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La breve favolosa vita di Oscar Wao - Junot Díaz - copertina

La breve favolosa vita di Oscar Wao

Junot Díaz

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Traduttore: Silvia Pareschi
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2008
Pagine: 346 p., Brossura
  • EAN: 9788804577133
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"La breve e favolosa vita di Oscar Wao": già dal titolo si capisce che il romanzo non avrà un lieto fine classico. Ma non importa. Perché la vita di Oscar - ribattezzato Wao da un amico dominicano che storpia il nome di Wilde è davvero favolosa. Da favola. Da favola letteraria, magica e realistica al tempo stesso. Nasce e cresce nel New Jersey, il grasso, poco attraente, intelligente e parecchio eccitato Oscar. Sua madre Belicia è una ex reginetta di bellezza scappata da Santo Domingo perché perseguitata dal clan del dittatore Trujillo, la sorella, Lola, è una ragazza dolce, assennata e insieme spericolata come tutte le dominicane di Diaz. L'intero albero genealogico di Oscar, come quello di altre migliaia di dominicani, è composto da figure torturate, espropriate, martirizzate.
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    angelo

    20/11/2014 23:07:51

    Ingredienti: un ghetto-nerd scrittore-sognatore rifiutato dalle donne, una trama che collega a più riprese Stati Uniti e Repubblica Dominicana, una famiglia condannata alla sofferenza da una maledizione latente, uno stile gioioso, magico, ispirato e degno del Pulitzer. Consigliato: a giovani, vecchi, uomini, donne, belli, brutti, violenti, innamorati, sfigati e lottatori (c'è qualcosa di ognuno nel libro), a chi vuol perdersi tra felicità e dolore in campi di canna da zucchero.

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    giancarlo

    21/07/2014 21:09:49

    Davvero deludente. Intanto le note in calce al libro rendono piu' l'idea di "studio" che di piacevole lettura. E poi la storia. L'umorismo, a mio avviso davvero poca cosa, ricercato sbrigativamente tramite qualche parolaccia. La narrazione non convincente. Sono andato sino in fondo ma avrei voluto chiudere tante pagine prima.

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    Maura

    23/08/2013 17:09:07

    Il libro più bello che ho letto quest'anno!

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    carlasarla

    11/06/2010 11:09:24

    bhè che dire, di sicuro non è un romanzo che ti pesa o che ti annoia.........è molto carico!!!!!!!!! l'unica cosa, mi permetto di dire, è che lo avrei costruito cronologicamente in maniera diversa, perchè personalmente alcuni capitoli mi mandavano in confusione...........

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    robiro

    04/11/2009 15:39:24

    Un libro preciso e puntuale nel descrivere l'atmosfera durante la dittatura di Trujillo. Per il resto riguardo la storia, che di meraviglioso "ha ben poco" invita al suggerimento che la vita con tutte le sue sfaccettature vale sempre la pena di essere vissuta!!!

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    fadama

    28/08/2009 12:59:12

    Non è il libro che mi aspettavo di leggere. Troppi spagnolismi, inoltre, la storia frequentemente viene spezzata per dare spazio ampio, (esageratamente ampio nel caso della madre)agli altri personaggi. Ma la storia non era di Oscar?

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    Lomax

    25/05/2009 14:21:41

    Una storia sorprendente, a metà tra Eggers (L'opera struggente di un formidabile genio) ed Eugenides (Middlesex), in cui le vicende del protagonista e della sua progenie sono il pretesto per un fugace quanto inquietante sguardo ad una delle pagine più buie della recente storia dell'umanità.

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    Bibo

    10/12/2008 12:24:44

    Uno dei libri più belli letti quest'anno. Un'avventura strabiliante. Una vita intensa e ricca di colpi scena di un nerd. L'anti-eroe per eccellenza che però alla fine si riscatta.

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    Linda

    29/09/2008 20:26:01

    Libro frizzante e spumeggiante e anche drammatico. Intenso e coinvolgente, mi è piaciuto molto

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    claudio

    17/09/2008 10:18:38

    Ottimo. Del resto non si vince un Pulitzer senza essere all'altezza. Nonostante la dittatura, la miseria, il fukù ti vien voglia di vivere in quel mondo. Si fa un pò di fatica a leggerlo, perchè sono tantissimi i termini ispanici per cui è insufficiente il breve glossario finale. Ma si supera anche questo. Da consigliare vivamente.

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    oncecaldas

    01/08/2008 11:59:09

    veramente una piacevole sorpresa. l'ho acquistato un po' scettico, ma conferma tutto il buono che le recensioni ( e il premio pulitzer ) promettevano. il marquez pop di cui ho letto in altro commento è il miglior complimento possibile.

