La storia

Elsa Morante

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Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 29 luglio 2005
  • EAN: 9788806177409
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La storia

Elsa Morante

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Gaia la libraia

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A questo romanzo (pensato e scritto in tre anni, dal 1971 al 1974) Elsa Morante consegna la massima esperienza della sua vita "dentro la Storia" quasi a spiegamento totale di tutte le sue precedenti esperienze narrative: da "L'isola di Arturo" a "Menzogna e sortilegio". La Storia, che si svolge a Roma durante e dopo la seconda guerra mondiale, vorrebbe parlare in un linguaggio comune e accessibile a tutti.
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    Anna Maria

    11/09/2019 10:00:41

    Mi piace la prima parte la seconda l'ho trovata noiosa e ripetitiva e 600 pagine dono decisamente troppe per quella storia ho fatto fatica a finirlo!

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    AdrianaT.

    17/08/2019 09:45:57

    Romanzo puro era meglio. Senza l'intento didattico un po' paternalistico degli inserti storici da bignamino per le medie, ne avrebbe guadagnato in snellezza. Si fa leggere benino pur dandomi l'impressione di un film già visto probabilmente anche perché, in effetti, avevo già visto il film. Nonostante la gran fama e risonanza che perdura attorno a questo romanzo da quasi cinquant'anni, non lo annovererò fra gli 'indimenticabili'; troppo naïf e melodrammatico, non particolarmente incisivo né brillante nella scrittura che, a mio parere, non è risultata propriamente all'altezza (nella tecnica narrativa tanto quanto nella grammatica e sintassi) per sostenerne la notevole densità emotiva e contenutistica. Sono sempre dell'avviso che se scegli un determinato linguaggio, (e la letteratura È un linguaggio, come lo è musica, cinematografia, pittura, televisione, ecc...), devi usarlo bene e secondo le regole; oppure puoi anche cambiare le regole, ma devi comunque essere in grado di sostenere degnamente l'idea/la storia che vai a narrare. Insomma non mi torna il suo decantato valore, e mi ha fatto venire nostalgia di Malaparte, ma a 'La Storia' però, a prescindere, devo tutto il mio rispetto per la rievocazione della sempre inaudita violenza di quei fatti, della miseria e soprattutto dei morti.

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    Cafiero

    02/04/2016 17:22:53

    Chi si aspetta una lettura gratificante, una trama accattivante, rimarrà deluso. Ma è un classico della letteratura italiana e per questo va letto, per capire, per non dimenticare. È un libro necessario e molto ambizioso, che riesce a raccontare la miseria e gli orrori della guerra, l'universale e il particolare, ma a mio avviso narrativamente imperfetto, incompiuto.La scrittrice non riesce a integrare in maniera coerente questa materia con gli elementi narrativi, che appaiono qua e là sfilacciati. Un tour de force per la scrittrice, ma anche per il lettore. Non nascondo di avere saltato a pie' pari certe pagine abbastanza pesanti, ad esempio la conversazione fiume su storia e anarchia tra lo studente Davide, stravolto dalle droghe, e i suoi compagni all'osteria. E poi, al di là della pietà per Ida, questa madre derelitta, non ci sono personaggi con cui identificarsi. Il piccolo Useppe è molto tenero e struggente, mentre i giovani, Nino e Davide, beh, gli perdoniamo molto, sono giovani e vivono un contesto per niente facile, ma sono anche francamente indisponenti. Lo stesso Nino, è un personaggio luci e ombre, partecipa alla lotta armata ma, insofferente alla disciplina e alle gerarchie, spreca il suo potenziale. È un libro la cui lettura lascia sgomenti, non c'è speranza, solo tanto dolore. Bello, ma decisamente imperfetto.

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    mile

    19/02/2016 02:01:12

    Non posso che definire un capolavoro della letteratura italiana questo romanzo della Morante e non so come abbia potuto aspettare tanto a leggerlo. Un libro di una forza, di un'intensità e di un'umanità davvero sconfinate sul dolore degli umili, che diventa il dolore e il grido del mondo. Un testo da leggere necessariamente, da far leggere nelle scuole, da proporre e da consigliare! Straordinaria la Morante, che ci ha lasciato questo vero capolavoro consegnandolo per sempre alla Storia.

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    Manuela

    22/10/2015 21:24:01

    L'intensità con cui è scritto il romanzo fà sembrare la sua prosa quasi una poesia.Libro che si imprime nei ricordi. Adatto a chi ama il realismo dei sentimenti ma non il facile sentimentalismo grondante miele.

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    maurizio

    10/03/2015 22:49:36

    Grandissimo romanzo, in tutti i sensi. Per anni ho guardato quel mattone sulla mensola e non ho mai avuto il coraggio di leggerlo perchè quelle 650 pagine mi spaventavano. Niente di tutto ciò: il libro ti prende tantissimo ed è scritto in maniera stupenda. Una storia commovente con un finale che lascia senza parole. Unico piccolissimo neo, il lungo discorso di uno dei protagonisti nel finale, un po' lungo e duro da digerire. Per il resto sottoscrivo anch'io: capolavoro!

