Traduttore: E. Nesi, A. Villoresi, G. Giua
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Pagine: 1281 p., Brossura
  • EAN: 9788806178727
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    Alessio

    17/08/2017 11:26:30

    Com’è entrare nella mente di un essere umano? Percepirne i dissidi, le paure, angosce, squarci di felicità e risate, le domande per le quali si cercano risposte una vita intera. Vita, morte e rinascita. Entrare nella folle, creativa, ricca, stratificata e chi più ne ha più ne metta mente di David Foster Wallace è stata si, un’esperienza ardua (come normale che sia) ma una volta appresi i meccanismi e gli ingranaggi, le modalità di pensiero e di riflessione dell’autore giungiamo a vivere un’esperienza letteraria, ma che dico, un’esperienza di vita (più di una) che vi intossicherà, circonderà e difficilmente vi abbandonerà. C’è tanta solitudine negli sfondi e nelle atmosfere dipinte dall’autore (quella neve indimenticabile che picchia sulle finestre dell’ETA), voci che non riescono ad esprimersi e desideri di nuovi inizi o di prematura fine. Non voglio dire nulla sulla trama che riflette lo scopo del libro e che realizzerete una volta giunti alla sua fine. Preparatevi a un flusso di coscienza che incastra trame e che non regala inizi e finali ma pulsa di vita ad ogni nuovo capitolo, componendo una sinfonia di sensazioni da voler rivivere subito dopo ultimata l’infinita lettura. Mi piace il termine flusso accostato al romanzo perché è quello che riesce a descrivere al meglio il suo modo di lavorare, un flusso circolare che riesce a collegarsi dall’ultima alla prima pagina. A due giorni dalla sua fine ho ancora quella sensazione di dover continuare il romanzo come se ancora non fosse finito. Il desiderio di ritornare alla routine di lettura quotidiana quando in realtà il mio comodino e privo delle 1281 pagine. Mi fa male lo stomaco e ne sento il vuoto con la speranza però un giorno di ritornare in quell’America, quei personaggi e quelle vite create da un genio della letteratura.

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    Francesca

    02/03/2017 08:45:38

    capolavoro!

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    Madame Psychosis

    23/12/2016 17:14:58

    Un libro eccezionale, frammentato, incredibilmente ironico e pieno di dolore e realismo in cui Wallace si prende gioco della società globale votata all'intrattenimento attraverso personaggi immaginari filtrati attraverso se stesso, la sua esperienza, il suo mettersi in gioco, Wallace che lo stesso DeLillo nel discorso di commemorazione definisce come un individuo che voleva reggere l'urto della vasta, farneticante, ingovernabile onda della cultura contemporanea . Assieme a Underword di DeLillo Infinte Jest è il miglior romanzo che sia stato scritto negli ultimi 20 anni.

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    smorais

    22/12/2016 10:04:04

    questo libro mi ha frustrata. Terribilmente. A tratti mi ha fatta sentire insensibile ed inumana. Altre volte, invece, mi ha divertita e catturata. Non so esprimere un giudizio netto, posso dire che sicuramente mi ha preso l'anima per circa 2 mesi.

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    Hodor

    29/11/2016 18:57:14

    Mi piacerebbe davvero sapere cosa ci hanno capito di Infinite Jest tutti questi estimatori da 5 stelle. Lo spettro di Jim intercede presso Hal per salvarlo dalla sua inevitabile regressione? Orin distribuisce la cartuccia del film letale per vendetta? Wallace possiede infiniti timbri espressivi e lampi di genio poi improvvisamente tira veri e propri pugni nello stomaco del lettore. Nel leggerlo ho provato ansia, malinconia, tristezza ma mi ha anche divertito. Bisogna accettare il fatto di seguire Wallace nei suoi meandri tra i suoi esercizi di stile allucinati senza troppi pregiudizi, rimane il fatto a mio avviso che almeno 300 di queste 1000 e passa pagine sono di troppo.

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    Paolo Guido Alvino

    29/11/2016 13:57:21

    Dannazione e Redenzione. Dopo i Fratelli Karamazov, il più grande romanzo morale, in versione post-moderna.

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    Angelo Cennamo

    30/10/2016 20:04:23

    In un tempo imprecisato, gli Usa avranno inglobato Messico e Canada in un'unica supernazione denominata ONAN. Un gruppo di giovani promesse del tennis sogna di giocare l'Atp allenandosi all'Enfield Tennis Academy. Ragazzi devastati dalla noia e dalla dipendenza dalle droghe ma anche da una strana cartuccia audiovisiva che ipnotizza i suoi spettatori. Capolavoro del postmoderno, concepito da un genio della letteratura, inventore di una scrittura nuova, vertiginosa e inarrivabile.

