Il vecchio che leggeva romanzi d'amore

Luis Sepúlveda

Traduttore: I. Carmignani
Editore: Guanda
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 156 p., Rilegato
  • EAN: 9788823507616
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 4,32

€ 4,32

€ 8,00

4 punti Premium

€ 6,80

€ 8,00

Risparmi € 1,20 (15%)

Venduto e spedito da IBS

Nuovo - attualmente non disponibile

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Alessandro

    18/03/2015 07:41:23

    Il rapporto fra uomo e natura descritto in modo magico da Sepúlveda nella figura del vecchio.

  • User Icon

    Borromini

    06/10/2014 22:36:50

    Lettura piacevole, di quelle che mi piace definire "da ombrellone".

  • User Icon

    alessandra

    16/02/2014 14:56:36

    Magnifico libro, da leggere per entrare in un'altra dimensione. Sepulveda scrittore da leggere in tutte le sue sfumature.

  • User Icon

    claudio

    29/01/2014 09:16:57

    Ho scoperto Sepulveda da poco tempo. Lo credevo un autore per ragazzi, ma mi devo sempre più ricredere. Questo libretto, letto in una sera, ti immerge in un mondo lontano ed arcano. Una favola dolce e amara, la favola di un uomo in lotta con un animale, costretto dal destino ad ucciderlo anche se ne comprende le ragioni. Ragioni dettate dalla cattiveria degli uomini.

  • User Icon

    Rosapia Autuoro

    04/07/2005 11:51:44

    Un ligro affascinante da leggere 1000 volte perchè ogni volta ci si accorge di un particolare che la volta precedente non c'era. semplice e articolato nella scrittura, Sepùlveda è un genio!!!!! Lo consiglio solo ad un pubblico che sappia ancora sognare ed emozionarsi per le cose semplici.

  • User Icon

    Eugenio D'Uffizi

    22/12/2004 18:45:26

    Questo libro di Sepúlveda mi è molto piaciuto, sia per il registro linguistico adottato, che rende il lettore partecipe della vicenda, sia per la velocità della narrazione, che non annoia il lettore con eccessivi particolari o lunghissime descrizioni. La forza di questo libro, tuttavia, è sicuramente il messaggio che l'autore vuole trasmettere, che è racchiuso tutto nell'ultima, toccante frase. Secondo me è un libro da consigliare a chi spesso perde il senso dell'umanità, ma anche a chi ama particolarmente gli animali, la foresta e in particolare la natura.

  • User Icon

    lorenzon

    17/07/2004 12:29:25

    Il piu' bello e tenero romanzo scritto da sepulveda.

  • User Icon

    naty

    20/06/2004 11:58:56

    il libro è scritto bene e la trama è abb. interessante, ma ho fatto fatica a finire di leggerlo

  • User Icon

    Gianni Cotuvemori

    06/06/2002 19:37:18

    Al Contrario di altri che hanno già recensito questo libro, penso che sia da leggere tutto d'un fiato,in uno , al massimo due giorni: si, come già è stato detto, un testo che denuncia la presenza dell'uomo bianco nella foresta amazzonica, scritto in un linguaggio semplice ed essenziale. Ricorda Heminguay de "Il vecchio e il mare",a mio parere, non solo nella lotta contro l'animale( in questo caso il tigrillo), che nel libro di Sepulveda è di natura molto diversa( intendo lo scontro, non l'animale) : infatti la coatta uccisione del felino da parte del vecchio, che ha profondo rispetto del fiero animale, sta ancor una volta a sottolinere l'opera dell'uomo bianco che ha stravolto ogni cosa nella foresta , persino il comportamento degli animali. Sepulveda ricorda Hemingway nel saper trascinare il lettore con un linguaggio scarno ma mirato nel luogo in cui si svolge la vicenda: con questo romanzo ( se viene letto tutto d'un fiato) lo scrittore ti riesce a portare nel bel mezzo della foresta , ti fa palpitare alla ricerca del tigrillo , ti riesce a far sentire l'odore pregnante dei sigari cha fuma il vecchio Antonio Josè, riesce a farti percepire i suoni della foresta . Questo sicuramene il pregio maggiore del testo.

  • User Icon

    Alessandro M.

    27/08/2001 16:02:59

    è una storia affascinante, risolutiva per chi abbia il desiderio e l'esigenza di allontanarsi dall'imperante individualismo del mondo occidentale. Tra gli Shuar dell'Amazzonia non c'è traccia di rivalità, opportunismo, desiderio di sopraffazione. L'Amore degli Shuar? "...amore puro, senza altro fine che l'amore stesso. Senza possesso e senza gelosia". Gli Shuar tollerano persino la presenza dell'uomo bianco prepotente, violento, arrogante. Per gli Shuar esistono le regole e il rispetto, anche del più acerrimo nemico. E il vecchio Antonio è "sedotto da quei luoghi senza confini nè padroni". è sedotto dai luoghi e dai suoi libri che lo portano ogni volta in un viaggio appassionante e misterioso. E "che a volte gli facevano dimenticare la barbarie umana". è una piacevole lettura e di sicuro valore antropologico.

