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Non superare le dosi consigliate. Copia autografata - Costanza Rizzacasa D'Orsogna - copertina

Non superare le dosi consigliate. Copia autografata

Costanza Rizzacasa D'Orsogna

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Editore: Guanda
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 14 febbraio 2020
Pagine: 272 p., Brossura
  • EAN: 2000000042527
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Gaia la libraia

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Un romanzo crudo e potente tra due lingue e due culture, tra gli anni Settanta e oggi. Un libro vorticoso tra perfezionismo, autolesionismo, menzogna e dipendenze.

«La nascita di una scrittrice che sulla pagina non sbaglia mai misura, se di misura vogliamo parlare.» - Teresa Ciabatti, Corriere della Sera

«Una storia di tremenda potenza.» - Loredana Lipperini

«Un vorticoso e ipnotico viaggio nel dolore, nella follia e nel perfezionismo: imperdibile.» - Alessandra Di Pietro, Elle

«Leggo Costanza Rizzacasa d’Orsogna e mi pare di trovare le parole per tutto quello che mi ha fatto e mi fa davvero male.» - Chiara Gamberale

«Non c’è un problema che un farmaco non curi, mamma lo dice sempre. A casa nostra non si parla, si prendono medicine. Così lei mi dà il Dulcolax ogni sera perché sono una bambina grassa. Due compresse, quattro, otto. E io non so che legame ci sia tra il Dulcolax e una bambina grassa, visto che non dimagrisco...»

C’è un peso che non si può perdere, anche quando l’hai perso tutto. Matilde lo sa: la mamma, bulimica, passa le giornate a vomitare; lei ha cominciato a ingrassare quando aveva sei anni ed è affamata da una vita. A scuola elemosina biscotti, a casa ruba il pane, e intanto sogna che le taglino la mano. Ottanta chili a sedici anni, a diciotto quarantotto; Matilde va in America a studiare, splende, ma la fame e la paura le vengono dietro. Finché, dopo la morte della madre, il tracollo finanziario del padre e una relazione violenta, supera i centotrenta chili. E quando esce, c’è sempre qualcuno che la guarda con disprezzo. Allora Matilde si chiude in casa per tre anni, e sui social si finge normale. Ma che vuol dire normale?
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    Sevilla

    14/12/2020 11:50:59

    Ho combattuto con la bulimia da quando avevo 14 anni. Questo libro dolorosissimo e toccante, meraviglioso, dice tutta la verità. Leggetelo. Leggetelo tutti. Vi cambierà la vita.

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    Isabella P.

    13/11/2020 13:07:21

    Questo libro è letteratura pura. Fa letteratura di un argomento - i disturbi alimentari, le dipendenze, la grassofobia - di cui non solo non si parla mai, ma quelle rare, rarissime volte che se ne parla, è sempre in termini manualistici, medici. Condivido quello che aveva scritto Valeria Parrella, scrittrice che ammiro molto: con questo libro Costanza Rizzacasa ha inventato un nuovo canone letterario. Tutti dovrebbero leggere la storia di Matilde, un personaggio unico nella letteratura italiana, forse mondiale. La scrittura della Rizzacasa è ipnotizzante, cruda, onestissima, durissima e lieve allo stesso tempo. Un libro unico, con uno stile unico.

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    alex

    16/10/2020 07:46:46

    Questo libro parla di Matilde, protagonista della storia ed alter ego dell'autrice. Matilde è una persona affetta da gravi disturbi alimentari che, come sempre accade, non nascono improvvisamente ma sono conseguenza di legami familiari complicati, distruttivi e diseducativi. Molto lodevole l'intenzione dell'autrice di aprire uno spaccato su un mondo, quello dei disturbi alimentari e dell'obesità in particolare, davvero poco protagonista del mondo letterario, quasi che il grasso fosse una bruttura se non addirittura una colpa che i più preferiscono non vedere. Peccato che tutto ciò si scontri con un tipo di scrittura davvero poco comprensibile: continui salti temporali, ripetizioni e riepilogazioni che fanno perdere il filo degli eventi e alla lunga annoiano il lettore. Opera interessante insomma dal punto di vista dei contenuti ma decisamente povera dal punto di vista letterario.

