Da dove la vita è perfetta

Silvia Avallone

Editore: Rizzoli
Collana: Scala italiani
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 30 marzo 2017
Pagine: 384 p., Rilegato
  • EAN: 9788817093538
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Descrizione

Silvia Avallone ha parole come sentieri allungati oltre un orizzonte che davamo per scontato. Fa deflagrare la potenza di fuoco dell’età in cui tutto accade, la forza del destino che insegue chi vorrebbe solo essere diverso. Apre finestre, prende i dettagli della memoria e ne fa mosaici. Sedetevi con lei su una panchina e guardate lontano, per scoprire che un posto da dove la vita è perfetta, forse, esiste.

“Bianca non apparteneva né a lei né a nessun altro. Era l’inizio di una storia.”

C’è un quartiere vicino alla città ma lontano dal centro, con molte strade e nessuna via d’uscita. C’è una ragazzina di nome Adele, che non si aspettava nulla dalla vita, e invece la vita le regala una decisione irreparabile. C’è Manuel, che per un pezzetto di mondo placcato oro è disposto a tutto ma sembra nato per perdere. Ci sono Dora e Fabio, che si amano quasi da sempre ma quel “quasi” è una frattura divaricata dal desiderio di un figlio. E poi c’è Zeno, che dei desideri ha già imparato a fare a meno, e ha solo diciassette anni. Questa è la loro storia, d’amore e di abbandono, di genitori visti dai figli, che poi è l’unico modo di guardarli. Un intreccio di attese, scelte e rinunce che si sfiorano e illuminano il senso più profondo dell’essere madri, padri e figli. Eternamente in lotta, eternamente in cerca di un luogo sicuro dove basta stare fermi per essere altrove.

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Recensioni dei clienti

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    silvia

    19/07/2018 15:25:03

    i temi trattati sono un classico della Avallone: periferie, famiglie difficili, infelicità, malattie. La lettura risulta coinvolgente, a tratti incalzante e commovente.

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    Mario Brunetti

    06/06/2018 19:42:14

    Dopo aver letto con grande entusiasmo gli altri due libri, c'era l'aspettativa per un altro all'altezza di quelli precedenti. Invece non è stato così. Qui i personaggi sono molto improbabili. L'autrice è sempre brava a calarsi nel mondo degli emarginati, dei sofferenti, dei perdenti. Conoscendo molto bene quel mondo, faccio davvero fatica ad immaginare degli adolescenti che lì, riescono a conoscere, a leggere Dostoevskij e a capire l'importanza della lettura, ad esempio. Magari fosse così. Nel mezzogiorno d'Italia, raramente si trova una libreria e anche quando c'è, è un'isola nel deserto. Prevale la "cultura" delle organizzazioni criminali. Dico quasi una banalità. Ci sono degli sprazzi alti, commoventi ma non sono riuscito a percepire un solido telaio che sottende tutta la fabula.

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    Floriano

    08/05/2018 04:04:06

    Mi ha commosso e tormentato una vicenda tra un figlio non voluto ma in arrivo e un altro cercato ma non trovato. Viene confermato, tra l altro, il concetto secondo cui per la donna il maschio vive in funzione del figlio che lei desidera, come sua completezza, non per quella della coppia.

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    Letizia

    20/04/2018 07:06:24

    Scritto con uno stile originale, la mancata chiarezza su chi siano i protagonisti della storia affrontata in un gruppo di pagine, se si tratti di flash back o di presente, è una scelta narrativa che non pesa e le vite si intrecciano senza forzature. Romanzo realistico con un'ottima caratterizzazione dei personaggi.

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    Monica

    15/11/2017 15:27:31

    si fatica un po' a capire l'intrecciarsi dei personaggi...che poi alla fine non si intrecciano come forse ci si immaginava...ma a me e' piaciuto molto come mi era piaciuto molto acciaio. Il finale nn riesco a capire se l'ho afferrato del tutto....enon ho capito questa cosa del caciocavallo!! Me deve essere sfuggito qualcosa... Se ci fosse qualcuno cosi' gentile da spiegarmi mi farebbe davvero piacere! Grazie

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    maria cristina

    21/10/2017 13:46:14

    bellissimo libro. ...c'è tutto....amore e odio..amicizia e separazione...degrado e voglia di riscatto...speranza e rassegnazione. ..genitori e figli. ..uomini e donne...adulti e adolescenti...buchi di buio e lampi di luce...il rifiuto del ricordo e la necessità di raccontarlo... passato, presente e futuro.....e la prosa...essenziale. ..aggettivi..nomi..verbi..avverbi che sembrano usciti di getto dalla mente dell'autrice come da quella dei suoi personaggi. ...

