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Traduttore: S. Tummolini
Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2012
Pagine: 332 p. , Rilegato

92° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

  • EAN: 9788864112367
Usato su Libraccio.it € 9,45

"Questo in me tu vedi, che fa il tuo amore più forte…". William Stoner, studente di Agraria iscritto all'Università del Missouri nel 1910, ascolta il sonetto di Shakespeare letto ad alta voce dal docente di inglese, Archer Sloane. Cresciuto in una piccola fattoria vicino a Columbia, sede dell'università, e dapprima destinato ad allevare mucche e maiali e a lavorare la terra, in quel momento William capisce che deve prendere un'altra direzione. Niente a che fare con una vocazione o con l'ambizione; quella di Stoner è la scelta che sente, perentoria e, al tempo stesso, paradossale perché definita la più "reale" possibile: vivere "fuori dal tempo", nella letteratura, dove "Tristano e la dolce Isotta gli sfilavano sotto gli occhi; Paolo e Francesca vorticavano nel buio incandescente; Elena e il radioso Paride, amareggiati dalle conseguenze del loro gesto, spuntavano dal buio". Niente di retorico, però. Stoner è come il suo nome, semplice e squadrato come la pietra in tutto ciò che fa. Incoraggiato da Sloane, che però non vive abbastanza a luogo per sostenerlo fino in fondo (soprattutto contro la prepotenza e la corruzione dei colleghi), William continuerà con il dottorato e con la docenza senza mai arrivare ai vertici della carriera, avrà un buon rapporto con gli studenti, e sposerà Edith, graziosa giovane "dal viso dolce e affusolato" ma arida e incapace di dargli molto altro al di là della rispettabilità e di una figlia. Eppure, in questo personaggio c'è di più, qualcosa che si concede e si svela a poco a poco, proprio a partire dall'apparente, quasi insulsa, tetragonia. È qualcosa di estremamente forte e appassionante, a dispetto dell'asciuttezza del carattere di William e del testo che lo racconta (ben tradotto in italiano da Stefano Tummolini). È quello che lui vede, come suggerisce il sonetto, e che – malgrado tutto – fa il suo amore più forte. Il romanzo racconta la vita di Stoner da quando ha diciannove anni, nel 1910, alla sua morte, nel 1956. Mezzo secolo, due guerre mondiali, crudeltà e insensatezze, il tempo che passa troppo in fretta e che sembra scivolare via senza lasciare traccia e, tutto sommato, senza particolare significato, fuori dal piacere, "triste e ironico", che "alla lunga tutte le cose – perfino ciò che aveva imparato e che gli consentiva quelle riflessioni – erano futili e vuote, e svanivano in un nulla che non riuscivano ad alterare". E, parallelamente, il lavoro di Stoner nell'università: "indefesso" (termine che i colleghi usavano "a metà tra l'invidia e il disprezzo"), un'onestà cocciuta e sobria, la passione mai ostentata né clamorosa per la letteratura, per quell'Inghilterra tra Due e Cinquecento che sembra lontanissima ma anche lì a due passi. E, poi, un amore, anch'esso raccontato con la massima asciuttezza e la massima intensità insieme. La storia di William con la studentessa Katherine rappresenta una buona approssimazione a un amore perfetto: è reciproco, fisico e spirituale ("'Lussuria e conoscenza'", disse una volta Katherine, 'È il massimo che si può avere, giusto?'"), e ricongiunge con pochi gesti e vivaci parole quel pregiudizio che da sempre tende a separare gli individui, "secondo cui, in un modo o nell'altro, la vita della mente e la vita dei sensi sono separate, anzi addirittura nemiche". Eppure, inevitabile come è iniziato, questo amore deve inevitabilmente concludersi. Fin dalla giornata "calda e polverosa" in cui, diciannovenne, viaggia dal paese dove è nato, Booneville, a Columbia, prima a piedi, poi accettando un passaggio su un carretto di un contadino, con i pantaloni rossi di terra fino alle ginocchia, passandosi le dita tra i capelli "irti e polverosi, che non ne volevano sapere di tornare giù", Stoner è abituato a non chiedere niente alla vita. Quel che può e deve fare, senza consegnarsi alla rassegnazione, è vedere e andare avanti, in un viaggio limitato nello spazio (mai tanto più in là di Columbia e Booneville) e appena un po' esteso nel tempo, con la sensazione di trovare, proprio alla fine, "tutto il tempo del mondo". E Stoner, "come ogni viaggiatore, sentiva di dover fare molte cose prima di partire, ma non riusciva a ricordare quali fossero". Chiara Lombardi

Recensioni dei clienti

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    Marco

    29/10/2016 14.39.11

    Un vero capolavoro. Una storia normale che però ti prende dall'inizio alla fine. Imperdibile.