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    paola g

    22/09/2020 16:36:57

    Condivido in parte la recensione qui sotto di Elena, perché l’argomento è sicuramente interessante (sarebbe anche un 3,5 stelle) ma a lungo andare risulta un po’ ripetitivo, probabilmente proprio perché non rispettando l’ordine cronologico degli eventi si è più portati a fare riferimenti a cose già scritte in precedenza. Povera Matilde... la famiglia disfunzionale non L aiuta di sicuro, anche se un po’ ho avuto l’idea che da adulta ci mettesse anche del suo

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    bobbi

    05/07/2020 16:15:30

    Questo romanzo l'ho letto lentamente. Ad ogni pagina o quasi mi fermavo a fissare il soffitto, persa in mille pensieri. Non ho mai sofferto di un disturbo alimentare ma sono figlia di chi ci ne ha avuti, così come di relazioni malate. C'è tanto di me comunque, tanto della mia famiglia, tanto di tante persone che conosco. E' facile immedesimarsi con Matilde perchè da un certo tipo di dolore e di disagio ci siamo passati in tanti. Per questo non comprendo le recensioni, se così possiamo chiamarle, di molti lettori qui. Apro una parentesi, ma mi sono molto innervosita alla 'recensione' di una book blogger: al suo 'fa cagare' fossi in Guanda chiederei il libro e i soldi della spedizione indietro. Non si demolisce il lavoro di nessuno, specie poi con queste parole. Il libro ha sì, molti salti temporali e molte ripetizioni. Perchè parla di dolore, angoscia, ossessione. Tutte cose che non hanno niente di lineare, sono palle sferiche senza capo nè coda, girano in tondo su loro stesse. Non si va da A a Z. Si è sempre lì, avanti e indietro, avanti e indietro, ed in questo il libro riesce benissimo nel trasmettere la sensazione che si prova. Non c'è un filo da seguire, dunque non ci si perde e non penso fosse inteso come un manifesto contro le diete e il body shaming, anche se parlando del disagio che la diet culture, la fatphobia e il body shaming infliggono lo diventa automaticamente - dunque io non ci vedo nessuna occasione perduta. E' un romanzo scritto bene, coraggiosissimo e brutalmente onesto, questo è. E a Matilde non si può che voler bene.

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    adriana

    29/05/2020 23:14:17

    brutto, finito con fatica. ripetizioni a non finire e confusione cronologica che rende la lettura stancante. non ho trovato una trama ma un altalenante ripresentarsi di situazioni che annoiano parecchio non lo condiglio

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    giulia

    22/05/2020 10:13:58

    quando trovi un libro che ti tocca da vicino, sei tentato di non leggerlo, ma sbaglieresti. Il libro è molto bello, ben scritto e tocca tematiche attuali e ti puoi immedesimare, almeno io mi sono riconosciuta in alcuni aspetti della protagonista!

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    Vicky

    21/05/2020 07:52:37

    Di questo libro straordinario (l'ho divorato in due ore) si è già detto moltissimo. Qui vorrei soffermarmi sullo stile. Perché quello che rende questo libro così speciale è anche lo stile. La menzogna tipica del disturbo alimentare che s'insinua nella struttura del romanzo. La discesa negli inferno dei disturbi alimentari illustrata da quelle che sembrano ripetizioni ma sono ogni volta diverse, ogni volta aggiungono qualcosa di più profondo. L'altro giorno un giornalista di SkyTG24 ha parlato dell'esattezza di questo romanzo, della sua precisione, del suo stile asciutto. Che rendono i contenuti ancora più potenti. Un pugno nello stomaco. Tutti dovrebbero leggerlo.