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    massimo7890

    16/10/2017 22:18:23

    bello intenso

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    cristina

    01/10/2017 10:58:42

    La Avallone ormai non fa che replicare sempre lo stesso romanzo, il suo primo successo. Sempre gli stessi protagonisti, gli stessi ambienti e le stesse trame: giovani/adolescenti di periferia, disastrati, emarginati in cerca di riscatto, adulti senza maturità, la solita denuncia del degrado sociale in cui ormai siamo talmente immersi da non accorgercene più. Ho notato anche un vuoto nella trama, in questo romanzo, laddove dopo aver descritto (con la solita pomposità che l'autrice dedica anche alle banalità) una "fuga" non viene poi descritto il "ritorno", altrettanto significativo sul piano dei sentimenti dei protagonisti. Che senso ha questa omissione? Ho trovato anche alcuni refusi di stampa e alcune frasi scritte proprio male. Spero che la Avallone sappia rinnovare la sua vena creativa per un eventuale prossimo romanzo.

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    Isa

    10/09/2017 12:50:53

    "Fisso' una nicchia nel muro, dove qualcuno aveva sistemato una Madonna di gesso, del tipo da 10 euro che si trova dagli ambulanti sulla statale. Ci affondò i pensieri fino a estraniarsi. Come i bambini negli orfanatrofi che fanno il pendolo per cullarsi da soli."

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    Stefi

    28/08/2017 10:51:42

    Dopo aver fallito nella lettura del primo romanzo della Avallone, ho voluto leggere questo, perché mi solleticava la storia. Come Acciaio, anche questo all’inizio mi ha annoiata, ma ho deciso di proseguire la lettura. Che dire, alla fine? L’ho letto con piacere. Ma non è il mio genere: troppe storie si intrecciano, e guarda caso, scopri strada facendo che hanno qualcosa in comune, un amico, un padre, una storia; inoltre, l’autrice ha la “presunzione” di raccontare di storie che probabilmente non ha vissuto, e questo si intuisce, se messo a confronto con una storia vera – l’adozione, la sterilità. Non so, non mi convince.

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    Alberto

    27/07/2017 08:50:38

    Proprio un bel libro, rispecchia la vita e il modo di comportarsi, di molte persone che vivono in questi quartieri dormitorio. L'unico cruccio, come ho letto in qualche recensione precedente, che bisognerà attendere almeno un anno, prima di poter leggere un nuovo romanzo, di questa scrittrice. Fortunatamente, ci sono, nel panorama italiano, qualche scrittore, che fino ad ora, non sbaglia un colpo....Al prossimo romanzo, allora !!!

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    n.d.

    20/07/2017 08:58:41

    Bel romanzo di Silvia Avallone, perfetta descrizione di un mondo di periferia nel quale si ha la sensazione di calarsi fin dalle prime pagine....

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    n.d.

    20/07/2017 08:58:41

    Bel romanzo di Silvia Avallone, perfetta descrizione di un mondo di periferia nel quale si ha la sensazione di calarsi fin dalle prime pagine....

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    Marta Belardinelli

    13/06/2017 14:24:16

    Libro scritto molto bene e trama avvincente! Mi è piaciuto come allora mi piacque "Acciaio". La Avallone sa proprio scrivere, brava!

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    patrizia b.

    02/06/2017 15:05:11

    Forse leggerissimamente faticoso perché devi leggere un po' di righe per capire di chi si parla, ma mi è piaciuto proprio tanto, come mi era piaciuto Acciaio (forse, all'epoca, un poco scioccante per l'ambientazione) e come non avevo trovato abbastanza interessante Marina Bellezza. Vada avanti, Silvia, e migliori sempre più e brava a non sfornare libri a ripetizione. Si aspetta un poco, si pensa che intanto ci sia una ricerca di luoghi, persone e storie, e poi alla fine si legge.

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    lauretta

    10/05/2017 09:05:23

    Bellissimo....Silvia Avallone si conferma una scrittrice di talento ....davvero molto profondo e autentico!

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    federica

    02/05/2017 12:07:14

    l'unico pensiero negativo che mi è venuto mentre leggevo questo libro è che dovremo aspettare 2 o 3 anni prima di poterne leggere un altro

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    Elisabetta Zuccher

    05/04/2017 08:02:50

    La Avallone non si smentisce mai

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