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Kurt Vonnegut

Traduttore: V. Mantovani
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 198 p. , Brossura
  • EAN: 9788807886874

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    Cristiano Cant

    09/10/2015 08.44.02

    Forse la formula che riesce come nessun'altra a descrivere Vonnegut, i suoi demoni, le sue lucide ironie, la sua prosa è: realismo visionario. C'è sempre nelle sue pagine una piega surreale che sferra alla mascella della vita destri e destri di irrisione, affondi da lucido giullare all'idiozia più cocciuta e al potere demente; ma accanto ad essi c'è ogni volta un coro di tragedia reale che sovrasta con le sue voci il corso delle pagine, l'eco di sangue autentico che grida dai suoi fori, dal sogno infranto di destini bellissimi, incatenando alla lettura più di una scossa se si è legati mani e gambe a una sedia. I due elementi si fondono come in una sola entità, i periodi hanno nelle loro mani come forbici astiose che denunciano la desolazione, ma mai senza coscientemente riservarsi frettolose pause di sorriso, perché le nocche dell'imprevisto, nella loro strampalata democrazia, ogni tanto si ricordano di fare la bussata giusta alle dimore degli uomini. Questo è Vonnegut, almeno nelle mie personali capacità di tradurlo; e questo libro, che è magnifico, rilega - come il Mattatoio, o Galapagos o Ghiaccio nove - tutte le sue corde migliori attorno a un racconto che sposa esattamente queste descrizioni, questi valori. Il bene sente di colpo le sveglie raggelanti della propria verità di dentro, l'impulso ad agire, a rendersi prossimo per il prossimo, rovesciando ogni stantio freno conservatore che è la cifra di una famiglia ricchissima. Eliot si svuota le tasche e accende il proprio percorso umano, terribilmente umano, il suo sguardo diventa abbraccio e dono, ascolto, sfida, grandezza, persino seme di un'anima pazzoide gettato negli occhi all'ottusità più grigia, come un collirio salvifico che rigenera pupille morte e sbarrate. Son tornato a farmi curare da V. dopo gli anni dei suoi capolavori più strillati;questo li pareggia senza difficoltà, senza tremori, nel seno di una felicità che sgorga da sola."Se mai doveste trovarvi a tenere un discorso,iniziate con una battuta".

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