Editore: Chiarelettere
Collana: Narrazioni
Anno edizione: 2018
Pagine: 176 p., Brossura
  • EAN: 9788861909656
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Descrizione
“Mentre gli androni s’illuminavano e il neon iniziava a bruciare, nuvole impenetrabili attraversavano il cielo sopra la città. Una figura entrò in un vicolo. Un’altra ne uscì, identica alla prima. La strada era cieca.”

"Funetta dà forma a una narrazione limpidamente minacciosa dove tutto procede verso una babele originaria: quel punto di non ritorno che a volte è l’oggetto più autentico del desiderio letterario." - Giorgio Vasta

Lena Morse è impiegata in una ditta di pulizie. Giorno e notte percorre la grande città in cui il trasporto pubblico ha smesso di funzionare da anni, i defunti vengono seppelliti su internet, la segregazione sociale ha raggiunto conseguenze estreme. Cresciuta senza l’affetto di una famiglia, Lena diventa donna in un microcosmo di alienati, ultimi reduci del lavoro manuale, bambini fantasma, individui sadici e apparizioni che popolano le sue giornate al limite della sopravvivenza. Uno strano amore, l’inquietudine dell’esistenza, la speranza di un futuro spingono Lena a cercare risposte non più su chi è stata ma su chi diventerà, mentre il mistero di un richiamo bestiale, e da sempre innominato, sembra perseguitarla, forse per ucciderla, forse per rivelarle chi è. Ambientato nei bassifondi di una metropoli straniante e vivida, “Il grido” conferma il talento di un narratore che ha la capacità di inventare storie prestando la voce ai nostri incubi e alle nostre paure. Con una scrittura ammaliante e attraverso personaggi sorprendenti, Funetta è abile a intrattenerci e a rivelarci quello che siamo proiettandoci in un futuro che ha già molto del nostro presente.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Jessica

    20/09/2018 13:41:45

    Il grido mi ha sorpreso e mi è piaciuto molto. Ci proietta in un futuro imprecisato che è straniante e allucinante, in cui non è mai chiaro il confine tra ciò che succede veramente e ciò che invece succede solo nella testa della protagonista. Un romanzo splendido e disturbante.

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    Alberta

    09/04/2018 09:31:23

    Sono sempre alla ricerca di qualche autore "nuovo" che mi regali - raccontando la contemporaneità - qualcosa di originale. E che lo faccia in modo naturale, non costruito. Ecco, però non è il caso di questo libro che, pur mantenendo le promesse narrative, non supera il limite della costruzione, non va oltre il "manierismo". Perché gli autori italiani non si lasciano andare? Perché hanno paura della critica? o dei loro colleghi della precedente generazione? Le premesse ci sono: più coraggio!

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    deluso

    06/04/2018 13:06:16

    Deluso dal precedente "Dalle rovine", molto pubblicizzato ma che non ho gradito, ho voluto provare con questo libro. Non mi è piaciuto neppure questo.

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Si potrebbe definire Il grido un romanzo distopico con sfumature da romanzo dell’orrore. La storia è ambientata in una metropoli degradata, in un futuro imprecisato in cui gli uomini vivono nella solitudine e nella miseria. Alla realtà narrata si sovrappone la realtà distorta della protagonista, Lena, che vive visioni inquietanti e angoscianti, e a tratti spaventose, da incubo. Lena cresce in un orfanotrofio femminile, in cui percepisce la presenza di un essere che si nasconde. La notte lascia spesso il suo letto per raggiungere un gruppetto di ragazzi in un giardino dall’atmosfera incantata; con loro si lascia andare agli effetti visionari di una sostanza. Da adulta, lavora di notte per una ditta di pulizie e frequenta un bar squallido, ritrovo di personaggi taciturni. Uno di questi è lo slavo Stepan, con cui Lena ha una storia che entrambi tengono segreta.

La narrazione ha un ritmo incalzante, e le continue visioni insieme all’atmosfera straniante della metropoli costruiscono un universo in cui ci si immerge completamente dall’inizio alla fine. Non leggevo un romanzo così catching da tempo!

Recensione di Vanessa Verzeletti