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Lorenzo Marone

Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2015
Pagine: 268 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830440180

Recensioni dei clienti

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    Giamba

    01/12/2016 17.11.23

    Assolutamente originale. Semplice, commovente, ironico, brillante.

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    adri

    01/09/2016 22.12.34

    mi è piaciuto. all'inizio sembra un divertissement, ma poi mi ha coinvolto e alla fine anche molto commosso. consigliato

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    isabella

    23/08/2016 21.09.29

    Ho acquistato il libro con molte aspettative subito dopo aver letto "La tristezza ha il sonno leggero" dello stesso autore. Ma sono rimasta molto delusa: il personaggio di Cesare non mi è risultato simpatico, ma nemmeno antipatico...solo irritante. Alcuni episodi sfociano nel grottesco come il tentativo di scrivere la lettera anonima che sembra voler miseramente fare il verso ai grandi Totò e Peppino. Temi come l'omossessualità, la violenza sulle donne e la prostituzione sono trattati "tutti insieme appassionatamente" in maniera scialba e superficiale. Per fortuna il secondo libro dell'autore è tutto un'altra cosa!

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    Alfredo Carosella

    20/06/2016 12.40.39

    "La tentazione di essere felici" - bello sin dal titolo - è il romanzo di esordio di Lorenzo Marone, edito nientemeno che da Longanesi (che per un esordiente è un particolare non da poco) nel 2015. Al momento in cui scrivo è già alla nona edizione, è stato pubblicato in nove paesi stranieri, nonché scelto da Gianni Amelio per la sceneggiatura del suo nuovo film. Giacché capita troppo spesso di registrare ampi consensi popolari per libri non di grandissima qualità, ho iniziato a leggerlo con una lieve diffidenza. Già dalle prime pagine, però, mi è accaduto un fatto incredibile: ogni volta che mi apprestavo a leggerlo, "incontravo" il libro come se fosse un amico. Poi ho preso confidenza col suo protagonista, l'anziano Cesare Annunziata che si autodefinisce un egoista che ha "dimenticato le buone maniere, i sorrisi di circostanza e le argomentazioni futili" ma che in realtà sente forte la tentazione di essere felice. Da quel momento ho iniziato addirittura a salutarlo prima di leggerlo: "Buongiorno Cesare, oggi cosa mi racconti?". Mi ha fatto piangere e ridere. Mi ha parlato della violenza di genere, dell'omosessualità, delle dinamiche familiari, del male che genera il chiudersi in se stessi, delle meraviglie per le quali vale la pena vivere, della felicità che dobbiamo cercare prima in noi stessi, delle diverse modalità che si possono avere nel diventare vecchi. A metà della storia Cesare si trova a pensare: "Chissà se un domani anch'io tornerò in superficie grazie a un movimento, un'espressione, un sorriso di mia figlia. E chissà di chi saranno gli occhi che se ne accorgeranno". Una cosa è certa, Cesare: io non ti scorderò mai!

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    bella sorpresa

    23/05/2016 12.54.06

    Questo libro mi è piaciuto, mi ha preso, mi ha fatto sorridere e chiudere lo stomaco. Il protagonista mi è sembrato veritiero. Forse si potrebbe dire che certi suoi pensieri sembrino troppo un distillato di saggezza, troppo perfetti per essere estemporanei. Si capisce che questo scrittore desidera dirci fortemente il suo pensiero, il senso della vita per lui, tuttavia non mi è affatto dispiaciuto. E' anche un'opera prima, senz'altro si perfezionerà, glielo auguro almeno. Io lo ricorderò con piacere e lo consiglierei.

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    micky

    10/05/2016 16.55.11

    bello davvero... finale amaro, ma un gran bel romanzo

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    Roberto

    02/05/2016 09.11.57

    Mi è piaciuto molto: la storia, la scorrevolezza, la capacità dell'autore di appassionare il lettore. I personaggi prendono forma pagina dopo pagina, la città di Napoli sullo sfondo con i suoi rumori, i suoi profumi, le sue luci e l'immagine del Vesuvio sempre presente. Consiglio vivamente la lettura.

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    francesco v

    16/04/2016 20.32.58

    Meriterebbe 3,5. Scorrevole, leggero , anche simpatico. E con qualche pillola di saggezza. Ma il personaggio dell'anziano un po' cinico e sociopatico è un deja vu che ha trovato, per sfortuna di Marone, penne di ben altro livello. Comunque mi ha rilassato

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    niky

    13/02/2016 12.13.19

    buon libro,tratta temi difficili con serieta' e profondita',facendo riflettere,a volte sorridere e altre commuovere. pur essendo giovane,mi sono immedesimata nel pensiero di Cesare,in quanto la solitudine se voluta puo' essere piacevole,a quanta forza puoi scoprire di avere se non c'e' pietismo che ti sfiora ,quante emozioni sopite puoi far riaffiorare con un sola parola o con un solo gesto...

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    Erica

    01/02/2016 12.48.24

    Un libro che si legge bene, delicato, nonostante i temi trattati, quali terza età e violenza domestica. Fa riflettere, indubbiamente, su di noi, sulle persone che ci vivono accanto e che magari vediamo senza guardarle veramente. Consigliato.