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    Clara

    11/01/2015 22:18:03

    Il mio giudizio su La Storia è: immenso!

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    Laura

    27/08/2014 14:04:06

    IL LIBRO! L'ho letto trattenendo il respiro, ho dovuto interrompere alcuni giorni per digerire le atrocità dell'olocausto, ma il libro non parla di questo, vi sono delle tracce! I personaggi sembra siano lì con te con le loro emozioni, sentimenti, e persino ridi con loro! Tutti dovrebbero leggere "La storia"!

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    silviagoi

    13/06/2014 10:41:28

    Si tratta di un libro che concorre a più etichette di genere, narratologiche, stilistiche. E' un libro di denuncia della guerra, ma anche una testimonianza calligrafica sull'Italiano popolare e sull'intreccio tra oralità e scrittura, una ricerca antropologica ed un quesito di metodo storico. Che cosa è la storia? Questo ci chiede ancora nel suo populismo ancora provocante. E' l'insieme delle fregature esistenziali di quei poveri disgraziati soltanto agiti e mai veri attori? La storia è l'insieme malcompreso dai suoi stessi agenti di azioni insensate e prevalentemente coatte, obbligate? E' la violenza stessa dell'essere sbattuti nella vita da fatti che ci sono quantomeno estranei? Nonostante l'anzianità della questione il grumo irrisolto di comunicati bellici, frammenti di giornale e di notizie, brandelli violenti di esistenze estranee e carnalmente vissute, esce ancora dalla pagina in quanto non questione puramente letteraria e meno che mai prova retorica.

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    serena belli

    21/08/2013 10:59:26

    Bellissimo libro, che dovrebbe essere letto a scuola (anche se è, probabilmente, un po' troppo lungo, per questo). Mi ha insegnato tantissimo sulla seconda guerra mondiale e sul periodo post-bellico. Belli i personaggi, coinvolgente la trama. Tenero e violento, duro e commovente. Bella l'idea di descrivere i sentimenti canini e dare la voce agli animali. Si finisce di leggere con un nodo di commozione, che ti accompagna per un po'. Vedo che, pur essendo un libro di molti anni fa, viene ancora letto e commentato. E' proprio vero che certi libri non hanno età. I bei romanzi sono belli sempre.

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    Andrea

    28/05/2013 21:33:22

    Dopo i promessi sposi e i malavoglia arriva la storia

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    marcello ragone

    17/04/2013 20:18:31

    Bellissimo.Ci sono tratti di poesia pura veramente struggente.Personaggi meravigliosamente descritti,l'essere umano raccontato per quello che e'.La storia quella raccontata secondo il mio parere semplicemete e'quella di affrontare la vita in maniera differente da parte di ogni protagonista.Imperdibile.

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    Davide

    18/02/2013 17:53:02

    Ma come si fa a dire: il solito vecchio adagio, ne "la storia" non ci sono personaggi di cui affezionarsi (Useppe chi è?), libro ipocrita !??? Libro povero si spunti (ma se ne da di continuo!) Quelli che danno voti bassi credo siano quelli verso cui "la Storia" punta il dito, credo sia meglio si diano al genere holliwodiano più adatto a loro.

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    Stefano

    13/01/2013 03:18:14

    E' un capolavoro della letteratura italiana.Deve essere letto assolutamente!

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    maria luisa

    18/12/2012 17:10:50

    E' una lettura obbligatoria, un romanzo di grande bellezza, ci sono le radici di tutti noi. Non capisco le poche recensioni negative, le cose descritte sono avvenute realmente, anzi il periodo gli episodi e la vita della gente erano in realta' molto piu' dolorose, mentre la narrazione mitiga con la dolcezza dei personaggi, con la loro indulgenza, la crudelta' del periodo storico. Secondo me è un libro da leggere anche nelle scuole.

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    Antonio Bellini

    15/09/2012 17:57:11

    Bella la prima parte del libro, fino alla liberazione di Roma da parte delle truppe americane, in cui le vicende dei protagonisti sono intrecciate con considerazioni interessanti sul fascismo, sulle leggi razziali, l'occupazione tedesca, ecc. Brutta (noiosa e patetica) la seconda parte, fino allo scontato finale. L'ultimo capitolo comunque è ben scritto.