  • User Icon

    Valentina

    11/05/2001 22:49:00

    Il libro è stato molto avvinciente e ricco di particolari. Lo consiglierei ad altri perchè racoonta la verità su quello che sta succedendo nella foresta Amazzonica. Va letto con calma e non di fretta perchè o sennò si rischia di arrivare in fondo e non aver capito il vero significa che Sepùlveda ha voluto dire. Per i significati dei suoi libri Sepùlveda va ammirato perchè racconta verità in modo semplice.

  • User Icon

    caterina

    14/04/2001 16:37:21

    Ricorda un po' lo stile di G.Garcia Marquez. E' comunque struggente e leggerlo fa un po' "dimenticare la barbarie del mondo"

  • User Icon

    Luca Bordoni

    22/03/2001 19:22:11

    Ho letto questo libro tutto d'un fiato (in circa due giorni) e forse la troppa fretta di finirlo non mi ha fatto capire bene il senso del racconto, forse lo consiglierei più animatamente ai lettori. Il messaggio penso che sia quello di condannare la troppa superiorità degli uomini nei confronti della natura e credo che lo scrittore Sepùlveda abbia anche perfettamente ragione. Molti paragonano questo libro a "Il vecchio e il mare" di Hemingway, solamente che in questo caso l'uomo non vince la battaglia morale con la natura, ma solo lo scontro fisico con la belva. Ad ogni modo consiglio di leggere questo libro per poter sapere altri pareri (dei miei compagni per esempio).

  • User Icon

    Luigi

    07/03/2001 14:39:13

    Un bellissimo libro che per certi versi ricorda il grande Hemingway del "Vecchio e il mare". E' inoltre molto forte il contrasto tra i due modi di vivere e di concepire la natura rappresentata dalla foresta amazzonica. Da un lato gli indios che la rispettano e la considerano come una madre, dall'altra l'uomo bianco che la vede solo come qualcosa da sfruttare. Tra questi due universi vi e' il protagonista, l'anello di congiunzione e la sintesi delle migliori qualita' umane.

  • User Icon

    Dario Guglielmi

    09/02/2001 09:56:27

    Il libro mi ha inizializzato al mondo della lettura e mi ha fatto conoscere uno scrittore, Luis Sepùlveda, che riesce ad esprimere tutto il suo modo di essere e di pensare con manoscritti di semplice interpretazione. Il libro in oggetto lo reputo sensibilmente appassionante, semplice da interpretare ed avvincente nel finale avventuroso quando il vecchio saggio trionfa laddove l'arroganza del potere aveva fallito.

  • User Icon

    Alice

    10/05/2000 21:15:44

    Il libro presenta un flash-bach troppo lungo che fa annoiare un lettore. Secondo me solo nei primi capitoli il libro può sembrare avvincente, poi si parla sempre di morte...Infine nell'ultimo capitolo dove si narra la lotta tra Bolivar e il tigrillo secondo me fa invogliare il lettore a leggere. Il libro nel complesso non mi ha affascinata per questo non lo consiglierei ad altre persone,è risultato troppo noioso.

  • User Icon

    Lauricella Giuseppe

    06/05/2000 15:22:16

    Questo romanzo è una denuncia dello scempio compiuto dall’uomo bianco in Amazzonia, con gli indios costretti a ritirarsi in zone sempre più nascoste della foresta, cosi come gli animali oggetto della caccia. Antonio Jose Bolivar Proano, il protagonista, è un vecchio colono che, dopo la morte della moglie e dopo essere stato salvato dagli shuar, gli indigeni appunto, scelse di vivere in armonia con la natura insieme agli shuar stessi, ricavando da questa esperienza tutta quella sottile sapienza, quel rispetto per la natura, quella conoscenza dei suoi segreti, che nessun uomo bianco potrà mai possedere. Questa esperienza fà di lui l’unico uomo bianco, in grado di combattere il tigrillo, la terribile bestia impazzita per il dolore a causa dello sterminio dei suoi piccoli ad opera dei gringos. A questa lotta sono dedicate pagine di grandissima intensità narrativa, dalle quali emerge l’intelligenza della bestia, ma anche tutto il suo dolore che si trasforma in un atto d’accusa verso i coloni. Il protagonista in fondo non vuole la morte della bestia e tutto ciò che desidera è tornare nella sua capanna a leggere i suoi romanzi d’amore.

  • User Icon

    Cristiano Barollo

    29/03/2000 15:24:06

    Efficace nella saggistica e nella narrativa, questo romanzo attrae il lettore e lo trasla nell' affascinante mondo delle foreste tropicali. La metafora che distingue questo libro non è permeata di luoghi comuni ed è comunque efficace. Affascinante.

Vedi tutte le 18 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione