belle e brutte dopo l'incontro nella palude con l'evaso che alla fine sarà il suo benefattore,e i tanti personaggi che egli incontrerà dopo quel faditico incontro che gli cambieranno la vita. Iniziando dalla figura della signorina Havisham,ci vuole talento dell'autore a descrivere i suoi momenti di alti e bassi,ad Ellen dove Pip si perde nella favola dell' amore non corrisposto,da tutte queste situazioni umane e sentimentali alla fine esplode come su descritto la realta di Dickens trascinandoti in un mondo tutto suo facendoti respirare rivivere le emozioni,delle sue creature asportandoti in un mondo reale ma tutto suo da condividere.

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    OskarSchell

    05/05/2009 16.24.08

    Un bel mattoncino, una sfida arrivare fino alla fine, comunque una bella storia.

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