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    flavioalbanese90

    02/09/2012 19:11:56

    Un bellssimo articolo di Mario Fortunato su uno degli ultimi "Espresso" ci parla dell'accoglienza dei romanzi di Elsa Morante e dell'eco pubblica raggiunta da essi. Dice: "Su 'La Storia' si scatenò un dibattito ideologico al limite del delirio. Il romanzo venne scambiato per un saggio programmatico e come tale analizzato. Pochi i lettori privi di paraocchi ideologici: fra loro, Natalia Ginzburg, Cesare Garboli, Lorenzo Mondo. Tutti gli altri non trovarono di meglio che chiedersi più o meno se la visione della Storia che emergeva dalle pagine del romanzo fosse o non fosse marxista, e in che grado e misura. Personaggi, luoghi, strutture del testo vennero lette SUB SPECIE POLITICAE. Nessuno provò a leggerne la costruzione e disegno in una chiave che superasse le vicende italiane: cercando di comprendere, per esempio, quanto Morante avesse rielaborato in chiave prpria l'etica tolstojana di "Guerra e Pace" o la visione tutta romanzesca della George Eliot di "Middlemarch", o ancora l'oltranza gotica di Ann Radcliff." Ciononstante, l'opera riscosse un successo incredibile. Chissà, forse proprio per l'intrinseca struttura ottocentesca del romanzo con la "R" maiuscola; per l'intenso affresco di una Roma proletaria sventrata dai nazisti, dai fascisti dall'Orrore ("The Horror - diceva Kurz verso la fine di "Cuore di tenebra - the Horror); per i commoventi, crudeli, strazianti ritratti del piccolo Useppe, del fascio-comunista Nino, della meastra elementare Ida Ramundo, per tutti noi, per sempre Iduzza. Straziante, realistico, sublime.

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    Piero Giombi

    16/06/2012 11:24:32

    In sostanza, è il vecchio adagio che la Storia travolge gli umili: "Ogni dieci anni un grand'uomo / Chi ne pagò le spese ?" (B. Brecht) Lo diceva anche Manzoni nei "Promessi Sposi" e chissà quanti altri prima di lui. Del resto Virgilio ha copiato Omero, Cicerone Panezio, Leopardi si è ispirato a Petrarca (che diceva di trovare noioso). Come diceva il monaco assassino de "Il nome della Rosa", non c'è niente di nuovo ed è tutta un'immensa ricapitolazione. Solo che l'autrice la fa un po' troppo lunga. E' prolissa.

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    Valentina

    05/06/2012 16:31:58

    Uno dei libri più potenti che io abbia mai letto. A mio avviso l'impianto del romanzo si compone di un insieme (più grande) rappresentato dalLA Storia della seconda guerra mondiale e dei primissimi anni del secondo dopoguerra, all'interno del quale trova posto un sottoinsieme molto piccolo, ma in fondo universale, rappresentato da UNA storia, quella della "scombinata" e tenera famiglia Ramundo (Ida, Ninnarieddu e Useppe). L'autrice è riuscita, come credo nessun altro, a mettere sullo stesso piano la storia collettiva e una storia particolare, senza far torto a nessuno e risultando convincente e commovente in entrambi i casi. Ad esempio le pagine in cui si narra degli ebrei del ghetto di Roma rinchiusi nel treno merci fermo alla stazione, hanno la capacità di far scorrere davanti agli occhi del lettore la scena narrata con una nitidezza che non si trova neanche in un film. Non di meno, pur essendo conscia delle tragedie umane, l'autrice dà largo spazio nel romanzo anche agli animali, risultando sempre credibile, il che ci ricorda quanto, in realtà, il destino di uomini e bestie (figli della stessa terra e che vivono sotto lo stesso cielo) sia intimamente connesso, anche se troppo spesso ce ne dimentichiamo. L'unico neo che ho trovato e che giustifica la mia scelta di non dare il voto più alto sta nella, a mio avviso, eccessiva prolissità di alcune parti, mi riferisco in particolare ai discorsi e alle vicende di Davide Segre, anche se me ne vergogno un po' perchè i drammi del giovane appartengono a quel genere di cose che si fa finta di non vedere e che proprio per questo rischiano di accadere di nuovo.

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    Francesca

    25/05/2012 15:54:34

    Libro necessario, lettura obbligatoria. Aldilà della critica personale, che nel mio caso assegna un voto massimo per la poesia e la tenerezza della prosa, il tema centrale della narrazione è il dolore del mondo. Fa parte di ognuno di noi.

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  • Elsa Morante Cover

    Elsa Morante è stata una scrittrice, saggista, poetessa e traduttrice. Figlia di una maestra, Elsa Morante non frequentò la scuola elementare e imparò da sola a leggere e scrivere. Iniziò giovanissima a scrivere filastrocche, favole per bambini, poesie e racconti brevi, e a pubblicare su svariati giornaletti per ragazzi. Nel 1942 i suoi scritti per ragazzi vennero raccolti in un volume da lei stessa illustrato e pubblicati da Einaudi con il titolo Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina (poi riscritto nel 1959 con il titolo Le straordinarie avventure di Caterina). Tra il 1935 e il 1940 scrive eleganti cronache di costume per riviste culturali. Da quell’esercizio giornalistico nacque il primo volume di racconti, Il gioco segreto, che uscì... Approfondisci
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