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    Rokossovskij

    30/05/2008 15:32:22

    Mi è piaciuto molto. Ha il respiro della saga familiare (con accenti quasi "veristi" - penso al tema del fukù), ma è scritto in una lingua dinamica, spumeggiante, ma al tempo stesso controllatissima. Bei personaggi, bellissimo soprattutto il modo di rendere il clima della repubblica domenicana prima e dopo (dopo?) la dittatura. I continui riferimenti al mondo della sci-fi, del fantasy, del fumetto e dei giochi di ruolo - spesso molto "americani", salvo un generale e diffuso tributo a Tolkien - possono sembrare un ostacolo alla lettura; ed in effetti lo sono, ma soltanto nelle prime pagine. Per conto mio, tutte le volte che non ho capito un riferimento (e mi è successo praticamente sempre) sono andato avanti senza sentire di avere perso qualcosa. Anche il dizionarietto ispano-domenicano alla fine del libro è utile fino ad un certo punto, perlomeno per gli italiani; l'inserimento continuo di espressioni in lingua fa una specie di effetto-camilleri all'inizio un po'straniante, ma poi ci si abitua. In definitiva, consigliatissimo! Esempio di scrittura veramente creativa.

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    Il viandante e la sua ombra

    26/05/2008 12:20:18

    Bello, bello, bello. Il tipo di romanzo che TI IMPEDISCE di smettere di leggerlo. Ho scoperto l'autore sul Corriere della Sera, leggendo una recensione del libro particolarmente lusinghiera e devo dire che risulta assolutamente meritata. Un proiettile impazzito che ti schizza davanti, una prosa coinvolgente, la caratterizzazione dei personaggi spesso non dettagliatissima ma efficace. Se volete darvi una tregua dalla lettura dei grandi classici (che ovviamente sono i testi che DEVONO essere letti per primi da un LETTORE propriamente detto), concedetevi il libro di Diaz: vi divertirete un sacco!!!!!

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    manvela

    22/05/2008 21:26:14

    Esistono romanzi di cui è assolutamente impossibile immaginare una trasposizione cinematografica che renda giustizia all'opera letteraria... eccone un esempio. Il susseguirsi di eventi conditi col sale della superstizione, il pepe del sesso e l'aceto della violenza (e fin qui la letteratura sudamericana ci ha dato illustri precedenti di fronte ai quali Diaz regge assolutamente il confronto e semmai apporta la modernità del pop e del fantasy) viene reso con un linguaggio talmente nuovo vivace e colorato, quasi pirotecnico, che diventa elemento irrinunciabile del tutto. Ecco allora un bel testo per un audiolibro!

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    Loris

    16/05/2008 15:44:29

    Realismo magico in salsa pop? Si, ma accompagnato dalla capacita' di intrecciare racconto di formazione e saga di famiglia, vicende sentimentali e drammi della Storia. L'ironia e' il filtro adottato per narrare eventi che potrebbero indulgere al malinconico o al patetico e che invece risultano vividi e coinvolgenti. Il finale e' nel titolo, ma le ultime pagine della vita di Oscar sono un atto di sfida al fuku', alla gabbia del destino gia' tracciato. Scrivere puo' essere anche una forma di esorcismo.

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    DAMIANO M.4

    12/05/2008 11:30:51

    ROMANZO SCORREVOLE E APPASSIONANTE DA LEGGERE TUTTO D'UN FIATO!!E' IL NOSTRO LIBRO DELLA SETTIMANA!!LO CONSIGLIO A TUTTI!!

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    laura

    26/04/2008 19:43:38

    Bello!vitale, divertente(da qualche parte ho letto'Garcia Marquez pop', vero!

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    LucaMilano

    24/04/2008 09:16:59

    Un romanzo avvincente, la saga di una famiglia "maledetta", un racconto che è una e cento storie insieme, storia di nerd, di femmine stupende, di gangster e di dolente umanità, racconto che riesce a trasmetterti la "normale atrocità" di una dittatura (il Truijllato) la storia di un' emigrazione,l'amore il sesso, la solitudine, i sapori del mango i profumi dei caraibi e al contempo, l'olezzo di vicoli pisciosi dei ghetti. Junot Dìaz, che formidabile narratore!, peccato solo quelle continue noiose citazioni fantascentifiche (in alcune pagine all'inizio veramente troppe)che ti costringono all'uso continuo del "glossario fantascientifico" in fondo al libro, che però dopo un po finisci per trascurare. bello

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  • Junot Díaz Cover

    Nato a Santo Domingo, si è trasferito negli Stati Uniti all'età di sei anni e si è laureato alla Cornell University di Ithaca, New York. Considerato dal "New Yorker" tra i venti migliori scrittori del Duemila, attualmente insegna scrittura creativa al MIT. La sua prima raccolta di racconti, Drown (Mondadori 2008), è stata un caso letterario di grande impatto. Con il suo primo romanzo La breve favolosa vita di Oscar Wao (Mondadori 2008) ha vinto il premio Pulitzer. Sempre Mondadori ha pubblicato nel 2013 il suo romanzo È così che la perdi. Approfondisci
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