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    And the Oscar goes to ....

    29/01/2016 14.48.39

    Scorrevole

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    Damy77

    29/01/2016 11.35.12

    Mi ha ricordato molto "un calcio in bocca fa miracoli" per la corrispondenza tra i protagonisti due anziani che non hanno più nulla da perdere, se non qualcosa da riguadagnare rispetto alle loro vite trascorse. Non mancano le risate, il sarcasmo e un po' di tristezza sul finale, nel complesso un libro molto godibile.

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    zia dalia

    19/01/2016 18.01.55

    Una piacevole sorpresa: romanzo gradevole, scorrevole, moderatamente avvincente. Curato il sistema dei personaggi.

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    domenico

    11/01/2016 20.25.46

    Bello,gran bel libro con il poco del mio tempo a disposizione per leggere,posso dire di averlo letto nel giro di dieci giorni,scrittura facile e lineare. Il signor Cesare Annunziata non sembra proprio un personaggio inventato,ma da come lo presenta l'autore sembra di vivere accanto a lui,e la persona che s'incontra tutti i giorni,nel romanzo si respira aria di vita reale. Come dice il signor Cesare,amo le persone che lottano per cercare la felicità in ogni giorno che passa.

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    teresa

    03/01/2016 08.40.44

    Mi sono "affezionata" a Cesare, protagonista di questo romanzo, vecchio settantenne cinico e rompiscatole. Con lui e grazie a lui vengono toccate diverse tematiche: i rapporti tra genitori e figli, l'amicizia, l'omosessualità, il sesso tra anziani, la violenza domestica. Un libro leggero e delicato, mi è piaciuto.

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    Stefania Biscione

    31/12/2015 12.34.18

    Lungi dal lamentarsi per gli acciacchi dell'età o per la solitudine della vedovanza,Cesare Annunziata vive la sua vita senza chiedere niente a nessuno e gode della sua vecchiaia che gli consente di non celare quel cinismo e quella freddezza che sono sempre stati tratti del suo carattere, come lui stesso non nega né giustifica. Non è simpatico né generoso e, tuttavia, conquista il lettore con la sua perspicacia, il suo sarcasmo, la mancanza di ipocrisia, alle quali si accompagna un profondo senso di umanità e di rispetto per le scelte altrui. E così nel corso del romanzo, ci si rende conto che Cesare Annunziata comprende il senso delle vite dei propri figli e riesce, persino, ad essere presente per loro ben più di quanto essi credano e si aspettino da lui; riesce a creare un'intesa tenera e leggera con l'infermiera Rossana, cui si rivolge apparentemente solo per qualche momento di piacere carnale; non può non offrire il proprio aiuto alla giovane Emma, appena arrivata nel condomino napoletano, con un marito poco raccomandabile. Cesare confessa i propri errori, del presente e del passato, e non aspira a riscattarsi ma ci insegna che, pur senza negare se stessi, non è mai tardi per modificare le priorità della propria vita e darle finalmente un senso. I personaggi, a mio parere ben tratteggiati, con delicatezza e coerenza, sono tutti profondamente realistici. Egualmente ben tratteggiati gli ambienti, la Napoli di oggi, città natale dell'autore, e persino il condominio, i cui abitanti si conoscono da molti anni e hanno creato relazioni vere e profonde, per quanto apparentemente sbrigative e prive di fronzoli. Non può non sorprendere la differenza di età fra l'autore ed il protagonista del romanzo, così ben delineato e presentato come io narrante. Il successo letterario, a mio parere, è ben meritato. Dell'autore ho letto anche "Daria", romanzo meno maturo ma altrettanto piacevole e coinvolgente, e sicuramente voglio conoscere i prossimi personaggi.

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    Flavia

    19/11/2015 10.35.13

    Cesare è un personaggio fantastico, arrivato alla terza età ha maturato un forte senso critico soprattutto verso se stesso. Tuttavia lucido dei suoi errori del passato e della sua vita forse vissuta in maniera troppo superficiale, è pronto a recuperare. Non è mai troppo tardi per essere felici. E questo dovrebbe valere a qualsiasi età.

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    elisabetta

    28/10/2015 17.10.28

    buona lettura. ben scritto a tratti persino commovente. bel personaggio in cerca di riscatto. consigliato.

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    Larlib

    30/09/2015 18.38.41

    Lorenzo Marone ha delineato un personaggio fantastico... Cesare Annunziata è davvero un vecchio egoista come ama definirsi? E' davvero così menefreghista come vuole mostrare di essere?... Perchè a me, non m'ha convinta! Perchè più leggi e più vorresti conoscerlo sul serio, questo vecchiaccio. E lo ami sempre di più. Lo scrittore è riuscito a tirarlo fuori dalle pagine e mettercelo davanti agli occhi, in tutta la sua realtà più greve, più autentica, più nascosta, più umana... Ha preso un pezzo di una vita e te l'ha messa in mano...la senti proprio fisicamente, con tutti i sensi... non è più solo leggere...

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    lina

    16/09/2015 23.34.19

    Ennesimo libro che si inserisce nel filone dei romanzi sugli ottuagenari scorbutici, ultimamente tanto di moda. Fragile e pieno di cliché abusati.

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