Raccontare Piombino - copertina

Raccontare Piombino

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Curatore: E. Guardavilla
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 1 gennaio 2013
Pagine: 140 p., Brossura
  • EAN: 9788876064517

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Undici autori per raccontare una città, anzi dodici, perché gli splendidi scatti di Andrea Frediani immortalano Piombino in tutta la sua bellezza. Umberto Bartoli, Valentina Della Lena, Paolo Ferrari, Alessandro Fulcheris, Emilio Guardavilla, Federico Guerri, Gordiano Lupi, David Marsili, Marco Miele, Simone Pazzaglia e Paolo Silvestri sono i narratori chiamati all'opera. La città è la vera protagonista, in un libro che non vuol essere celebrativo, né agiografico, ma soltanto un atto d'amore compiuto da un gruppo di scrittori che vivono un rapporto stretto con il litorale tirrenico. L'azione degli undici racconti si svolge nei luoghi simbolo della città: Porto, Marina, Salivoli, Pinetina, Città Vecchia, Populonia, Baratti, Centro Storico... Un biglietto da visita per un luogo dell'anima in rapido divenire, dalla monocultura dell'acciaio alla diversificazione turistica.
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    Giuseppe Iannozzi

    18/01/2014 21:01:10

    Non è facile raccontare Piombino, nemmeno per chi la realtà piombinese la vive giorno dopo giorno. Potrebbe sembra una città di mare uguale a tante altre. E però ci sono le acciaierie, c'è la classe operaia e c'è anche la solitudine, e una storia sepolta, dimenticata dai più, come bene evidenzia Federico Guerri nel suo racconto "Ferro e fuoco". Gordiano Lupi, invece, nel suo racconto "La città vecchia", facendo ricorso a uno stile melanconico e fortemente poetico à la De André, sottolinea che "la mia città vecchia non è quella di Fabrizio De André anche se in fondo la ricorda. [...]". E c'è la Piombino vista da David Marsili in "Piombinorama", dove per un incidente, per uno scambio di persona, un omicidio e l'esilio su una gru a torre. E Umberto Bertoli ne "Il pesce rosso" ci ricorda che la città è ricettacolo di passioni, estreme e delittuose talvolta: Bertoli ci restituisce un polaroid noir di Piombino, con tanto di flebite! E poi Paolo Ferrari che in "Time Machine" sembra voler sottolineare come non sia poi troppo diverso il passato dal presente, perlomeno se vivi a Piombino. Tristezza infinita invece per "Storiella triste" di Alessandro Fulcheris, che racconta il suo rapporto con un cocker, cane dal gran naso e che però ha dei seri problemi di salute, proprio come Piombino. In "Tristán e Isotta" Emilio Guardavilla (che è anche il curatore di questa antologia piombinese) preferisce conferire un tono kafkiano al suo narrare sottolineando che "la vita è più forte della morte". Degni di nota anche "Il porto" di Simone Pazzaglia, "Il muretto" di Valentina Della Lena, "Il sogno" di Paolo Silvestri e nel "? nel mezzo del cammin (tra la pinetina e il campino)" di Marco Miele.

Note legali