Il potere della non-violenza

Mohandas Karamchand Gandhi

Editore: Newton Compton
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 25 settembre 2018
Pagine: 1008 p.
  • EAN: 0001121469455
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Descrizione

Il nome di Gandhiè ormai divenuto sinonimo di pace e di ribellione non violenta, e forse mai come oggiè importante conoscerne il messaggio. Nella prima parte di questo volume, il Mahatma analizza minuziosamente, in bellissime pagine autobiografiche, tutto il suo percorso esistenziale, le esperienze di vita, gli studi, gli scontri, le conquiste, il lungo cammino percorso con la sua gente. E offre al lettore la sua umile, operosa, quotidiana ricerca della verità, dalla quale emerge la grandiosa lezione morale che la sua presenza rappresenta nella storia contemporanea. Nella seconda parte, vengono esposte l'ideologia pacifista, la strenua, indefessa fiducia nella necessità della non violenza, la difesa dei diritti e della libertà del singolo e dei popoli, l'uguaglianza delle genti, la sacralità del lavoro e della famiglia: principi che per Gandhi non costituiscono tanto un messaggio nuovo e rivoluzionario da propagandare al mondo intero, quanto dei valori essenziali e inalienabili dell'uomo, che fanno parte della sua intima natura e come tali vanno sostenuti. Di qui la purezza, la linearità, la sincerità del pensiero di Gandhi, che abbraccia ogni aspetto del vivere singolo e collettivo ed emerge in queste pagine con la limpida onestà morale e con tutta la forza e il coraggio che solo la fede più profonda nella propria verità riesce a generare.

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    MD

    15/11/2018 07:59:07

    Il 30 gennaio 2019 ricorreranno i 150 anni dalla nascita del Mahatma Gandhi. Egli fu militante per i diritti dell’uomo, combattente disarmato per la libertà, pacifista, critico del capitalismo, attivista per l’ambiente, leader carismatico, martire e santo. Gandhi è diventato molte altre cose in questo lungo lasso di tempo; ma indiscutibilmente rimane soprattutto uno straordinario uomo politico della storia moderna, una guida dell’umanità. O forse semplicemente una personalità della nostra storia recente. Ma chissà quante trasformazioni, quante mute dovette attraversare il piccolo Mohandas Karamchand, il mediocre studente indiano, il bravo, ma attivo per breve tempo, avvocato londinese, il timido parlatore in pubblico proveniente dalla profonda provincia prima di rivelare la sua qualità principale, quella iscritta nel suo nome «Mahatma»: la «grande anima». Era nato il 2 ottobre del 1869 nel Porbandar, Gujarat, figlio di un piccolo uomo politico della provincia (spalleggiato e controllato dagli inglesi) e da una madre molto devota che ebbe una grande influenza spirituale sul figlio. Egli stesso, che si era sposato molto giovane e era diventato padre, all’età di 37 anni fece un voto di castità mantenuto, con una volontà ferrea, fino alla sua morte. Le sue azioni, politiche e personali, erano dettate da due principî: l’«ahiṃsa», la nonviolenza nei confronti di tutti gli esseri viventi, cioè una rinuncia all’uso della forza, vegetarianismo, diritti per i più deboli; e «satyagraha» ovvero l’insistere perché la verità sia sempre chiara. Una verità che per lui non doveva basarsi sulla conoscenza scientifica o su teorie politiche ed economiche: la verità in senso gandhiano significa raggiungere, prendere una decisione e mantenerla. Verità non è l’utile, la convenienza personale ma ciò che si è scoperto essere giusto. Il «satyagraha» è un concetto coniato da Gandhi stesso, derivato dal termine sanscrito «satyakriya», rendere vero, quindi prestare giuramento davanti a Dio.

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