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    Luca

    26/08/2016 19:25:49

    bello, a tratti mi ricorda i reportage narrativi di christian raimo

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    Giancarlo

    13/06/2016 08:19:39

    5/5 al capolavoro di DFW 0/5 all'editore Einaudi: un capolavoro così meritava una maggiore attenzione da parte dell'editore (non so giudicare la traduzione che alla mia prima lettura mi sembrò buona o per lo meno coraggiosa). Parlo dei caratteri delle note quasi illeggibili e soprattutto dell'orrenda copertina, difficlmente vista una più brutta e triste, specie se paragonata ad altre edizioni originali o straniere (anche la prima edizione da Fandango era bella)...ha tradito grafica e colore dell'edizioni originali.... una volta Einaudi era un modello di accuratezza, eleganza.... una preghiera accorata a questo editore: cambiate la copertina di Infinite Jest!!!!.... per il suo 20esimo anniversario negli USA hanno indotto un referendum fra i lettori e hanno scelto una nuova copertina..... Einaudi si ispiri e porti un po' di maggior rispetto a un Capolavoro.

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    Michele Ribi

    28/11/2015 17:22:37

    Uno di quei libri in grado di cambiare il tuo approccio alla letteratura e alla narrativa. Da leggere, magari la prima volta come una sfida per poi imparare ad amarlo scoprendone ogni volta nuove sfumature. Peccato non potergli dare 7 e doversi limitare a 5!

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    andrea

    07/09/2015 12:50:40

    Finito! Ci ho messo un anno e mezzo. Ma alla fine posso suggerire a tutti di leggerlo. L'ho smesso e ripreso molte volte senza mai perdere il filo, in quanto un filo vero e proprio non ce l'ha: si entra in un mondo parallelo che fa da specchio alla realtà attuale. Poi, verso pagina 700, tutte le storie, tutti i personaggi, tutto le note e anche tutto lo sforzo si riallacciano e c'è una lunga ed emozionante cavalcata finale. L'ho finito da qualche giorno e già lo sto rileggendo a pezzi come se la Dipendenza di cui a lungo parla DFW sia riuscita a ricrearla in questo libro. Non è un romanzo. Ma una esperienza: come la vita quotidiana è ricca di tutti gli aspetti (noia , gioia, divertimento, paura....)

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    Giada

    29/07/2015 00:10:46

    Non ci resta che buttare la penna.

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    fabius

    16/12/2014 10:47:18

    "Pesante e di difficile lettura. Una piccolissima trama appena sfiorata dentro centinaia di pagine di discorsi di altri argomenti. Si affrontano decine di pagine di esibizione linguistica di difficilissima interpretazione, decine di pagine di "fuori tema" dove ci si ritrova a chiedersi "ma di cosa si sta parlando?" Il lettore è costretto ad un livello di attenzione elevatissimo. Per apprezzarlo lo si deve prendere come un libro di studio, quindi: interpretazione, comprensione dei messaggi, cultura in psicologia, sociologia e amore per la scrittura anche se non si parla di niente, cosi solo per la lettura di parole difficili contorte e intrecciate tra loro." Ricopio la recensione precedente, che non ha nulla che non vada, a parte il fatto che tutto quanto scritto qui sopra per me sono punti a favore di IJ, piuttosto che elementi negativi.

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    Pietro

    08/12/2014 20:54:47

    Pesante e di difficile lettura. Una piccolissima trama appena sfiorata dentro centinaia di pagine di discorsi di altri argomenti. Si affrontano decine di pagine di esibizione linguistica di difficilissima interpretazione, decine di pagine di "fuori tema" dove ci si ritrova a chiedersi "ma di cosa si sta parlando?" Il lettore è costretto ad un livello di attenzione elevatissimo. Per apprezzarlo lo si deve prendere come un libro di studio, quindi: interpretazione, comprensione dei messaggi, cultura in psicologia, sociologia e amore per la scrittura anche se non si parla di niente, cosi solo per la lettura di parole difficili contorte e intrecciate tra loro.

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    Francesco D'Addio

    02/11/2014 21:55:35

    Capolavoro assoluto partorito da una mente geniale. Difficile sintetizzare in poche righe i pregi di questo romanzo favoloso, per cui mi limito a citare alcune tra le tante gemme: la descrizione dello sfacelo fisico e psichico di Povero Tony, le visioni allucinate di Don Gately al risveglio in ospedale dopo il ferimento, la descrizione della barbara uccisione dei fratelli Antitoi da parte degli "Assassini sulle sedie a rotelle". Geniale poi la creazione di personaggi come Mario Incandenza, il fratello deforme di Hal, Troeltsch, il ragazzo appassionato di giornalismo sportivo che fa le telecronache degli incontri di tennis, e John Wayne, il numero uno che vince sempre perchè impermeabile ad ogni emozione. Altrettanto geniale e profetica, poi, la cronologia degli eventi con gli anni sponsorizzati. E che dire dei grammatici militanti del Massachussetes? Qualcuno sostiene che le 1200 pagine sono un pò troppe, io invece credo che DFW avrebbe potuto scriverne altrettante mantenendo altissimo il livello di scrittura, tanto viva e palpitante è la materia che scorre in queste pagine.