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    Giusy Spinelli

    19/09/2016 09.04.50

    Struggente. Emozionante. Mi ha graffiato l'anima e trafitto il cuore. Un libro che non dimenticherò mai! Consigliato!!!

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    ZZ70

    08/08/2016 14.42.44

    La storia di un uomo apparentemente mesto, debole e accondiscendente, che pagina dopo pagina si rivela deciso, ostinato e individualista. La passione per lo studio e l'insegnamento che lo sostiene fino alla fine caratterizza questo personaggio. I sentimenti non sono mai veramente in primo piano, non l'amore per la figlia, non la passione per l'amante, non l'amicizia e l'invidia dei colleghi, tantomeno il vuoto affettivo di e per la moglie. Tutte figure un po' vuote e mai approfondite, ma funzionali al racconto della vita di Stoner. Una vita così.. magari noiosa e davvero poco eccitante .. ma che grazie alla maestria del suo narratore squarcia i pensieri e le emozioni di chi la legge. Godibile.

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    AA69

    29/07/2016 12.24.05

    Un libro tosto, che non ti lascia solo un segno, ma che ti colpisce come una lama di coltello. Trovo un pò di Stoner in tutti noi. Parte goffo, arrendevole, privo di colore e spessore. Si inchina al volere dei suoi genitori senza apparenti reazioni, per poi ribaltare ogni loro progetto e prendere in mano la propria vita senza battere ciglio. Non torna a casa, pur sapendoli in difficoltà. Li lascia, per proseguire il suo cammino con assoluta determinazione. Sposa una donna agghiacciante, che gli renderà la vita affettiva un inferno senza apparente motivo. Sembra arrendersi a lei e al suo inspiegabile odio, per poi tradirla e portare avanti per anni una relazione amorosa completa ed appagante. Senza timori, rimorsi o scrupoli di coscienza. Sul lavoro un collega lo osteggia per tutta la vita con crudeltà e accanimento spropositati. Ma lui non solo gli terrà testa, ma si prenderà rivalse che lo porteranno a mostrare quel lato di figlio di buona donna che gli appartiene da sempre ma che non appare mai. concordo pienamente con Cameron solo su due riflessioni: l'imperdonabile arrendevolezza con cui abbandona l'amata figlia al proprio tragico destino, senza preservarla dalla follia anaffettiva e distruttrice della madre. E la magistrale abilità narrativa dell'autore, che pone di fronte alle domande piu' profonde e dolorose sul senso della vita con naturalezza scorrevole e silenziosa. C'è un po' di Stoner in tutti noi, che subiamo, lottiamo, sognamo, per poi cercare, come qualcun altro, un senso a questa vita, anche se questa vita un senso non ce l'ha. E qui solo la parte spirituale di ognuno di noi può aiutarci a rispondere.

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    L.

    16/07/2016 19.34.01

    Un personaggio molto arrendevole, lo si legge proprio per sperare in un sussulto, in una ribellione, invece fino alla fine rimane coerente con se stesso.

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    And the Oscar goes to ....

    12/06/2016 08.02.52

    Mi sono deciso a leggerlo con titubanza perchè spesso libri così pubblicizzati sono una delusione. Quello che stupisce è come possa una storia tanto semplice tenere il lettore così attaccato e voglioso di andare avanti. Consigliato.

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    Michela

    07/06/2016 09.33.43

    A me è piaciuto tantissimo e l'ho letto tutto d'un fiato, nonostante non ci sia nulla di straordinario, a ben pensarci. La scrittura è scorrevole, semplice, adatta a tutti. La storia di Stoner tocca l'anima, troppo simile a tanti di noi, gente ordinaria, in un mondo dove i mediocri vanno avanti e gli onesti pagano la loro integrità sopravvivendo a stento. Consigliatissimo.

