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John Fante

Traduttore: F. Durante
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2004
Pagine: XXXI-232 p. , Brossura
  • EAN: 9788806170622

Recensioni dei clienti

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    Gianni F.

    06/07/2016 14.05.08

    I romanzi di Fante non si riassumono, vanno letti e gustati. Bellissimo

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    stefano

    12/05/2015 16.45.56

    E' il primo romanzo letto di questo celebre autore e credo di aver scelto bene. Si può scrivere della propria famiglia e del proprio rapporto con il padre in tanti modi, con il serio rischio di fallire nell'impresa. Spesso perché ci si prende troppo sul serio. Fante, invece, ha estratto dal cilindro un racconto che narra le vicende ingarbugliate di un rapporto conflittuale intergenerazionale, in una America di immigrati confusi ed arrabbiati, stanchi, ma pieni di vitalità. Il tutto trattato con stile inconfondibile, tra ironia, umanità, nostalgia e profondo rispetto.

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    dino

    17/11/2014 23.11.45

    Capolavoro. Il miglior Fante. Letto in Sellerio, Marcos y Marcos, Fazi e ora in Einaudi. Una sola nota: che motivo c'era di cambiare il titolo in La confraternita dell'uva? Brutto e idiota. Molto meglio La confraternita del Chianti di Marcos y Marcos. Più bello e molto più rappresentativo.

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    Pierxx84

    18/03/2014 17.00.21

    Un racconto intimo in cui forse alcuni di noi potranno ritrovare le proprie storie personali. Consigliato.

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    Federico

    10/07/2013 20.59.36

    Un racconto di vita, allo stato puro, senza sbavature, senza retorica, niente cinismo. Semplicemente vero...come il vecchio Nick Molise, capace di scalfire nell'anima del figlio (John Fante) gioie e dolori di questa nostra folle esistenza. CAPOLAVORO. Mi ha fatto piangere.

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    Luca

    08/11/2012 12.27.58

    Attenzione, questo libro è un libro pericoloso: non leggetelo se soffrite di cuore, vi piacciono le emozioni grigie e avete paura della vita vera. E'anche un libro prezioso che ,forse, vi aiuterà a rappacificarvi con i vostri padri. Ed è anche un libro eccezionale dal punto di vista letterario. I dialoghi sono perfetti così come lo stile di scrittura essenziale e il ritmo della storia nella sua alternanza di dialoghi ed io narrante. Se vi piace tutto questo e non temete che, Fante, il mago, vi possa (e di questo statene certi a meno che non siate dei pesci surgelati) far piangere in una pagina per poi farvi ridere ad alta voce in quella dopo, leggete " La confraternita dell'uva". Fante, lo stregone, vi "sedurrà" fin dalle prime battute: " Una notte di fine Settembre mio fratello mi chiamò da Sant'Elmo per riferirmi che Mamma e Papà stavano di nuovo parlando di di divorziare. " Cosa c'è di nuovo? " " Questa volta è sul serio" , disse Mario. Nicola e Maria erano sposati da 51 anni....

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    Piermaria

    08/08/2012 17.20.10

    E' un racconto agrodolce nello stile di Fante, credo che "Chiedi alla polvere" resti insuperabile. Certo che la signorina Quinlan forse è il personaggio meglio riuscito...

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    tonia

    30/04/2012 13.07.50

    tutto quanto Fante ci ha regalato va paragonato ad un capolavoro. Impossibile stabilire la sua opera migliore perchè ognuna di essa viene avvertita dal lettore quale parte di un puzzle della vita del grande scrittore.

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    Luca

    17/02/2012 14.39.33

    Semplicemtente un capolavoro, che ti prende e non ti lascia più. Commovente ed esilarante allo stesso tempo. Il vero Fante

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    francesca

    27/06/2011 18.37.07

    Esilarante. Un capolavoro.

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    luchino

    19/10/2010 23.28.17

    Un grande libro da leggere assolutamente. Il migliore di Fante, quello della maturità. Superlativi i rapporti familiari sviscerati con grande maestria con il rapporto genitori-figli analizzato alla perfezione.

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    mikarlo

    22/05/2010 13.22.52

    Pensavo di non potere trovare un Fante migliore del maestoso Fante di "Chiedi alla Polvere" e invece ieri sera dopo l'ultima pagina di questo romanzo memorabile mi sono dovuto ricredere. Nella Confraternita dell'Uva c'è tutto quello che un libro dovrebbe possedere. L'amore il pianto la rabbia il sorriso e ... e poi c'è un grande scrittore che a inanellare parole e a farle sparire é un prodigio. L'inchiostro scompare, sei lì con Angelo Musso e tutti quei beoni, sei lì con tuo padre, ovunque esso sia.