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    Mario Scippa

    07/10/2014 13:27:30

    Ho letto appena 60 pagine. Ho letto parecchi libri tra i 150-200.. i capolavori si riconoscono subito. La dovizia dei particolari e dettagli..sono quei libri non classificabili in narrativa, romanzo, saggi.. possono essere definiti romanzo- mondo. L'universalità è il tema proposto dall'autore. Wallace vuole toccare il nucleo del mondo attraverso la ricerca maniacale del dettaglio toccando vari temi( droga, tennis, cultura, pensieri vari) basta vedere soltanto quante pagine siano dedicate alle note .. sono rimasto impressionato che ce ne siano più di un centanaio quasi fosse un manuale didattico scentifico.. Incredibile. Da annoverare come libro stramaledettamente consigliato. Non lasciatevi sfuggire questa occasione.. Sembra di vivere una esperienza in prima persona e che Vi tocca nel profondo lasciandovi un segno indelebile. Ma non nocivo.. LEGGETELO LEGGETELO LEGGETELO.

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    Borromini

    07/10/2014 10:22:44

    La lettura di Infinite Jest richiede un impegno non indifferente. Ottimo romanzo.

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    Marco Trestini

    02/08/2014 19:56:44

    L'Ulysses degli anni duemila.

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    vale

    05/12/2013 19:38:58

    Sono un po delusa x non essere riuscita a finire questo libro che,a detta di tanti, è un capolavoro. A pag 570 ho mollato, ero stanca e infastidita dal non riuscire a capirne il senso stretto e profondo, mi sembrava di essere intrappolata nei pensieri schizofrenici (e forse questo voleva) di un genio che, mio malgrado, non sono riuscita a capire. Credo che, vista la mole la struttura narrativa e i contenuti chi lo definisce capolavoro abbia tutto il diritto di farlo, io purtroppo non l ho capito. E' talmente "diverso" da tutto che comprendo chi lo ha amato e chi lo metterà tra i migliori libri mai letti, io lo inserirò tra quelli "senza opinione" perché non sono in grado di averne, troppo facile dire brutto perché non si è capito !! Rimango comunque affascinata da tutti i bellissimi commenti che leggo e mi dico che probabilmente ho perso una bella occasione però il mio impegno e testardaggine nel leggerlo non mi hanno premiato fino alla fine! il voto basso è quindi solo ed esclusivamente x ammissione di lettura non conclusa.

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    Martino

    06/11/2013 17:22:32

    Magistrale raffigurazione dei nostri tempi, Infinite Jest è l'opera di un genio che illumina problemi e scava per trovare delle soluzioni; ho letto questo libro dopo Il Re Pallido e la sua biografia Ogni Storia d'Amore è una Storia di Fantasmi ed è splendido tracciare dei fili tra la sua storia personale e quello che succede nel libro, perché di connessioni ce ne sono tantissime e il suo processo di trasfigurazione letteraria è commovente e struggente se si coglie quanto di David c'è in queste pagine, e quanto cercasse nella scrittura una forma di redenzione personale e collettiva che l'ha tenuto in vita fino a che la Cosa non ha esteso troppo la sua ombra; e lui era Hal col suo smodato talento e l'anedonia a fargli da padrone e poi era il misterioso Jim col suo dono per trovare un taxi anche nei posti più oscuri e improbabili ed era la forza mentale di Don e la volontà di non arrendersi mai ed era Mario che con la sua spiazzante semplicità dà una speranza di fede al mondo quando tutti hanno paura di guardarsi negli occhi e diventano improvvisamente dei bambini davanti alle Cose Vere. Wallace sale sulle spalle del suo talento e scrive dell'essere umano come nessun'altro, cerca una strada in un mondo (il nostro, oltre a quello di IJ) in cui la stessa scrittura è diventata fonte di competizione e sfoggio d'intelligenze raffinate, ma il significato ultimo del libro sta là, sta nelle sale piene di fumo degli alcolisti anonimi e nella banalità delle cose vere e nei due pesci che si chiedono che cosa è l'acqua e in Mario che chiede ad Hal di Dio e nella difficoltà di amare qualcos'altro al di fuori di se stessi. L'alternanza di stili è favolosa, e David è in grado di sfoggiare un alto linguaggio accademico a fianco di termini gergali del ghetto bostoniano, a dimostrazione di quanto aperte erano le sue vedute sul mondo. Una presenza che manca, ma che ci ha dato la grazia di poterlo ascoltare nella bellezza lucente di queste e altre pagine. Grazie David, ovunque tu sia

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