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    Laura88

    13/03/2016 13.32.37

    Non so cosa dovessi aspettarmi da questo libro: almeno che fosse appassionante. Tutto il libro, la vita, la narrazione sono di una passività unica. Il protagonista non fa mai niente per cambiare la sua vita: l'infelicità e la rassegnazione nel non poter cambiare nulla permangono costantemente. Questo è quello che mi fa arrabbiare di più! Non riesco ad accettare questo comportamento, mi fa venire voglia di urlare e di scrollare quel bambolotto che è Stoner!

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    Paolo

    03/03/2016 09.42.57

    La straordinaria storia di un uomo ordinario. La semplicità di scrittura, senza troppi fronzoli, rende il romanzo reale, concreto, ed emozionante. Letto quasi per caso, attirato dall'enorme pubblicità e talle tante critiche positive, e l'ho trovato davvero intenso.

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    Stefania

    21/02/2016 01.30.19

    La recensione che Peter Cameron fa al termine del romanzo è semplicemente eccellente.... un romanzo straordinario che racconta la vita di un uomo che di straordinario non ha apparentemente nulla.... In realtà nell'anima di Stoner ci sono emozioni e sentimenti straordinari ma la sua indole e la sua innata rassegnazione lo inducono a non esplorarli.... si prova tanta dolcezza nei confronti di quest'uomo quanta rabbia.... si scorrono voracemente le pagine in attesa di una "riscossa"..... ma..... Per queato non riesco a dare il massimo nel voto. Incanto e amarezza.... queste sono le sensazioni che sto provando adesso che ho terminato questa lettura. Stilisticamente il romanzo è bellissimo... Cameron si dice "sbalordito dalla qualità della scrittura, dalla sua pacatezza e sensibilità, dalla sua implacabile chiarezza abbinata a un tocco quantomai delicato".

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    Holden non più giovincello

    20/02/2016 16.20.57

    Va bene, ci sono cascato: l'ho comprato e letto ben disposto dalle (troppo) numerose lodi spiattellate in quarta di copertina. Mi sembra però abbastanza chiaro che - per quanto sia un'opera discreta - non è affatto il capolavoro sbandierato con così tanto clamore. Non è una questione di trama, ma di stile poco pulsante e personaggi le cui motivazioni non sono chiare. Il protagonista stesso è a tratti inintelligibile, si fatica a trovare terreno comune, i dialoghi sono spesso evanescenti. Pagina dopo pagina le aspettative create ad arte (non dall'autore, beninteso, ma dalla campagna pubblicitaria) finiscono per irritare oppure per farci alzare le mani e dire che , sì, è un "capolavoro letterario".

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    Federica

    28/01/2016 17.09.33

    Il piccolo miracolo dell'autore sta nell'aver scritto un romanzo che si legge quasi d'un fiato su un personaggio che non ha nulla di speciale e non fa nulla di eroico o avventuroso nel corso della sua vita decisamente ordinaria.

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    luciano

    07/01/2016 22.37.04

    La vicenda di Stoner è la vicenda di molti uomini che attraversano la vita senza infamia e senza lode, che si trovano a combattere sul posto di lavoro con superiori ( Lomax) permalosi, frustrati che mettono i bastoni tra le ruote, che si arrabattano come possono con una moglie ( Edith) nevrotica, prepotente, vendicativa verso la quale non provano nessun tipo di affetto e nessuna stima, che per pochi mesi trovano il grande amore ( Katherine) a cui rinunciano per quieto vivere, che pur amando di un amore profondo la figlia ( Grace) non sanno strapparla, è questa la grande colpa di Stoner, dagli artigli di una madre-strega che le rovinerà la vita. Stoner di una cosa è grato alla vita, il suo lavoro all'università: "Non so cosa avrei fatto se non fossi stato un insegnante". E' un romanzo in cui manca il pur minimo spiraglio di speranza.