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    Elena

    13/05/2020 19:25:24

    “Quando ingrasso mi sembra sempre di deludere qualcuno, anche la vicina di casa. Come quando da bambina deludevo mamma e papa.” In queste righe c’è l’essenza di questo libro. Perché l’adolescenza è sempre un periodo difficile da attraversare, ma quando hai un famiglia problematica lo è ancora di piu’. Sentirsi brutti e sbagliati, crescere con la paura di non piacere a nessuno, neppure ai propri genitori, mangiare per sentirsi meglio, mangiare troppo, star male, sentirsi in colpa, stare male, e di nuovo mangiare per sentirsi meglio. E poi il biasimo. “Quando sei grassa, tutti si sentono in dovere di darti consigli non richiesti, perfino la cassiera del bar. Ma le peggiori sono le vecchie impiccione. “Perché non vai al San Giovanni?” dice quella del sesto piano ogni volta che m’incrocia. “Una mia amica ha perso dieci chili in pochissimo tempo". E io sento che mi manca l’aria, e non perché sono obesa. Quando sei grassa vorresti fuggire, anche la casa è una trappola. C’è sempre qualcuno che bussa, qualcuno che rompe, come lo facessero apposta. Chiudo le tende o spengo le luci perché quelli dello stabile di fronte non mi vedano mangiare. Poi mi scorgo riflessa sull’anta della cucina, e piango. Ma il panino me lo mangio lo stesso.” Mi è piaciuto molto questo libro, ma non è esente da difetti. Il primo, il fatto di non avere un ordine cronologico, anche vago. Si salta continuamente avanti e indietro nel tempo, e questo rende faticoso seguire la storia. Il secondo – e conseguente al primo – è la ripetitività. Gli stessi concetti, sensazioni, anche avvenimenti, vengono ripetuti, dando la sensazione di un brodo allungato. Con meno salti nel tempo e meno ripetizioni questo libro sarebbe stato un vero gioiellino, ma ne consiglio comunque la lettura.

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    Vittoria

    11/05/2020 20:43:00

    Mi è piaciuto molto.

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    smn.nava@gmail.com

    11/05/2020 14:10:23

    Un libro sincero, su un argomento scomodo come lo sono i disturbi alimentari, con tutto il vortice di follia, perfezionismo e disperazione che a questi disturbi sono strettamente legati. Lo consiglio vivamente.

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    Giulia

    11/05/2020 13:39:11

    Matilde è la narratrice di questa storia che la vede protagonista. Nata in una famiglia molto particolare, Matilde imparerà sin da piccolissima che non c’è un problema che un farmaco non possa curare. Questo le diceva sempre sua madre che ha sempre sofferto di bulimia e che ha molto spesso superato le dosi consigliate di qualsiasi tipo di farmaco. Matilde cresce con l’incubo del peso e con la fissazione per il cibo. Ogni periodo della sua vita sembra essere scandito da un ricordo di una pietanza, di una merenda, di un’abitudine alimentare e subito dopo l’età Matilde è abituata a riportare il suo peso. E così questo libro diviene un racconto incostante, un caotico passaggio da un ricordo del passato a un evento del presente che da una parte sconvolge e disorienta il lettore, ma dall’altra rende molto bene l’idea del caos presente nella vita e nella mente della protagonista. Dalla quasi anoressia alla quasi bulimia, dall’essere una binge eater all’amenorrea per l’eccessiva perdita di peso. Tutta la vita di Matilde è segnata da un’altalenante modificazione del suo corpo.

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    erika

    03/05/2020 14:06:41

    Un libro sincero, doloroso, scomodo, a tratti antipatico ma potente e vero. Un pugno nello stomaco. Di quelli che fanno pensare e ripensare alle relazioni, ai rapporti interpersonali e alle difficoltà della vita. Lo consiglio a chi ha la voglia di ascoltare una storia scomoda.

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    DCM

    10/04/2020 12:16:59

    L'ho trovato noioso e ripetitivo... non mi ha coinvolta

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    Annarita

    25/03/2020 08:10:23

    Un libro straordinario. Ho pianto dalla prima pagina all'ultima. Ho pianto per Matilde e con Matilde, avrei voluto abbracciarla. Un personaggio imperfetto e meraviglioso. Questi sono i libri che vogliamo leggere. Un libro coraggioso, duro, vero e davvero ben scritto, che ti avviluppa, ti attacca alla pagina e non riesci a staccartene fino alla fine. Consigliatissimo.

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  • Costanza Rizzacasa D'Orsogna Cover

    Costanza Rizzacasa d’Orsogna è laureata in scrittura creativa alla Columbia University di New York. Scrive sul Corriere della Sera e sul supplemento culturale la Lettura, e tiene sul settimanale 7 la rubrica anyBody – Ogni corpo vale. Nel 2018 ha pubblicato la favola di successo Storia di Milo, il gatto che non sapeva saltare (Guanda), in corso di traduzione in vari Paesi. Non superare le dosi consigliate (Guanda, 2020) è il suo primo romanzo.(Foto credit: Gigliola Chistè) Approfondisci
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