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    Amalia

    06/02/2010 10.18.24

    Tra tutte le opere che ho letto di Fante, credo che questa sia una delle più belle. Non mi dilungo con i commenti, non servono a nulla. Ho ritrovato molto della mia terra e, soprattutto, la tempra degli uomini che la caratterizzano. Consigliato.

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    Claudio

    24/11/2009 11.03.31

    C'è chi vuol fare di Fante uno scrittore grande, grandissimo. "Fante vale quanto Hemingway o Faulkner", dicono. E' curioso quanto sia grande il fascino destato dagli scrittori "dimenticati": Algren, Saroyan e tanti atri compreso Fante. Vengono spesso commemorati con frasi tipo "Eppure in quegli anni la loro popolarità era pari a quella dei più grandi". Non so se Fante valga realmente Hemingway, personalmente non importa questo giochino, credo, in compenso, che Fante sia un autore unico. Leggero, ironico e profondo. "La confraternita dell'uva" l'ho trovato più pregevole di "Chiedi alla polvere", sono entrambi romanzi di facile e gustosa lettura eppure il primo ha qualcosa in più. Ovviamente è un parere meramente personale e, di conseguenza, derivato dai miei opinibilissimi gusti ma trovo la statura di Molise ben più elevata rispetto a Bandini. In Molise non c'è quell'euforia e positività che tanto caratterizza Arturo Bandini, egli è un personaggio nuovo: nè giovane nè di belle speranze, bensì disilluso e pieno di amerezza. Un personaggio esistenziale che avverte il peso di una vita alla quale cambierebbe volentieri qualcosa. Un esistenza che pesa, per farla breve. Nonostante questo, Molise, come Bandini, è un eroe comico, la sua ironia, però, è più malinconica e venata di disperazione, di un sentimento di amerezza dovuta all'incombenza della fine.

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    achille

    17/10/2008 16.28.41

    dopo aver letto questo libro, qualora dovessi aprire un locale lo chiamerei: CATINE ANGELO MUSSO è un racconto meraviglioso ed ammaliante nella sua semplicità

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    Roberta

    08/09/2008 10.29.34

    Nick Molise, il protagonista di questo racconto, al contrario di Arturo Bandini, rappresenta la prima generazione di emigranti italiani. Persone testarde e orgogliose, tenacemente aggrappate ai ricordi della loro terra d'origine. In questo libro si da' molta importanza al concetto di famiglia, il restare uniti contro le avversita' della vita e' fondamentale per i suoi componenti. Il tutto raccontato con semplicita' e ironia.

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    Biagi

    01/09/2008 19.47.46

    se con "chiedi alla polvere" ero rimasto un po' perplesso e insoddisfatto,qui rimango amaliato da tanta bellezza!!!una storia che avvolge tutti i sensi,sentiamo odori,umori,colori,ruvidezze di vite dure e vere,tastiamo i calli di grosse mani sporche che lavorano,ne vediamo le nere unghie,respiriamo l'alito della spossatezza e il cameratismo del sacrificio,sacrificio naturale come la morte;le risa roche e i denti gialli,i bicchieri da osteria,quelli che non si rompono mai cadendo,la madre che zoppica ma non cade,il capofamiglia che mai e poi mai lascia il suo status.....c'è un quadro talmente vivido in questo libro che difficilmente dimenticherò.

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    umberto73

    26/07/2008 16.27.45

    Un capolavoro,un spaccato di vita di immigrati,il rapporto difficile fra padre e figlio e il valore della Famiglia!!Bellissimo lo consiglio vivamente a tutti

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    Emiliano

    15/06/2008 11.08.29

    Mi è piaciuto anche più di Chiedi alla polvere, è malinconico ma sa anche essere divertente: c'è la vita dentro! In poche pagine c'è la storia di una famiglia e la storia di tanti italo-americani. Nel libro il vino è protagonista ed è simbolo di una filosofia di vita, che Nicholas Molise incarna da par suo: che personaggio!! Stupende le bevute e gli amplessi fedifraghi di Nick, e sipario sul flirt con la Quinlan poi scopata dal figlio Henry che finalmente si lascia andare e riconosce così le radici che fino a lì aveva desiderato nascondere. La Quinlan occupa poche pagine ma è un'altra figura eccezionale, è vita e morte insieme, è una dolce illusione come la vita e una consolatrice che arriva alla fine, come la morte. Libro da leggere...possibilmente di sera, in camera con una lampada a luce soffusa!

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    Francesco

    15/04/2008 09.24.48

    Fante è inimitabile e questo libro è una collana di diamanti al collo della vecchia signora letteratura. Il passo in cui lavorano e lavorano fino a quando...suo padre semplicemente muore, diventa un fantasma..bè..non mi è piu capitato di leggere niente di simile, da nessuna altra parte. POESIA. ALTA LETTERATURA. Baricco dovrebbe arrossire.

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