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    Wolf

    05/01/2016 16.05.53

    Stoner è il ritratto di un uomo ormai rassegnato e disilluso che affronta la vita con grande dignità. Rinuncia all'amore a causa delle convenzioni sociali di quel tempo nonostante abbia al suo fianco una moglie che si accanisce su di lui in modo perfido ed egoista. La dedizione allo studio e all'insegnamento sono tutto ciò per cui valga la pena vivere una vita nell'anonimato e priva di affetti. Un romanzo malinconico, straziante e intenso che mi è rimasto nel cuore.

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    Marcello

    28/12/2015 09.30.01

    Una storia di vita dura lieve sottile aspra dolorosa con un "personaggio" che riassume un po' i momenti di tutti noi, un libro formidabile che mi era sfuggito. Da leggere assolutamente

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    Mary Rinaldi

    26/12/2015 19.58.27

    Willy Stoner non mi emoziona ma mi stupisce, per la sua esistenza banale (come dice Peter Cameron nella post-fazione, dopo aver letto la quale mi domando se hanno un senso le altre e le nostre recensioni, visto che ha detto tutto, in maniera perfetta, integrale, eccellente). Mi stupisce e a tratti mi irrita per non sapersi ribellare, esaltare, entusiasmare in maniera vistosa, un colpo di testa, un'incazzatura a tinte forti, una mandata affanculo liberatoria?... E' una grande opera, un esercizio di scrittura superba e raramente raggiungibile, un monumento alla letteratura di ogni tempo. Sublimi le ultime pagine, ti sembra di morire tu che leggi, veramente l'autore non so come sia riuscito a scandagliare in maniera analitica lo stato d'animo che accompagna un essere umano prossimo al trapasso, ti viene da chiedere: sarà davvero così? se non lo è, ci va molto vicino. Lo considero un testo non emozionante ma sulle emozioni, flebili, evanescenti quasi inesistenti. E' un libro che può non piacere, non attrarre, ma se gli sei fedele e con speranza gli accordi fiducia, sarai felice di arrivare fino in fondo.

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    ninonux

    24/12/2015 13.19.29

    divorato in pochissimi giorni. stupendo, disperato e disperante, straziante in alcuni passaggi. Non so perchè, ma mi ha ricordato molto "il deserto dei tartari": la vita come attesa di quella felicità che non arriva mai...

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    Annarita

    05/11/2015 22.34.03

    Stoner è un uomo semplice e introverso, i suoi genitori umili contadini rassegnati a cavare dal lavoro della terra appena l'essenziale per la loro sopravvivenza. La passione per la letteratura pervade la sua vita e lo porta lontano dalle sue origini ma non cambia la sua natura. Con quella stessa ostinazione e rassegnazione con cui i suoi genitori hanno coltivato l'arida terra del Missouri, Stoner consacra la propria esistenza allo studio e all'insegnamento ma senza mai essere capace di goderne con entusiasmo e consapevolezza. Sono forse le sue origini modeste a condizionarne il comportamento lasciandolo ai margini della sua stessa vita. Stoner sembra subire più che agire. Nella sua esistenza non c'è vita, tutto accade e viene lasciato accadere: la carriera universitaria, il matrimonio, il silenzio che la moglie impone nella loro coppia e nel rapporto tra padre e figlia. Eppure Stoner ha un'anima, la fiamma della sua passione per la letteratura non si è mai spenta, è onesto, rigoroso e disciplinato e deve solo abbassare le difese e consentire che l'amore dia vita alle proprie potenzialità. La sua è una storia ordinaria raccontata con semplicità e particolare efficacia. Il ritmo lento che l'autore ha scelto per il romanzo dona profondità e spessore alla caratterizzazione del personaggio e finisce per lasciare un deciso e malinconico segno nel lettore.

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    Chiara

    02/11/2015 11.06.44

    il romanzo non mi ha convinto. Non capisco il fiume di lodi sperticate che lettori e critica hanno profuso per questa storia e per il suo personaggio. Pur avendolo letto due mesi fa, faccio fatica a ricordare tutti i passaggi, il che credo che sia un brutto segno. E' stato detto che e' l'elogio della normalita'. Ok pero' risulta ugualmente moscetto.

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    marilina

    30/10/2015 16.51.08

    Bellissimo ....letto da diverso tempo e continua a rimanere nella mia memoria insieme a tutti quelli che ho letto e che non ho mai dimenticato.

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