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I fratelli Karamazov - Fëdor Dostoevskij - copertina
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I fratelli Karamazov - Fëdor Dostoevskij - copertina
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Descrizione


I tre figli di Fedor Karamazov, un vecchio malvagio e dissoluto, sono molto diversi tra loro. Dmitrij, detto Mitja, odia il padre perché vuole conquistare col suo denaro Grusenka, una bella mantenuta da lui amata. Ivan è un filosofo dell'ateismo e un raffinato intellettuale. Alesa, il più giovane, è novizio in un convento e si trova costretto a tornare a casa per il precipitare degli eventi. Infine un quarto figlio illegittimo è Smerdiakov, epilettico e tenuto in casa come un servo. Il vecchio viene ucciso, è accusato del delitto Mitja, ma Smerdakov confessa a Ivan di essere lui il colpevole, poi si impicca. Mitja viene condannato ai lavori forzati, Ivan è colpito da una febbre cerebrale, Alesa riprende con alcuni giovani la via della spiritualità.
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Dettagli

2005
Tascabile
XLVIII-1033 p., Brossura
9788806179168

Valutazioni e recensioni

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Giovanni
Recensioni: 5/5

Davanti al l'immensità di quest'opera, è bene cominciare finalmente a frequentare il silenzio.

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Luca Rossi
Recensioni: 5/5

Il miglior libro che abbia mai letto. Non lasciatevi spaventare dalla lunghezza del tomo: le pagine scorrono, lasciando il lettore immerso nella narrazione. Sebbene la trama sia abbastanza intricata, quel che è tanto più affascinante quanto più interessante è notare come essa sia lo spunto per dare l'avvio a riflessioni più ampie sull'animo umano, sul problema religioso, sul rapporto uomo-Dio. È un vero e proprio manuale di introspezione psicologica: l'opera è incentrata sui dialoghi e l'autore non mette mai in bocca parole ai personaggi senza descrivere i sentimenti che essi provano nel pronunciarle; egli scava la psicologia umana fin nelle sue parti più recondite, fino alla ricerca dei pensieri di un omicida, di un folle, di un malato. Interessanti a mio avviso anche la parte finale del libro in cui quest' ultimo sembra diventare un giallo nel processo in seguito all'uccisione di Fedor Pavlovic e la presenza di alcuni "racconti nel racconto", come la vicenda di Iljusa o l'agiografia dello starec Zosima. Che dire poi del capitolo "Il grande Inquisitore"? È l'apoteosi dell'autore, l'acme della sua speculazione filosofico-religiosa. Insomma: lettura consigliatissima.

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Luca Deiana
Recensioni: 5/5

Uno dei migliori libri che abbia mai letto. Una trama semplice usata come terreno per esprimere tutta la filosofia di dostoevskij. Epocale

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Recensioni

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Fëdor Dostoevskij

1821, Mosca

Figlio di un medico, un aristocratico decaduto stravagante e dispotico, crebbe in un ambiente devoto e autoritario. Nel 1837 gli morì la madre, da tempo malata, e D. venne iscritto alla scuola del genio militare di Pietroburgo, istituto che frequentò controvoglia, essendo i suoi interessi già risolutamente indirizzati verso la letteratura (risalgono a quegli anni le sue prime letture importanti: Schiller, Balzac, Hugo, Hoffmann). Diplomatosi nel 1843, rinunciò alla carriera che il titolo gli apriva e, lottando con l’indigenza e con i disagi di una salute cagionevole, cominciò a scrivere: il suo primo libro, il romanzo Povera gente (1846), che ebbe gli elogi di critici come Belinskij e Nekrasov, rivela già l’attenzione pietosa di D. per...

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